«Voglio farti godere», sussurrò lei tra i baci che la facevano ardere. «Oddio, Giovanna, lo stai facendo. Tantissimo.» Con la bocca affamata succhiava e mordeva il suo collo. Le spinse la schiena contro il tavolo per morderle i capezzoli attraverso il vestito. Dentro i pantaloni era duro come la pietra. Quando incontrò i suoi occhi, vide che brillavano. Il respirò di Gio accelerò mentre gli si strofinava contro, probabilmente non le sarebbe servito altro per raggiungere l’orgasmo. Ma si fermò, gli sollevò la maglietta, ammirando il torso muscoloso e i tatuaggi che andavano dall’addome al petto. «Un giorno mi spiegherai cosa significano.» Baciò il suo petto liscio e mordicchiò un capezzolo e poi l’altro, godendo dei suoi grugniti di piacere, prima di scendere più in basso, sempre succhia

