Pov Lucifero.
Oggi sono più euforico del solito.
Come un drogato fatto di adrenalina.
Perché?
Perché stasera la rivedrò.
Dopo ben 14 giorni, alla scoccare della mezzanotte verrà con me.
Mai attesa fu più dolce.
Per segnare la buona volontà, sulla nostra alleanza.
Questa sera ci sarà una festa al tempio.
Il cui finale sarò io, che porto via la casa creatura, strapandola dalle mani di quel pennuto.
Baal:" Ti vedo di buon umore mio sire."
Finisco di sistemarmi con curi i gemelli d'oro sui polsini.
Per poi indossare la giacca nera, sulla camicia blu.
Voglio essere impeccabile per questa deliziosa serata.
Lucifero:" Perché non dovrei?
Festa, alcol, donne.
E un regalo prezioso alla fine.
Sembra quasi il mio compleanno."
Lui ride, lasciandomi solo a perfezionare il mio aspetto.
Il mio bellissimo aspetto.
L'eleganza del mio abito di Armani, che fa risaltare i miei tatuaggi e l'anima dannata.
Da buon diavolo, sono egocentrico e superficiale.
Sempre perfetto nel mio aspetto.
E le donne...
Le donne amano farsi amare da me.
O meglio, farai usare da me tra le lenzuola.
Luxy:"Siamo pronti mio signore."
Ed eccone la dimostrazione.
Quando mi volto verso di lei, leggo lussuria nei suoi occhi.
Desiderio e fuoco.
Bellissima nel suo abito rosso, aderente e scollato.
Che mette in risalto le sue formi, create per sedurre e condannare.
Osservo un'ultima volta io mio riflesso.
Ego per la mia vanità.
Senza darle attenzione, la supero, incamminandomi verso l'esterno del cancello.
Dove la mia limousine ci sta già aspettando.
Il cielo è sereno e la notte è ancora lunga.
Sarà una splendida serata.
Il viaggio e breve, e l'arrivo è di stile.
Molte macchine si fermano dietro di noi.
Non sarà una festa privata tra noi.
Ho invitato anche la mia corte, i sette duchi dell'inferno.
Fidarsi è bene, non fidarsi è più divertente.
Scendo dalla limousine, percorrendo il tappeto rosso, da me richiesto.
Che ci porterà nel giardino sul retro, dove si terrà la festa.
Luxy al mio fianco ancheggia da grande diva.
Mostrando la sua eleganza a ogni umano-servo presente.
Dietro di noi Baal e Samael.
Seguiti da Belfagor, Maloch e Astarte
Che sembrano tutti eccitati, e speranzosi in una bella rissa.
E per ultimo Azazel, l'unico che sembra annoiato da tutto ciò.
Ma, per sua natura oziosa, è normale.
Preferisce il riposo sul divano a una bella festa
Arriviamo finalmente al giardino.
Devo dire che gli umani hanno fatto un gran bel lavoro.
Tavolate di champagne e linfa per angeli.
C'è anche un piccolo buffet, con cibi sfiziosi per noi demoni.
Su cui Belfagor si lancia devoto.
A volte credo che ami più il cibo di me.
Ma cosa aspettarsi dal peccatore di gola?
La musica di sottofondo, nasce da una orchestra classica.
Che sprigiona pezzi soavi e lenti, l'unica pezza della serata.
Ma vedrò di risolvere.
Poco lontano dalla tavolata, su cui ceneremo, vedo i pennuti.
I quattro arcangeli, che chiacchierano sorridenti, con chissà chi.
Lucifero:" Dividetevi e divertitevi.
Sentitevi liberi di essere voi stessi."
Mi allontano da loro, curioso di capire chi è l'oggetto, di tanta allegria per i miei fratelli.
Quando sono abbastanza vicino, rimango sorpreso da tale visione.
Lei è qui, o meglio la sua angelica versione.
Oltre al suo vestito, troppo bianco e puro.
Tutto in lei ha preso una sfumatura di purezza e chiarezza.
I suoi capelli sono più chiari.
I suoi occhi quasi noiosamente bianchi.
Il suo sorriso troppo, troppo dolce.
Ho quasi la nausea per quanto sia angelica, talmente lontana dalla donna che mi ha distrutto la camera.
Rimango gran parte della serata in disparte.
Ad osservarla sempre vicino a mio fratello.
Se non conoscessi il pudore di Michele, potrei crederli fidanzati.
Ascolto annoiato il discorso di Gabriele, sul piccolo palco.
L'essere uniti, contro un nemico comune.
L'unione fa la forza.
E altre stronzate senza senso, a cui non ho dato peso.
Troppo preso da quella donna, che inizia a essere noiosa ai miei occhi.
Peccato, pensavo fosse stato divertente.
Invece sarà come rubare la caramella a un bambino.
Che palle.
Eppure, non riesco a distogliere lo sguardo.
Che lei, orgogliosa del cazzo, non ricambia mai.
Maledetta creatura guardami, mostrami ciò che davvero sei.
Mostrami come ti faccio tremare sotto pelle.
E invece nulla.
Sorride e guarda mio fratello tutta la sera.
Sorrisi che ha me non dona ne meno per sbaglio.
Le poche volte insieme, le abbiamo passate as insultarci o a combattere.
Mentre con lui sorride, comunica civilmente.
Lascia che le accarezzi distrattamente una spalla.
Ciò mi rende furioso e possessivo.
E in realtà, non so ne meno perché.
Lexy mi chiede se voglio ballare.
Ma io rimango immobile, non la faccio ne meno completare la frase.
Lucifero:" Rompi le palle a qualcun'altro Lexy.
Non ho voglia di averti vicino."
Lei non si mostra offesa o arrabbiata, perché sa che finirebbe male per lei.
Semplicemente se ne va, pronta a sedurre qualcun'altro.
Io fisso la creatura, camminare mano nella mano con Michele.
Fino al centro della pista.
Ridicolo, ora magari balleranno anche un lento insieme.
Baal:" Ti si incroceranno gli occhi, a furia di fissarla."
In un'altra occasione, sarebbe già a terra con la mia catena intorno alla gola.
Invece ora, sono troppo impegnato a fissare le mani del pennuto, sui fianchi della creatura.
E le mani di lei, sulle sue spalle.
Baal:" Ti sta fottendo il cervello fratello."
Ok.
Ora si sta prendendo davvero troppa confidenza.
Mi volto di colpo, e la mia mano già stringe il suo collo.
E i piedi non toccano più terra.
Il suo sguardo vacilla davanti ai miei occhi rosso fuoco.
Lucifero:" Stai insinuando qualcosa.
Fratello?"
Calco l'ultima parola, ringhiandola tra i denti.
Stringendo un po' di più la presa, mentre lui con le mani si aggrappa alla mia.
Alla ricerca di un po' di ossigeno.
Alla fine si arrende alla mia forza.
Negando con enfasi, pregandomi di lasciarlo andare.
Sono quasi tentato di spezzargli il collo, tanto poi si rigenerebbe
Quando una risata, attira la mia attenzione.
E la creatura ad aver riso, stretta tra le mani del pennuto.
I due si guardano, lui la guarda.
Con devozione, con...
Amore?
E decisamente troppo per il mio stomaco.
Lancio via Baal, ormai inutile perdita di tempo.
Incamminandomi verso la coppietta.
Che, mi trattano con indifferenza.
Non si accorgono di me, mentre ballano e si sorridono.
Disgustoso.
Tossisco, attirando finalmente la loro attenzione.
Attirando finalmente il suo sguardo.
Davvero troppo limpido.
Lucifero:" Direi che avete dato già spettacolo.
Voglio dargliene uno migliore."
Le porgo la mano, invitandola con arroganza a ballare.
Michele sembra voglia intervenire, irritato dalla mia interruzione.
Ma lei ridendo, gli poggia una mano sulla spalla.
Porgendo l'altra verso di me.
Lilith:" Vediamo se il diavolo, ha davvero io ritmo nel sangue."
Sorrido, allontanandoci un po' dal pennuto.
Godo nell'espressione irritata di Michele, che goduria.
Una volta che raggiungiamo il centro perfetto della pista, non aspetto nulla, e la tiro a me con prepotenza.
Nell'impatto, lei posa le mani sul mio petto.
Mentre io stringo i suoi fianchi a me.
Nonostante disprezzi questa forma di lei, la stringo con possesso a me.
La sua pelle sa di rugiada è vero.
Ma l'intensità del suo odore, la morbidezza della sua pelle.
È fuoco per la mia anima dannata.
Lei alza gli occhi verso di me.
Ed io vedo la sua vera natura.
Una scintilla, un fulmine, una fiamma, passa nei suoi occhiali chiari.
Sorrido, nonostante tutto.
Neanche una collana creata dal vecchio, può estirpare la sua parte demone.
Lucifero:" Finalmente ti mostri.
L'immagine di angelo celestiale non ti dona."
Le faccio fare una giravolta, per poi attirarla di nuovo a me.
Un gesto all'orchestra, e la musica cambia.
Un tango del fuoco.
Lilith:" Direi di aver attirato l'attenzione del diavolo.
Quale onore."
Mi sfida con la sua lingua ardente.
Che mi ritrovo a desiderare nella mia bocca.
Segue i miei passi veloci e forti, con passi dolci e passionali.
Scendo con la mano sulla sua coscia, tirandola sul mio fianco, stringendo la carne fino a lasciare lividi.
Lucifero:" Troppa superbia per un povero angelo."
Un casche, una mano dietro la schiena e l'atra a passare dal fianco al petto.
Per sfogarmi dei suoi battito sotto le dita.
Torna aggressiva su.
Mettendo il suo viso a pochi centimetri dal mio.
Lilith:" Ma io non sono un angelo."
Fa scivolare la coscia, strusciandosi intenzionalmente a me.
Accendendo carne, desiderio, facendo scorrere con potenza il sangue nelle vene.
Lucifero:" Ma ne meno un demone."
E come se stessimo litigando.
Eppure i nostri corpi danzano come unico essere.
Si allontana, muovendo i fianchi, mostrando tutta la sua lussuria.
Mostrandosi selvaggia, nel disordine del suo aspetto creato dal ballo.
Questa è la vera versione di lei.
Lucifero:" Ma potresti essere ciò che vuoi."
La seguo, come un leone con la gazzella.
Un cacciatore con la preda.
Sfiorando con la punta del dita i suoi movimenti.
Il suo corpo, troppo lontano dal mio.
Lilith:" E qui che ti sbagli.
Io non ho libero arbitrio."
Le sue parole mi lasciano un po' confuso.
Ha cambiato il tono da divertito a malinconico.
Mi dà le spalle, per nascondere il suo sguardo triste.
Ma io me ne voglio cibare.
Redere mio ogni sua emozione.
La volto velocemente verso di me.
Riporto di nuovo la sua coscia sul mio fianco.
Prendendo anche l'altra, facendola finire con le gne strette a me, e le intimità a sfiorarsi.
Una mano sulla nuca, in un casche circolare.
E farla tornare su, con i nostri respiri a pochi centimetri.
Lucifero:" Qualsiasi anima ha una scelta."
La rimando giù, finche non appoggia i palmi a terra.
Libera la presa delle cosce, a formare una verticale perfetta.
Spingo le sue caviglie, e torna dritta davanti a me.
Con uno sguardo diverso.
In un mix tra follia e tristezza.
Un mix pericoloso.
Lilith:" Hai detto bene.
Qualsiasi anima."
Non so cosa dire.
Anche perché non capisco cosa intende.
O forse non voglio capirlo.
Torniamo a ballare, con meno forza.
Senza aggiungere altre aprile alla discussione.
Seguiamo ogni nota, toccandoci, combattendo.
Sfidandoci a resistere, guidati dall'orgoglio.
Il tutto nei nostri sguardi.
Ma poi tutto si blocca.
I nostri movimenti si fermano, con le urla delle umane terrorizzate.
Baal:" Abbiamo compagnia."
In pochi secondi i miei demoni sono alla mia sinistra.
Lilith alla mia destra, a riprendere fiato e lucidità.
Alla sua destra i pennuti.
La festa è finita, la musica è scomparsa.
Intorno a noi, umani che scappano via terrorizzati.
Nel caus di tavoli rovesciati, e la porcellana buona a terra.
Il tutto causato dall'arrivo indesiderato.
Lucifero:" È una festa privata."
Davanti a noi 70 umani-demoni, Atei.
Con armi che sono facsimili delle nostre.
Ateo:" Dateci l'ibrido, e ce ne andremo senza far danni."
Sorridendo, levo la giacca con estrema calma.
Mentre i miei demoni si mettono comodi, pronti a combattere con le loro armi, diverse tra loro .
I pennuti fanno altrettanto, tirando fuori le loro armi davvero troppo lucenti.
Direi che la pensiamo tutti allo stesso modo.
Nessuno tocca l'ibrido.
La creatura sarà mia, solo mia.
E incosciamente i pennuti mi stanno dando una mano.
Ironia della sorte.
Fisso l'ateo che ha parlato.
Sicuramente il capo, e il primo a morire per mano mia.
Lucifero:" Sarebbe un peccato.
Per natura amo i danni."
Tiro fuori la mia catena, passandola tra le dita.
Mentre osservo Lilith tirar fuori le sue spade.
Più lucenti dell'ultima volta.
Sarà divertente combattere insieme, invece che ammazzarci tra noi.
Gabriele:" Ricordatevi.
Le loro armi fanno danni, anche se sembrano umane."
Il solito comandante del cazzo.
Non sa farsi i cazzi suoi.
Questo non è un peccato?
Samael:" Grazie al cazzo pennuto.
Come se non lo sapessimo."
Scoppio a ridere, per la faccia offesa del pennuto.
Mentre gli atei davanti a noi credono ancora, che ci sia una minima possibilità di averla, senza versare sangue.
Atei:" Vi do un'ultima possibilità.
Dateci l'ibrido."
Faccio un passo avanti.
Muovendo davanti a me la catena.
Lucifero:" Fottiti.
Hai sfidato il diavolo sbagliato."
Per mostrare la mia immensa pazienza, colpisco per prima.
Ed è guerra.
Siamo 12 contro 70.
Ma sono comunque in minoranza contro il diavolo.
Schivo frecce, pugnali, affondi di spade.
Colpendo senza pietà con la mia adorata catena.
Avranno anche sangue demone dentro di loro, ma sono comunque umani.
Ed è un piacere immenso sentire la loro carne strapparsi e sanguinare.
Sangue cola sulla terra.
Accendendo la sete del mio lato demoniaco.
Che riesco a controllare, al contrario dei miei Fratelli che diventano animali assetati.
Osservo in lontananza Baal uccidere un nemico, per poi leccare via il sangue dalla sua arma.
Belfagor, più ingordo, affondare i denti nel braccio di uno.
Mentre con il pugnale ne colpisce un'altro in lontananza.
Torno alla battaglia.
Schivando una mazza gigante simile a quella di Azazel.
Cerca di colpirmi ancora, a vuoto.
Non mi divertivo così dalla guerra leggendaria.
Muovo la catena, circondando il manico, tirandolo giù.
Lui si abbassa, tirato dalla sua stessa mazza.
Lo finisco con un pugno, cade a terra svenuto.
Che delusione, era partito così bene.
Un urlo mi distrae, attirando il mio sguardo a qualche metro più inditro.
Lexy è inginocchiò, e una spada la sta per colpire.
Quando viene fermata da due spade incrociate.
Lilith.
Si mette davanti a Lexy, combattendo per proteggerla.
Dandole il tempo di rialzarsi a fatica, a causa di una ferita alla gamba.
Contro Lilith ne arrivano altri.
Vigliacchi e bastardi.
Cerco di raggiungerla, rallentato dai uomini che uccido.
Lei se la cava bene.
Muovendosi veloce, con il vestito strappato e lo sguardo furioso.
Poi però si ferma, accompagnata dal suono delle campane dell'orologio.
Combatte a fatica, mentre i rintocchi diventano dodici.
Schiocca la mezzanotte.
Finisce a terra, gridando e stringendosi una mano sul petto.
Dove solo ora noto una collana che si illumina di buio.
Un ateo si prepara a colpirla, approfittando del momento di debolezza.
Ma viene fermata dalla spada di Michele, che subito si para davanti a lei.
Un altro prova a colpirla.
Ma si ritrova la mia catena intorno alla sua gola.
Per poi essere scaraventato lontano.
Solo io posso ucciderla.
Solo io.
In poco tempo ci troviamo tutti intorno a lei.
Persino Lexy la difende, anche se a fatica.
Persino Azazel la difende, con più enfasi del solito.
Persino Baal e Samael la difendono, nonostante l'astio passato.
Del perché la diffendino come farebbero con me, lo capisco subito.
Nonostante sia concentrato sulla battaglia, sui nemici che aumentano.
Sento il potere che Lilith emana, durante la trasformazione.
Circondata da fumo e cenere, ne prende l'odore.
La sua potenza aumenta, il demone che è dentro di lei, risorge dalle ceneri dell'angelo.
Spalanca le sue ali nere, urlando e spiccando il volo.
Attera davanti a noi.
Emana talmente tanta oscurità e furia distruttiva.
Che persino gli atei fanno un passo indietro.
Ma è troppo tardi.
Muove le sue spade, ora non più lucenti, ma circondate da fuoco di fumo.
Creando un onda di energia, che incenerisce gli ultimi venti nemici rimasti.
Chi è sopravvissuto scappa via, terrorizzato dalla donna che abbiamo davanti.
I suoi capelli rossi, bruciano di vita propria.
La sua pelle bianca, costellata di simboli tribali.
II vestito, bianco opaco strappato in due pezzi, un top bianco e una gonna in pezzi.
Io suo aspetto rispecchia il caus, la distruzione.
Michele:" Lo puoi controllare Lilith.
So che puoi farlo."
Si volta verso di noi, lasciandoci senza respiro.
I denti affilati, le unghie diventate artigli.
Il viso, deformato in un aspetto animale.
Gli occhi, rossi quanto i miei.
Una leonessa, è letteralmente una pantera.
E ciò mi lascia perplesso.
Come ho già detto i peccati dell'inferno possiedono aspetti animali.
Anche gli angeli possiedono un aspetto animale, in genere animali più apparentemente puri, come cavalli o gufi.
Ma nessuno di loro è un leone.
Certo, apparte me e Michele, che abbiano questo animale come simbolo della corona che portiamo.
Comunque Lilith sembra ascoltarlo.
E stringendo denti e occhi urla, per la dolorosa trasformazione del suo corpo.
Tornando piano al suo aspetto umano.
Non riesco a distogliere lo sguardo.
La pelle si tira, cambia, le unghie tornano corte e ben curate.
I denti, che prima rischiavano di strappare il labbro inferiore, tornano alla loro misura naturale.
Guardo i suoi occhi un istante.
Occhio rosso farsi più scuro, quello bianco di ventare roseo.
È un istante, prima che si chiudano stanchi.
Crolla tra bracce, che non sono mie.
Ma di Michele, che la stringe troppo a sé per i miei gusti.
Samuel:" Cazzo, e chi se l'aspettava tanta potenza."
Non gli do ne meno importanza.
Nella mente la decisione solo la decisione di strapparla via da lui.
Infatti, prepotente e aggressivo, la prendo tra le mie braccia.
Dov'è è giusto che sia.
Michele stringe i pugni ai fianchi.
Impotente e furioso.
Sa che dovrà venire con me.
E, forse teme, che non la rivedrà mai più.
La stringo possessivo a me, ascoltando con il tatto il suo respiro regolare.
Abbasso lo sguardo su di lei.
Che con gli occhi chiusi riposa.
Sembra quasi sopportabile, almeno quanto dorme.
Michele:" Abbi cura di lei fratello, te ne prego."
Gli concedo uno sguardo.
Dove leggo nei suoi occhi tristezza e preoccupazione.
Ma sopratutto, ed ora ne sono sicuro, amore.
Nelle mani ho l'amore di mio fratello.
Il primo essere per cui abbia provato qualcosa.
Eppure non è questo che mi preme.
Adesso voglio solo portarla via con me.
Portarla via da lui.
Lucifero:" Andiamo a casa."
Lui fa un passo indietro, deluso dalla mia indifferenza.
Vorrebbe dire qualcosa, ma Raffaele lo ferma negando con il capo.
Sa che non avrà mai più nulla da me.
I miei demoni si incamminano verso il parcheggio, dove sono già pronte le limousine.
Io non ho voglia di chiudermi in una scatola di ferro, quindi spalancò le mie ali nere.
Con un salto, spicco il volo verso il cielo.
La forza delle mie ali, mi permettono di allontanarmi a metri da terra in poco tempo.
Lilith:" Aspetta."
Fermo la mia corsa.
Muovendo le ali, abbastanza per permetterci di rimanere in aria.
Lucifero:" Cosa c'è?"
Chiedo in tono duro, stufo da tutto questo.
Con l'unica voglia di ritornare a casa.
Lei ha lo sguardo stanco, forse a causa della trasformazione avanzata.
Ma non si arrende alla stanchezza.
Lilith:" Ho bisogno di salutarlo."
Prima che possa chiedere spiegazioni.
Lei si è già staccata dalle mie braccia.
Lasciandosi cadere verso terra.
La seguo, fissando le sue ali nere spalancarsi durante la caduta.
Invece di atterrare a terra.
Si lancia tra le braccia di Michele.
Che anche se sorpreso, si riprende stringendola a sé.
Lilith:" Mi mancherai."
La sento grazie ai miei sensi, sussurargli all'orecchio.
Per poi staccarsi e prendergli il viso tra le mani.
Lilith:" Grazie, grazie di tutto."
Michele le sposta i capelli sotto l'orecchio.
Ed io mi ritrovo a desiderare di strappare via quella mano.
Michele:" Andrà tutto bene vedrai.
Io ci sarò sempre per te."
Poi il fiato mi manca in gola.
Lei posa le sue labbra sulle sue.
In un bacio dolce e casto.
Ciò che mi disorienta, e che nel profondo, vorrei esserci io al suo posto.
Vorrei assaggiare io quella bocca.
E invece rimango Immobile, in attesa di portarla via con me.
Con la mente in subbuglio per tutto ciò che questa creatura, crea in me.