Gina, disperata, si arrischiò a andare nella sala dove stava il marchese Crescenzi, che quel giorno era di servizio. Quando lei era ritornata a Parma, Crescenzi l'aveva ringraziata calorosamente per quel posto di cavaliere d'onore, che senza la sua raccomandazione non avrebbe mai potuto ottenere - e naturalmente non aveva tralasciato di dichiararle la propria illimitata devozione. Gli disse subito: «Rassi sta per fare avvelenare Fabrizio, alla cittadella. Vi darò un po' di cioccolato e una bottiglia d'acqua. Metteteveli in tasca e correte alla cittadella. E se volete salvarmi la vita, dite al generale Fabio Conti che siete deciso a rompere con sua figlia se non vi consente di consegnare questa roba personalmente a Fabrizio.» Il marchese impallidì. Invece di sentirsi tutto eccitato da qu

