«La vedrò, Clelia?» aveva pensato Fabrizio, appena sveglio. «Chissà se sono suoi, quegli uccelli...» Gli uccelli incominciavano a cinguettare, e a quell'altezza era l'unico suono che si poteva sentire. Quell'immenso silenzio faceva provare a Fabrizio una sensazione nuova, dolcissima. E gli piaceva molto stare a ascoltare il cinguettio ininterrotto, pieno di vita, con il quale i suoi vicini - gli uccelli - salutavano la luce. «Se sono suoi, lei verrà nella stanza, sotto la mia finestra...» Guardava verso la smisurata catena delle Alpi, di fronte alla quale la cittadella di Parma sembrava ergersi come un avamposto, ma il suo sguardo tornava continuamente alle splendide gabbie di legno pregiato, ornate di fili d'oro, in quella stanza luminosa che serviva da voliera. Solo più tardi Fabrizio si

