Adrian

2192 Parole

Adrian Anton è in ritardo. Arriva quando le prime luci dell’alba cominciano quasi a mostrarsi all’orizzonte e mi getta il suo ultimo pasto senza neanche guardarmi. A quanto pare si è accanito sul poveraccio che mi cade fra le braccia, mollo come una marionetta disarticolata. In genere non manca mai di ritegno in questo modo con gli uomini. Eseguo il mio dovere in silenzio, senza nemmeno intenerirmi sulla sorte dell’uomo, mentre lui già si allontana, e mi sbrigo a buttare il cadavere nella fossa apposita. Anche se la leggenda popolare racconta che divoriamo gli uomini come dei cannibali, succede di rado. In fin dei conti, i licantropi sono dei lupi. Preferiamo cacciare la selvaggina. Ci limitiamo a dilaniare i morti per evitare che rinascano e li bruciamo quando si alza il sole. Turbato d

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI