CAPITOLO DICIASSETTE-3

1616 Parole

Mia. Di nuovo si accigliò. Poteva essere lei? Perché non lo sape­va? Gemette ripensando alle ultime ventiquattr’ore. Era trop­po vecchio perché lo colpisse come un fulmine? Lo ave­va colpito come un fulmine, eccome. La strinse più forte. L’abbracciò per ore, accarezzandole i capelli e la schiena, e ripensando a ogni momento da quel giorno al negozio. Era sta­to costretto a parlare di lei a Lucio, e lui doveva conoscerla presto. Forse avrebbe scoperto chi era e avrebbero potuto aiu­tarla? Non era un’Immortale, se ne sarebbe accorto. Ma cosa diavolo succedeva ai suoi occhi? Quando si era spaventata, si erano oscurati di nuovo. Gio si mosse tra le sue braccia e iniziò a mormorare qualco­sa. L’ascoltò mentre sognava. «No. Ti prego. Non farle male! Non ha niente a che fare con questo. Maddox

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