capitolo 18

3124 Parole
Pov Lilith Manca un ora all'alba. E per tutta il resto della notte sono rimasta qui, a fissare quel punto nel nulla. So per certo essere lì l'ingresso. Ma prima di arrivare a quel punto, ci sono 20 bestie di venere da buttare giù. Trovare l'ingresso. E salvare gli ultimi angeli e demoni rimasti prigionieri. Il tutto prima che scappino. Luxy:" Ti sei scelta una bella impresa baby." Mi affianca, fissando il mio stesso punto. Lilith:" So che è un piano folle. Ma è l'unico che abbiamo. Ci sta stando troppo movimento, credo siano pronti a spostarsi." Sono giorni che vedo le bestie irrequiete. Elicotteri che atterranno e se ne vanno dopo ore. Qui qualcosa si muove. L'unico problema è che a causa del trambusto, non ho mai visto l'ingresso. Ma se le bestie sono lì, vuol dire che deve essere vicino. Baal:" Il primo problema è attaccare quei bestioni. A proposito. Ma cosa cazzo sono." Capisco la sua confusione. Persino io ho avuto difficoltà a capire cosa siano. Finché non ne ho visto uno in fase di creazione in un laboratorio. Lilith:"Sono bestie di venere. Creature create geneticamente. Hanno preso il DNA delle bestie più feroci, unendoli con DNA demone." Un abominio a parere mio. Creati con il semplice scopo di superare Dio. Una superbia peggiore di quella di Lucifero. Lucifero:"Disgustoso, il mio DNA fuso con quei cosi. Ma poi perché dargli questo nome?" Mi fa uno strano effetto averlo vicino. E soprattutto sentire la sua freddezza e indifferenza verso di me. Ma infondo è ciò che volevo, e abbiamo ben altro da pensare ora. Lilith:" Nelle leggende Greche, venere nacque da un inondazione. In un pensiero distolto, loro pensano di distruggere la nostra 'religione', e fare nascere un nuovo credo." Queste sono tutte informazioni che ho trovato sempre in un laboratorio. In un piccolo diario semi distrutto. Gabriele:" Scandaloso e profano. Pensano che secoli di credo possano scomparire così." Il solito tradizionalista. Pultroppo chi come lui ha una mente rigida, non può capire pienamente il loro piano. Anche se essi sono spaventosi e sbagliati. Salvatore:" Penseremo dopo al convertirli. Ora il problema è un altro. Come distruggiamo quegli esseri senza farli accorgere del nostro arrivo?" Salvatore ha pienamente ragione. Appena li attaccheremo, manderanno un messaggio. E il laboratorio sarà in allerta. Chissà cosa potrebbero fare ai prigionieri se sentiti minacciati. Luxy:" Se colpissimo dall'alto?" Nego con la testa, senza distogliere lo sguardo. Lilith:" Non hanno vista, ma percepiscono calore ed aure. Ricordatevi di avere a che fare con pseudo demoni." Non hanno né occhi o orecchie. La testa è un enorme bocca affamata. Eppure percepiscono tutto ciò che gli circonda. Raffaele:" Be, non per forza dobbiamo ucciderli." Sorride, stiracchiandosi la schiena, facendomi l'occhiolino. Spalancò gli occhi, quando mi colpisce con un senso di pace. Ricordo immediatamente il nostro primo incontro, quando usando i suoi poteri cercò di farmi addormentare. Lilith:" Dici che funziona anche su quelle bestie?" Gli altri ci guardano confusi, non capendo il filo del nostro discorso. Raffaele:" La calma può toccare qualsiasi cuore. E nonostante siano esseri spaventosi, un cuore devono averlo per forza. Anche se è solo un muscolo." Finalmente anche gli altri capiscono. Michele:" È rischioso, ma se funziona è perfetto." Si. Se facciamo addormentare le bestie, avremo campo libero senza allarmarli. Lucifero:" Si, ma devi essere vicino a loro. Quindi devi essere veloce." Fa cenno verso Azazel di avvicinarsi. Cosa che fa lentamente e con noia, classico di ozio. Lucifero:" Azazel è il più veloce dei due regni. Ti trasporterà fino al centro delle bestie." Azazel il più veloce? Il demone dell'accidia? Incredibile. Un vero controsenso. Gabriele:" Bene. Non perdiamo tempo." Lo afferrò dal braccio prima che possa allontanarsi. Lilith:" Metti da parte l'orgoglio. Dobbiamo lavorare insieme, che tu lo voglia o no." So che il mio tono è duro. Ma un errore come quello di stanotte potrebbe farla pagare a molte vite. Lui semplicemente annuisce, senza però negarmi uno sguardo contrario. Ma sa quanto me quanto questa missione sia delicata. Girandomi, mi trovo davanti i due eserciti, che mi guardano. Separati in due gruppi a un metro di distanza tra loro. Con l'unico scopo comune, io. Raffaele:" Per loro sei già una regina. Non so spiegarti il perché, ma sentono il bisogno di seguirti e proteggerti." Baal:" Lo stesso vale per i demoni. Sentono che non sei solo una contessa. Sentono chi sei per loro." I due mi affiancano, appesantendo la mia conoscenza. Se non bastasse la mia natura a condannarmi. Ora ho anche adosso il peso di due regni. Un peso macigno che preme sul petto. Lilith:" Il destino non ha pietà di me. Se uno di loro morirà, è sulla mia coscienza che peserà." Li guardo uno a uno, nonostante tutto loro non solo solo soldati. Ma padri, figli, fratelli. Lucifero:" Non puoi ragionare così, non è da regina." Non mi ero resa conto che siamo rimasti soli. Mentre tutti gli altri si apprestano a dare ordini e a creare un buon piano. Lilith:" Io non sono una regina. La loro è solo un illusione. E si faranno ammazzare per una semplice illusione." Siamo separi da un piccolo spazio tra noi. Eppure è come se mi toccasse, se mi fosse adosso. Sento la sua energia su di me, il suo potere, la sua essenza. Lucifero:" Sei tu l'unica illusa. Sei una regina che tu lo voglia o no. È non una regina come le altre. Ma una sovrana che cammina tra la gente, che aiuta i bambini, che da una mano ai più bisognosi." Mi volto di scatto verso di lui. Non credevo mi avesse osservata durante la mia permanenza all'inferno. E invece, non mi ha perso di vista un attimo. Lucifero:" Sei una regina non perché ti amo. Non perché hai una corona in testa. Ma perché ti hanno scelto, che tu lo voglia o no." Sentirli dire che mi ama, ha ancora un effetto forte su di me. È il diavolo quello che ho davanti, eppure ora sembra una anima nuda a me. Lilith:" Non cambia che moriranno nell'illusione che io diventi la loro regina. Cosa che non succederà mai." Parlo con tono duro, ma lui sembra non esserne toccato. Anzi ride, avvicinandosi al mio viso, facendomi mancare il respiro. Lucifero:" Mai dire mai mia regina." Quasi sfiora le mie labbra con le sue, da quanto è vicino. Ma gli basta farmi mancare l'aria, per andarsene senza dire una parola. Quando si allontana, le gambe quasi mi cedono. L'effetto che ha su di me, non svanirà mai. Sarà per sempre presente sulla mia pelle. Una regina io? No, non voglio una corona in testa. Anche perché non potrò mai essere un demone, come non potrò mai essere un angelo. Maledetta la mia natura. Maledetto sia il destino. E lui ha ragione, ha avuto ragione ogni volta che mi ha chiamato maledetta donna. Perché lo sono davvero. (^^)(^^)(^^)(^^)(^^)(^^)(^^) Siamo finalmente pronti all'attacco. In prima fila, seguiti dai due eserciti, attendiamo il segnale. Ci siamo avvicinati abbastanza da partire subito sull'ingresso. Ma abbastanza lontani da non essere percepiti. Michele:" Pronto fratello?" Parla con Raffaele, mentre si prepara a spiccare il volo con Azazel che, come al solito, sbuffa annoiato. Raffaele:" Prontissimo. Parte il conto alla rovescia." Prendo un lungo respiro, tornando a guardare il punto di attacco. 5 Inizio. 4 Sarà sangue. 3 Manca il respiro. 2 Non si torna indietro. 1 Devo salvarli. O Ci siamo. I due spiccano il volo, a una velocità straordinaria. Azazel sembra un razzo, persino più veloce di me. In pochi secondi Raffaele atterra tra le bestie. Che in pochi secondi crollano in un sonno profondo. Luxy:" Cazzo, ha funzionato." Spicchiamo il volo, lasciando ancora indietro i due eserciti. Ci muoviamo con calma tra le bestie a terra. Raffaele:" Tranquilli, è un sonno profondo. Non si sveglieranno prima di stasera, ne meno con una bomba atomica." Sorride soddisfatto, spostando malamente una bestia con il piede. Baal:" Troviamo l'ingresso." Mentre loro cercano l'ingresso, io mi piego sulle ginocchia davanti alla bestia. Alla luce del giorno sono ancora più orribili. Il pelo su alcuni pezzi manca. Le zampe sono consumate, ferite dagli artigli troppo lunghi e affilati. Sposto con fatica la testa, pesante e deformata per la grande dentatura. Michele:" Cos'è quello?" Indica un rigonfiamento sotto cutaneo, nel collo dell'animale, che sembra lampeggiare. Lilith:"Un cip di controllo. L'unico modo che hanno per controllare bestie del genere." Ora che ci penso, dobbiamo sbrigarci, potrebbero capire che sono k.o Baal"Qui c'è qualcosa." Corriamo verso di lui, che è piegato verso terra a spostare sabbia. Scoprendo una botola. Su essa c'è un specie di cavità, con una scritta sopra. Lucifero:"Il sangue dei due regni." Che significa? Perché dovrebbero usare il sangue che ripudiano come chiave? Ma la cosa che più mi sconvolge, è che Michele e lucifero non lo sono. Mi alzo, guardando entrambi, che sembrano avere le risposte alle mie domande. Lilith:" Parlate, ho dobbiamo perdere altro tempo?" Lucifero si fa avanti, alzando la manica della maglia. Lucifero:" Dopo la guerra, maledì questo posto non solo per il dolore. Ma per rinchiudere qualcosa." Michele si fa avanti, facendo lo stesso gesto. Tirando fuori la spada. Michele:" La sua rabbia scaturì una bestia di rabbia e dolore. E credo che gli atei l'abbiano scoperto." Merda. Ecco perché hanno scelto questo punto. Ecco perché sono qui. Lilith:" Vogliono liberare la bestia. Usarla, controllarla in qualche modo." Entrambi si feriscono la mano, versando il sangue sulla incavatura. Michele:" Non può essere controllata. E non può vivere fuori da un corpo, se non nella pergamena dove è imprigionata." Il sungue si mischia, creando un mix di luce e oscurità. Che piano entra nell'ingrannaggio, facendolo scattare. Lucifero:" l'ingranaggio è arrugginito. Sicuramente usano l'ingresso a est." Parlano tra di loro, estraniandomi totalmente. Lilith:" Fate capire qualcosa anche a me?." Mi sta bene che i due per la prima volta vadano d'accordo. Ma la mia testa chiede pietà. Michele:" La pergamena è rinchiusa nelle profondità di queste terre. Ci sono due entrate, questa e quella ad est. La cosa preoccupante è che anche quella entrate ha la stessa serratura." Veniamo interrotti dall'ingranagio che completa il suo operato. La terra si smuove, mossa dalla botola che rientra e si sposta fino a scomparire. Lasciando libero il passaggio. Lucifero:" Ti spiegheremo dopo i dettagli. Ora vediamo che cazzo stanno comminando quei cazzoni." Con un salto entra nel buco, seguito da tutti gli altri. L'ultima sono io, che guardo il buco oscuro con un po' di timore. Questa storia non finirà bene, me lo sento. Prendendo un lungo respiro mi butto, ignota di ciò che troverò. La caduta dura qualche minuto, finché non vedo la luce, ma anche il terreno su cui sto per cadere. Sto per prepararmi ad atterrare decentemente, ma non ce ne bisogno, perché due braccia mi prendono al volo. Michele:" Atterragio comodo spero, mia cara." Si, sono le sue forti braccia a tenermi a sposa. Il suo calore si espande sul mio corpo, ma non ho il tempo di assorbirlo. Che qualcuno ringhiando interompe il momento. Lucifero:" Non siamo qua per cazzeggiare. Vedete di mantenere il passo." Ingoiando a vuoto, scivolo dalle sue braccia, che già mi mancano. Per poi prendere il passo dietro di lui. Sento la sua freddezza in forte contrasto con il calore che invece emana Michele dietro di me. Impazzirò prima che lo scontro inizi. Con l'esercito alle spalle dopo distante , camminiamo a passo sicuro attraverso un tunnel stretto, fatto interamente di terra. L'unica fonte di luce, è una torcia nelle mani di Baal. Che si limita a luminare i nostri passi. L'aria è pesante, quasi priva di ossigeno. Le pareti strette, creano una strana illusione nella mia testa. Mi sembra quasi che si stringono su di me. Da quando sono rimasta rinchiusa in quel laboratorio, si è creata in me un specie di caustrofobia. Gli spazi chiusi mi riportano a quella stanza. E l'aria da respirare diventa sempre meno. Finché anche la vista viene meno, inghiottendomi nei ricordi. Davanti ai miei occhi, solo le armi sul mio corpo, le risate, le mie urla. Ritorno lì, in quella stanza, legata da quelle catene. Sento il dolore alle ali spalancate a forza, trattenute ferme da altre catene imbevute da chissà cosa. Sento dolore, rabbia e paura fondersi con il veleno che mi iniettano in vene. Michele:" Ei. Sono qui. Va tutto bene." La sua voce mi arriva ovatta, Come se fosse solo un lontano ricordo. Michele:" Non sei lì. E solo nella tua testa." Sento calore sulle guance. Sento che sono le sue mani che mi accarezzano. Che mi chiamano alla realtà. Michele:" Sono qui. Non ti lascerò cadere." Chiudo e apro gli occhi più volte, in un gesto quasi istintivo. Finché non esco da quella stanza, trovandomi il viso di Michele davanti. Mi rendo conto di essere seduta a terra, con la schiena appoggiata al muro, e Il respiro inregolare. Michele:" Così. Respira piccola, ci sono." Seguo le sue parole, osservando le sue mani che disegnano uno schema per respirare. Lento e misurato. Mi lego profondamente ai suoi occhi, trovandoci calma. Il suo calore mi scorre adosso, creando una barriera tra me e il mio passato. Stringo le sue mani, agrappandomi a lui per uscire dal turbamento. E, non so come, riesce a reggermi spiritualmente, strappandomi via dalla mia mente. Dopo pochi minuti riesco a riprendermi quasi del tutto. Notando gli altri poco lontano a fissarmi. L'unica che non è confusa è Luxy, a cui ho raccontato qualcosina della mia prigionia. Mentre l'esercito dietro di me, mi guarda con preoccupazione. Michele:" Andiamo. Siamo quasi arrivati." Mi aiuta ad alzarmi, sostenendomi finché le gambe non hanno pieno possesso delle loro capacità. Era da tanto che non mi veniva un attacco di panico tale, credo dovuto anche allo stress. Lilith:" Sto bene, possiamo andare." Rispondo freddamente. Non minimamente pronta a spiegare le mie condizioni. E, ringraziando il cielo, nessuno mi fa domande. Gabriele:" Michele..." Michele abbandona il mio fianco, raggiungendolo in prima fila. Lo spazio ristretto ci costringe a camminare in fila indiana. E destino vuole che davanti a me cammini Lucifero. Non mi guarda, sembra fregarsene di me, di ciò che mi è successo. O almeno è ciò che fa credere. La mia mano viene sfiorata con dolcezza. Abbando lo sguardo vedo la sua cercare la mia, stringerla, promettendo di non lasciarla andare. Continuamo a camminare, senza che le mani si lascino. Cerco di sembrare sicura di me, nascondendo al meglio il malessere che non mi ha ancora abbandonato. Riesco a nasconderlo agli occhi, ma le mani che tremano mi tradiscono. Lucifero:" Chiudi gli occhi, lasciati guidare." Sussurra, nella speranza di farsi sentire da me. E l'indifferenza degli altri sembri dare conferma. Nonostante sia il diavolo, mi fido ciecamente di lui. Così chiudo gli occhi, lasciandogli il compito di portarmi via. Lui rallenta il passo, in modo da farmi scontrare delicatamente con la sua schiena. Lucifero:" Aggrappati a me. Non ti farò cadere." Stringo la mano libera sulla sua camicia. Stringendo al petto quelle parole, che significano molto di più di quello che può sembrare. Mi sta dicendo che non mi abbandonerà, che non mi farà mai crollare. Mi sta condannando a una vita insieme a lui, perché non se ne andrà. Non sa il peso, la forza che mi sta trasmettendo. Non può immaginare il caus che tempesta nel mio petto. Non sa che queste sue parole, quando me ne andrò, peseranno come macigni. Lucifero:" Ci siamo. Apri gli occhi." Li apro lentamente, notando che sono tutti fermi affacciati su una apertura, mantenendosi nascosti. Lascio le prese su di lui, per prepararmi al combattimento, evocando le mie spade. Mi volto verso l'esercito che è dietro di noi, anche se un po' distante. Anche loro stringono tra le mani armi e paure. Baal:" Ci sono dieci guardia. E una sola porta. Ci siamo." Ormai siamo tutti pronti, stringendo in mano le armi, pronti all'attacco. Luxy:" Ci penso io." Sorridendo maliziosa, si sistema i capelli e gli abiti, una pantalone aderente di pelle e un top molto scollato e corto. Semplicemente lussuria. Accende, come se fuoco, la sua essenza da tentatrice. Mi fa un occhiolino prima di entrare nella stanza. Luxy:" Ciao bei maschioni. Mi sono persa, qualcuno può aiutarmi?" Le parole sono scena, perché da quando è apparsa i dieci uomini già dipendono dal suo calore. Lei cammina tra loro, sfiorandogli e parlandogli sensuale, creando la sua ragnatela e trappola. Noto, con un pizzico di piacere, Baal stringere con forza i pugni. Ira e lussuria, sarebbe un mix distruttivo. Ma ora non ho tempo per il gossip. Luxy guarda verso di noi, annuendo. Lucifero manda avanti i soldati, che marciano di fianco a noi. Lucy con un salto esce fuori dalla cerchia di uomini, che vengono in poco tempo uccisi dai demoni. Semplice, in dolore, ma sopratutto in silenzio. Sono la prima ad arrivare alla porta che custodivano con tanta gelosia. Apro appena, richiudendo subito. Lilith:"Merda." Ce mancato poco. Davvero poco. Michele:" Cosa c'è Lilith." Mi allontano dalla porta, sperando sia insonorizzata. Altrimenti sanno gia del nostro arrivo. Lilith:" Ci sono scienziati e guardie che fanno avanti e indietro. Deve essere il laboratorio. Se questo posto è organizzato come gli altri ci deve essere un piano inferiore." Lucifero sembra nervoso, ed è strano vederlo così. In genere è sempre così controllato e freddo, che vederlo così mi fa preoccupare ancora di più. Lucifero:" Se così fosse, le nostre preoccupazioni sono fondate. Hanno la pergamena." Non so quanto nasconda quella pergamena. Ma lo sgaurdo dei due fratelli, non promette nulla di buono. Anzi. Michele:" Dividiamoci. Io, Lucifero, Baal, Salvatore e Belfagor pensiamo al piano superiore con i soldati demoni. Voi correre al piano inferiore a liberare i prigionieri." Annuiamo tutti d'accordo. Preparandoci ad entrare. Michele e gli altri si mettono davanti, entreranno per primi e ci faranno strada. Lucifero mi passa a fianco, per raggiungere gli altri, fermandosi davanti a me. Ho pochi secondi per ammirare la sua schiena ampia, prima che si giri di colpo verso di me. Le sue mani si trovano sulle mie guance nel tempo di un respiro. E la sua bocca sbatte feroce sulla mia. Non c'è piacere o lussuria, ma solo disperazione e paura. Paura di perdermi. Dura pochi secondi, pochi attimi, pochi respiri. Troppo poco. Lucifero:" Non farti ammazzare donna. Non te lo perdonerei." Mi dà un altro veloce bacio, prima di raggiungere Baal in prima fila. Lasciandomi il suo profumo adosso, il suo coraggio. Ma anche la sua angoscia di non avermi. Voglio solo che tutto questo finisca. Voglio solo scappare via da loro. Perché anche se mi promettono di non farmi cadere, di salvarmi. Sono proprio loro, con il loro amore, a rendermi una caduta.
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