La duchessa era alla sinistra del principe. Stava in piedi, le braccia incrociate strette contro il petto. Aveva negli occhi un'espressione di meravigliosa impertinenza. Era molto pallida, adesso, dalla sua faccia era scomparso il rossore dell'eccitazione. A differenza degli altri due, il principe era tutto rosso, e nervosissimo. Con la sinistra giocherellava convulsamente con la croce appesa al gran cordone che portava sotto la giacca, con la destra si accarezzava il mento. «Che cosa facciamo?» chiese a Mosca. In realtà non riusciva a pensare a niente, aveva fatto quella domanda solo perché era abituato a chiedergli il suo parere su tutto. «Non so proprio che cosa dire, Altezza Serenissima,» riuscì a rispondere Mosca, fiocamente, come se parlare gli costasse uno sforzo enorme. Il tono

