Pov Lucifero.
Una volta sistemato tutto, io e il mio esercito, siamo partiti per necropolis.
Agli occhi umani, sembriamo un branco di motociclisti fanatici.
Non si aspetterebbero mai di avere davanti l'esercito del diavolo.
Mentre noi abbiamo viaggiato per due giorni, tra autostrade e città.
I piccioni puritani del cazzo, hanno preferito mezzi meno inquinanti, viaggiando per le campagne a cavallo.
Forse è meglio così, tra i miei soldati e i piccioni non scorre buon sangue, nonostante la buona causa.
Spero che una volta arrivati alle porte della città, non si scatenerà una guerra tra noi.
Viaggeremo ancora per qualche ora.
Per poi finalmente abbandonare l'aspetto umano, viaggiando da veri demoni.
Grazie alla mancanza di umani in quel luogo, potremmo essere noi stessi.
Durante le ore di viaggio, nella piena solitudine dei miei pensieri.
Ho pensato molto a lei.
A cosa succederà quando la rivedrò, a come la torturerò per essersene andata.
Non sono l'unico a essere agitato nel rivederla.
Luxy è la prima a ripartire dopo ogni sosta.
Ed è in prima fila durante il viaggio, come ora, che viaggia al mio fianco sinistro insieme a Baal e Belfagor.
Mentre a destra viaggiano Azazel e Samuel.
Non so cosa pensino di tutto questo.
Non so se hanno capito i cambiamenti che porteranno questa guerra.
Come per esempio la mia scelta di avere Lilith come regina.
Che lo voglia o no.
Naturalmente dopo essermi vendicato.
Attraversiamo l'ultima città, LAS Vegas.
La mia amata città, un po' come il Vaticano per i pennuti.
Respiro l'aria di questa città, rallentando il passo.
Sa di peccato, di sbagliato, di me.
Amo questo luogo, lo sempre sentita come una specie di seconda casa.
Eppure oggi non riesco a sentirmi completo.
Sempre a causa della maledetta.
Così mi ritrovo a tirare dritto, senza soffermarmi su nulla.
Cosa che non ho mai fatto prima.
Prima amavo vedere umani vincere o perdere tutto.
Vendere l'anima al diavolo per un briciolo di felicità.
E portarsi a letto ogni peccato possibile.
La tentazione in ogni cosa, e non solo nel sesso.
Nell'alcol e nel gioco, nelle luci che mostrano solo un lato della luna.
Mentre la parte oscura si muove silenziosa come un veleno.
Las Vegas, il luogo dove i sogni diventano realtà.
E gli incubi torturano gli sfortunati.
L'occhio mi cade su un coppietta un po' brilla, immaginando già il loro futuro.
Un matrimonio da alcol, un risveglio traumatico, e un divorzio veloce.
Il tutto in pochi giorni.
Lucifero:" Ah, quanto amo questa città."
Superiamo gli ultimi casinò, con la disapprovazione degli altri demoni.
Sicuramente intenzionati a fermarsi, per un giro alla roulette.
Ma vengono ripresi velocemente da Baal, che oggi sembra più incazzato del solito.
In realtà è sempre incazzato, ma oggi ha quel pizzico di acidità in più.
E qualcosa mi dice che è dovuto a una donna, magari una demone d'ira.
Chiamatelo sesto senso.
Finalmente arriviamo al confine della città, che porta dritto alla foresta, dalla quale viaggeremo via terra fino alle porte.
Premo sull'acceleratore, godendomi quest'ultimi momenti.
L'aria mi sbatte in faccia con prepotenza.
E l'adrelina mi corre nelle vene, con la stessa velocità delle ruote.
La moto vibra sotto di me, come se ruggise.
E lo stesso fa la mia anima ribelle.
Baal e Luxy mi affiancono, imitando una specie di gara.
Cosa che un tempo facevamo spesso, un tempo vivevamo davvero.
Poi è cresciuto il peso dell'eternità.
Le guerre, le perdite.
E noi abbiamo dimenticato di vivere momenti così.
E per l'ennesima volta penso a lei.
Perché lei è uno di quei momenti.
Un momento di libertà, che ti dà respiro.
Giochiamo, riaquistando un po' di immaturità, prima di una nuova guerra.
Soffermandoci sull'ignoto.
Perché non sappiamo cosa troveremo lì, chi o cosa succederà.
Abbiamo solo un nome da gridare quando arriveremo.
Quello della mia e loro, futura regina.
(*_*)(*_*)(*_*)(*_*)(*_*)(*_*)
Abbandonate le moto, stiamo camminando da mezzora nella fredda boscaglia, con la notte che cala su di noi sulle sfumature del tramonto.
Non abbiamo difficoltà a viaggiare tra la boscaglia.
Per natura sappiamo come muoverci tra ostacoli e oscurità.
Ma, nonostante questo, appena incontreremo i pennuti, ci fermeremo per la notte.
In modo da arrivare riposati all'alba stabilità.
Nei punti più impenetrabili, i soldati ci liberano la via con armi e artigli.
All'improvviso, Baal richiama il silenzio e il fermo.
Accendendo i sensi, sento ciò che lui ha già avvertito.
Passi che spezzano le foglie già secche.
Non siamo soli.
Libero la catena, seguita da tutti gli altri.
Pronti ad affrontare la minaccia, senza riserve.
Nel risoluto silenzio, ascolto i passi avvicinarsi sempre di più.
Più di uno.
Più di dieci.
Li ascolto muoversi tra i rami, calpestare la terra.
Essere a pochi metri da noi.
Stringo tra le dita la catena, sentendola parte di me.
Come un arto in più, pronto a colpirlo.
I rami davanti a me si muovono.
Ci siamo.
Manca poco.
Un ombra si fa strada tra i rami, sto per muovere la mano.
Quando mi rendo conto di chi è.
Sbuffando, alzo gli occhi al cielo.
Piccioni del cazzo, che non sanno ne meno muoversi di soppiatto.
Infatti davanti a me, ci sono Michele e gli arcangeli, seguiti da dieci angeli soldati.
Samuel:" Che razza di incapaci.
Rumorosi e goffi."
Li fulmina Samuel, rimettendo al suo posto l'arma, seguito da tutti noi.
Gabriele:" Al contrario di voi, sapevamo chi avevamo davanti, quindi non c'era bisogno di essere cauti."
Subito risponde, ferito nel suo orgoglio da generale.
Baal:" Sbaglio o è presunzione quella che sento.
Hai cambiato identità, e non ne sapevano nulla."
Subito i due duellano con lo sguardo, pronti a colpirsi al primo affronto.
In altre circostanze, mi sarei messo comodo a godermi la scena.
Ma ora ho ben altre priorità.
Lucifero:" Finitela, non abbiamo tempo per queste cazzate.
Muovetevi."
Ritorno al mio passo.
Non ho davvero tempo da perdere.
Presto la notte piena cadrà, e saremo obbligati a fermarci.
Ed io voglio arrivare alle porte prima che accada.
Michele:" Lucifero ha ragione.
Forza, in marcia."
Michele mi affianca, e i nostri eserciti si mischiano, creando un contrasto mai assunto.
Bianco e Rosso, in una unica tela.
Esattamente come i suoi occhi.
Va fan culo, eccola che torna nella mia testa.
Michele:" Stiamo pensando la stessa cosa vero?
Lei."
Stringo i denti, anche lui la pensa.
Anche lui la ama.
Anche lui la vuole.
Ma lei sarà mia.
Lucifero:" Come ogni maledetto giorno della giornata.
Ma a te non deve fregare."
I miei occhi si incendiano di rosso.
Come anche i suoi, di bianco puro e splendidente.
Lucifero:" Non ti illudere Miky.
Una volta finita questa pseudo alleanza.
Io e te saremo nuovamente nemici."
Allo stesso passo, continuamo a lanciarci sguardi di fuoco.
Michele:" Non è un di premio Lucifero.
E qualcosa di molto di più.
Sopratutto per me."
Mi fermo di colpo, prendendo per il colletto della maglia.
Incrociando i suoi occhi.
Lui tiene a lei, che ricambia cazzo.
Ma io non sono disposto a lasciargliela senza lottare.
Dovessi macchiarmi le mani con il suo sangue.
Lucifero:" Non sarei qui, in mezzo al nulla, solo per un misera frase detta da lei, se fosse solo un premio."
Sposa velocemente le mani dalla sua maglia, facendomi arretrare.
Come dai tempi della nostra creazione, siamo allo stesso livello.
Potremmo distruggere l'universo, rimanendo ancora entrambi in piedi.
Michele:" Ti ho lasciato tutto, tutto ciò che avrei potuto volere.
Sono stato altruista su ogni cosa nella nostra eternità fratello.
Ma non lei.
Non la lascerò a te mai.
Perché io la amo."
Lo odio.
Per ciò che dice.
Per ciò che prova per lei.
Per la sua naturalezza a gridarlo al mondo, mentre io non riesco a sussurarlo.
Lucifero:" Allora siamo al punto di partenza.
Perché ne meno io ho intenzione di rinunciare a lei."
Un ultimo sguardo, per poi tornare al nostro viaggio.
Con la pensante tensione adosso.
Quella tra noi due, e quella che scorre tra esercito e consiglieri.
Non potremmo mai essere un fronte unito contro un nemico.
E, oggi, siamo solo uniti per lei.
Per una regina destinata a due mondi.
(+_+)(+_+)(+_+)(+_+)(+_+)(+_+)
In piena notte, raggiungiamo finalmente le porte, metaforiche, di necropolis.
In realtà un confine tra boscho e deserto.
Un deserto senza vita, ne meno un filo d'aria a passare tra la terra arida.
Resa così dalla mia maledizione.
Mentre gli altri sistemano l'accampamento.
Io sono immobile a un passo dal confine.
Senza il coraggio di superarlo.
Su questa terra, c'è ancora il suo sangue secco, che mi ero ripromesso di non calpestare di nuovo.
La sua vita ridotta in cenere, si è mescolata a questa sabbia, diventando ovunque e da nessuna parte.
Sospirando, cerco di fare un passo.
Uno solo.
Ma le mie gambe non ne vogliono sapere.
Rimango immobile, impossibilitato a fare un passo.
Come potrò all'alba attraversare questa terra.
Se non riesco ad attraversare il confine.
La verità, è che non voglio rivivere quell'orrore.
Non voglio che altro sangue venga versato su questa terra.
Non voglio che il sangue di lei si versi su questa terra.
Raffaele:" Ho paura anche io."
Potrei anche sobbalzare, se non avessi sentito la sua puzza di purezza, ancora prima che arrivasse.
Lucifero:" Non farmi ridere Raf, sono il re degli inferi.
Non so cosa sia la paura."
Lui sbuffa per il nomignolo, che so dargli fastidio.
Ma che io uso comunque da sempre.
Raffaele:" Avere paura non è una debolezza fratello.
Chiunque ha un'anima, teme qualcosa."
Sorrido ironico, girandomi verso di lui, mostrandomi nella mia vera natura trasformata.
Lucifero:" Esatto.
Chiunque abbia un anima.
E come sai, io non ce lo più."
Torno umano, deluso dalla sua reazione.
Invece di spaventarsi, mi sorride.
Davvero odioso e mieloso, come fa a essere mio fratello?
Raffaele:" Se non avessi un'anima, non saresti innamorato di lei."
Mi lascia senza parole, andandosene via.
Direi che mi ha fregato alla grande.
Perché non saprei davvero come rispondere.
Il diavolo ha davvero un'anima?
Decido di lasciarmi alle spalle il mio peggior incubo.
Forse ammettendo a me stesso che mi fa davvero paura.
O meglio ho paura di perdere di nuovo qualcuno.
Be, ciò che vedo non è così meglio.
Angeli e demoni seduti ben distanti, che si guardano in cagnesco.
In attesa di scattare all'attacco.
Mi chiedo se ci arriveremo all'alba di questo passo.
Sbuffando mi avvicino alla valigia, contente le borse di sangue.
Non so cosa ci aspetta domani, ma voglio arrivarci pieno energia.
Noto Gabriele guardarmi male, disgustato dalla mia bocca sporca di rossa.
Cosa che mi fa sorridere.
Faccio un lungo sorso, non limitandomi nei verso di piacere, che lo irritano ancora di più.
Quanto mi fa divertire dargli fastidio.
Sbuffando irritato se ne va, peccato iniziavo a prederci gusto.
Finisco in fretta la " cena", avvicinandomi a Baal.
Che, come ho già detto, è più irraacibile del solito.
Lucifero:" Ti hanno infilato un palo nel culo?"
Ringhia a denti stretti, senza distogliere lo sguardo.
Sento i suoi sensi scorrere in tutto il territorio.
Baal è il miglior segugio di tutto l'inferno, affiancato a pari da Salvatore.
So che sembra strano, nessuno direbbe questo del dolce e calmo Salvatore.
E invece la sua conoscenza della natura, ha potenziato i suoi sensi al massimo.
Baal:" Senti da che pulpito.
Sei di buon umore solo perché sai che tra poco la vedrai."
Ok, se mi risponde così, è davvero grave la situazione.
O forse sono io che ho dimenticato che un tempo eravamo amici, mentre oggi...
Non lo so.
Lucifero:" Direi che è un palo bello lungo.
La domanda è...
Chi te lo ha infilato?"
Mi fulmina con lo sguardo.
Rimanendo sorpreso nel trovarmi divertito, anzi che infuriato.
Direi che ho molte cose da sistemare.
Alla fine sospira, spostando finalmente lo sguardo, su un punto in particolare.
O meglio su una persona particolare.
Luxy.
Rimango spiazzato.
Si conoscono da una eternità, e solo ora esce fuori questo problema?
Baal:" E cambiata da quando è arrivata Lilith.
E dall'ora è cambiato anche qualcosa in me."
Cazzo.
Quella maledetta donna non ha incasinato solo la mia vita.
Baal:" Qualche giorno dopo l'arrivo di quella donna, le ho incontrate nel cortile."
Si volta verso di me, confuso e sorpreso.
Ed io inizio a preoccuparmi.
Baal:" E stava sorridendo.
Stava sorridendo in modo sincero e non malizioso.
Ed io, non lo so.
Sono rimasto imbambolato come un coglione."
Ok, non sta bene.
Non sta per nulla bene.
Ma che cazzo è successo a l'inferno?
Sono tutti diventati pazzi?
Mi accorgo che mi sta guardando.
O meglio, mi sta supplicando di dargli qualche risposta.
Lucifero:" Non guardarmi così, io sto messo peggio di te.
La donna che voglio mi vuole ma vuole anche mio fratello, e lui ricambia.
Sono finito in un cazzo di triangolo amoroso, e non nel modo in cui vorrei."
Lui spalanca gli occhi, quasi gli escono le orbite dagli occhi.
A già, nessuno aveva la certezza di questa merda.
E capisco la sua sorpresa.
Baal:" Vediamo se ho capito.
Tu e tuo fratello vi state contendendo la stessa donna.
E lei vuole entrambi."
Ed eccolo che gesticola e gira il coltello nella piaga.
Non sodisfatto mi scoppia anche a ridere in faccia.
Lucifero:" Va fan culo.
Preferivo quando avevi terrore di me."
Ma lui non smette, facendomi perdere la pazienza.
Non sono così tanto cambiato in fondo.
I miei occhi si infiammano e il mio potere lo colpisce a pieno.
Facendolo piegare e smettere di ridere.
Direi che era anche ora.
Baal:" Ok, questo lo meritata.
Direi che ho esagerato.
Ma tu sei davvero più incasinato di me."
E se ne va.
È diventata una abitudine lasciarmi solo come un cretino?
Ho una corona in testa, o un capello da giullare?
Sto per rincorrerlo per fargli culo, quando i miei sensi vengono richiamati.
Samuel:" Un gruppo di atei, circa cinque, a est."
Si avvicina correndo, seguito da Michele e Gabriele.
Gabriele:" Andiamo noi.
Non c'è bisogno di andare tutti."
Ed ecco il solito presuntuoso,
Pensa di essere bravo solo lui.
Che faccia pure, io sicuramente non lo fermerò.
Michele:" Non mi sembra saggio separarci ora.
Forse è meglio creare un gruppo misto di prelustrazione e..."
Ma il grande generale di sto cazzo.
Lo ferma, gonfiando il petto come un galletto.
Gabriele:" Sapremo gestire la situazione.
Andiamo."
Spalancando le ali, si allontana seguito da tutti gli altri.
Compreso Michele un po' amareggiato dal comportamento del fratello.
Tutt'altro che angelico.
Io mi limito a sorridere divertito.
Infondo se si fanno ammazzare, sarà un problema in meno per me.
Baal:" Non sarà meglio seguirli?"
Lo guardo sconcertato.
Incredulo che proprio lui voglia aiutare i pennuti.
Lucifero:" Perché mai?
Forse è la volta buona che ce li togliamo dai piedi."
Lui scoppia a ridere negando con il capo.
Seguito da Samuel e Belfagor che ci hanno raggiunto.
Baal:" Odio quanto te quei cretini.
Ma se muoiono, domani saremo dimezzati.
E non sappiamo cosa ci aspetta."
Sbuffo, peggio di un ragazzino capriccioso.
Ammetto che stasera sono davvero strano.
Mi sento fin troppo leggero.
Lucifero:" Va bene guasta feste.
Odio quando hai ragione."
Ci prepariamo a seguire la loro scia.
Quando un rumore e un odore insolito ci ferma.
Rumore di passi e ringhi, e odore di morte e carne.
Samuel:" Era una trappola."
Tiriamo fuori le armi.
Senza sapere esattamente cosa ci sta venendo contro.
C'è solo il rumore dei passi pesanti, e il frastuono di uno scontro poco lontano.
Le foglie davanti a me si muovono ancora una volta oggi.
Ma questa volta sono sicuro che non sono Michele e i suoi.
Ma sicuramente non mi aspettavo questo.
Un bestione a quattro zampe, esce dalla boscaglia.
Al posto del pelo, piume nere che lo ricoprano completamente.
Non ha una faccia, ne occhi o altro.
O almeno non si notano con quella bocca enorme che si ritrova.
Potrebbe finirci una testa intera senza problemi.
E se non bastassero i denti aguzzi, ha anche artigli di 40cm, sicuramente molto affilati.
Luxy:" Che cazzo sono?"
Gia, non è solo.
Ma sono in sette, tutti con uno scopo comune.
Mangiarci la testa.
Baal:" Qualsiasi cosa siano.
E meglio ucciderli prima che loro uccidano noi."
Completamente d'accordo, stringo forte la presa sulla catena, pronto a colpire.
Ma la bestia, sorprendendomi, mi salta adosso, con una velocità soprannaturale.
Queste creature non sono terrene.
Ne tantomeno figli del vecchio.
Intorno a me, è scoppiato lo scontro.
Ma io sono troppo preso a tenermi lontano dai suoi denti affilati.
Lo tengo dal collo a distanza, disgustato dalla bava e dall'alito di carne putrida che mi sputa in faccia.
Da vicino è ancora più grosso e brutto.
Cazzo se è brutto.
Prima che pensi di utilizzare gli artigli, faccio girare la catena intorno al collo.
Usando tutta la mia forza, tiro la catena, stringendo sulla trachea della bestia.
Riesco a farlo finire al mio fianco a pancia in giù.
Non perdo tempo, e velocemente gli salgo sulla schiena.
Tenendolo saldo dalla catena ancora intorno al suo collo.
La bestia non si arrende, e si muove come un toro da rodeo.
Mantengo la presa, schivando gli artigli e le zanne.
Maledetta bestia, sorprendentemente resistente.
Stringo ancora di più la presa, facendo uscire i miei artigli.
Alzo la mano, pronto a tagliargli la gola.
Ma la mia mossa viene fermata dal dolore al fianco.
Il bastardo è riuscito a ferirmi.
Non mollo la presa, infilzando finalmente la sua gola.
Ferito si lamenta e si muove in agonia.
Riesce a farmi cadere poco lontano, senza però fermarsi, mentre il sangue nero e putrido schizza ovunque per i suoi movimenti.
Punta la faccia verso di me, o almeno credo sia la faccia.
Parte all'attacco, ma a metà strada si accascia a terra dissanguato.
Cazzo.
Non so che creatura sia, ma è un gran bastardo.
Gli altri se la stanno cavando, anche se con difficolta.
Li devo aiutare.
Ma quando mi alzo, la ferita brucia e pulsa, tanto da riportarmi a terra.
Ci mette più del solito a guarire.
Il problema è che un'altro bestione è arrivato, e sembra avercela con me.
Fa strani versi, che non saprei comparare a nessun animale.
Prende la ricorsa, ed io mi preparo a difendere come posso.
Stringendo i denti, e la catena tra le mani.
La bestia non mi arriva adosso, ma viene fermato da una spada che gli trapassa il cranio.
Un'altra mi passa davanti, dritta al centro della schiena di un'altra bestia.
Riconoscerei ovunque quelle due spade di diamante.
Lilith:" Dividervi in un luogo del genere.
Quanto potete essere idioti."
Atterra a pochi passi da me.
Vestita di rosso, con due ali nere a farle da mantello.
E le spade nuovamente nelle mani, pronta a fare battaglia.
Dire che è splendida e un diminutivo.
E bella quanto la mia voglia di strozzarla.
Averla davanti ai miei occhi, riaccende in me tutta la furia di questi 15 giorni di assenza.
L'odio per essersene andata.
L'odio per la sua indifferenza, mentre i suoi occhi incrociano i miei.
Lei è davvero qui.
Ed io vorrei solo distruggerla, come lei ha fatto con me.