La duchessa pensò bene di non far svegliare Fabrizio. Provava per Mosca uno slancio di ammirazione, qualcosa che assomigliava moltissimo all'amore. «Tutto sommato,» pensò, «bisognerà che lo sposi.» Gli scrisse subito una lettera, e mandò uno dei suoi uomini a portargliela. Non trovò il tempo di sentirsi triste, quella notte. Il giorno dopo, verso mezzogiorno, vide sul lago una barca con dieci rematori. Veniva avanti molto in fretta. Dopo un po' lei e Fabrizio poterono vedere che a bordo c'era un uomo che indossava la livrea della casa del principe di Parma. Era un corriere, e prima ancora di sbarcare le gridò: «La rivolta è stata domata!» Poi il corriere le consegnò molte lettere di Mosca, una bellissima lettera della principessa e un'ordinanza, su pergamena, del principe Ranuccio Ernest

