Capitolo 3-2

2003 Parole
Non passa molto tempo prima che mi scriva, mandandomi un messaggio alquanto originale. JB: Ehi Blue. Dimmi subito che cosa hai mangiato a colazione. È facile. Io: Ho sempre fame appena mi sveglio. Stamattina mi sono fatta una frittata [Nota: dopo ore la padella è ancora sul fornello] Rifletto un attimo e poi gli mando un altro messaggio: Dimmi subito qual è la tua abitudine più strana? Io non credo di averne una. Ma, nello spirito della conversazione, mi sforzo di pensare a qualcosa, sapendo inevitabilmente che poi toccherà a me. Gli ci vuole più tempo del previsto, e mi chiedo con impazienza perché ci metta tanto. JB: Dovrei dire che la mia abitudine più strana è... mettere il ketchup ovunque? È strana? Io: Niente affatto, riprova. Deve essere davvero strana. JB: Va bene, ma non dovrai dirlo a nessuno e non puoi metterti a ridere. Io: Spara. Il tuo segreto è al sicuro con me, non ti conosco nemmeno. JB: In questo caso non ho niente da perdere, ho un pupazzo a forma di troll nella mia borsa da ginnastica e lo accarezzo come gesto scaramantico. Riesco a malapena a non ridere. Davvero. Ho sentito che gli atleti sono superstiziosi, ma quel che fanno di solito non è indossare gli stessi calzini durante gli allenamenti o saltare su e giù per cinque volte nello stesso posto? O forse pronunciare ripetutamente la stessa parolaccia prima di entrare in campo? Sculacciare i loro compagni? Non ne ho idea, ma un pupazzo a forma di troll? Io: Di che colore ha i capelli? JB: Giallo. Io: I colori del campus? JB: Esatto. Io: Ha senso, credo. Non ho strane abitudini, non come quella. A volte quando sono incazzata con mia madre, cammino sulle crepe del marciapiede ;). Ma non è un’abitudine, lo faccio per dispetto. **emoticon angioletto** JB: LOLOLOL Io: Non glielo direi naturalmente. Ne sarebbe furiosa, considerando che si lamenta sempre della sua schiena malandata. JB: LOLOLOL Sta ridendo di nuovo, e lo considero un buon segno. Non posso dire di essere una comica nata, ma mi piace pensare di avere un buon senso dell’umorismo, e vorrei che il mio ragazzo lo apprezzasse. E ridesse. Con me. JB: Filtro preferito che usi per le foto? Io: NESSUN FILTRO. In particolare, non sopporto il filtro con le orecchie e la lingua del cane. PERCHÉ LE RAGAZZE LO USANO? JB: Non ne ho idea. Ho avuto abbastanza appuntamenti per sapere che nessuna ragazza assomiglia a un cucciolo... Io: Va così male, eh? JB: Voglio dire... per la maggior parte, le persone non sono come te le aspetti, se ti basi sulle loro foto. Io: Sembra che tu abbia molta esperienza. JB: Non sono uno da appuntamenti seriali o simili, ma quando due o tre ragazze arrivano e sono a malapena riconoscibili, la cosa tende a diventare... Io: Noiosa? JB: Sì, una cosa del genere. Digita un altro messaggio rapido: E tu? Io: Non sono ancora andata a un appuntamento, ma mi aspetto che i ragazzi siano come in foto, dato che la maggior parte non usa i filtri. Io: In realtà penso che i ragazzi NON dovrebbero stare lì a farsi selfie. È così strano! JB: Davvero? Le ragazze pensano che sia strano che i ragazzi si facciano i selfie? Io: Non ho idea di cosa pensino le altre, ma personalmente lo trovo strano. Dovrebbero fare un sondaggio su questo argomento. JB: Prendo nota. Ti credo sulla parola e non farò mai un selfie. Io: Le donne del mondo ti ringraziano. JB: Al tuo servizio **faccio un inchino** Io: Ti comporti sempre da gentiluomo? JB: Sì? No. LOL Io: LOL solo quando ci provi? JB: A essere sincero, devo lavorarci. Probabilmente passo troppo tempo con i ragazzi. In tutta onestà, è qualcosa di cui si lamentava la mia ex ragazza. Ugh, una ex ragazza. E lui la sta già tirando in ballo? Bandiera rossa. Ci andrò piano, non vorrei parlarne ma a questo punto sento il bisogno di saperne di più. Io: Quanto tempo siete rimasti insieme? JB: Fammi pensare un attimo. Uhm. Poco più di un anno? Non ne è sicuro? Tipico. Io: Quando avete rotto? Gesù, perché lo sto chiedendo? Non è che mi importi davvero. Non ancora. Però la durata delle relazioni può dire molto su di una persona. Mi dirà se ne ha avute tante, ovvero se non riesce a stare da solo. Oppure mi dirà se sta cercando un ripiego, anche se dice di cercare qualcosa a lungo termine. JB: Sono passati circa tre mesi. Mmm. Se ne può discutere, non è così terribile. Immagino che solo il tempo lo confermerà. Quindi, poiché non posso farne a meno, mi avventuro a chiedere: Io: Chi ha rotto? Passano alcuni minuti prima che JB mi risponda. JB: Mi ha lasciato lei. Ahi. Almeno è sincero. Per una volta, resisto all’impulso di porre la domanda successiva che mi balena nel cervello: perché ti ha lasciato? Sono tentata, parecchio tentata. Io: Ah, capisco. JB: Già. Non è vero, non saprò mai perché lo ha scaricato dopo poco più di un anno. L’ha tradita? Lo ha tradito? Uno dei due è un idiota? O troppo egoista? Litigavano per tutto il tempo? Sono sicura che troverebbe milioni di scuse, non ha alcun senso chiederglielo. Ci sono sempre due versioni della stessa storia, ma se continueremo a chattare, prima o poi potrò chiedergli di darmi la sua versione di persona. Devo averci messo troppo tempo a rispondere perché il telefono suona di nuovo ed è lui, che mi chiede: Ehi Blue, sei ancora lì? Io: Sono qui. Scusami. JB: Che cosa hai fatto stasera? Io: Sono uscita con delle amiche. Sono loro che mi hanno convinto a iscrivermi a questa stupida App. Senza offesa. JB: Nessun problema. È un po’ stupida. Io: Davvero? La pensi così? JB: Principalmente sì. Non ho avuto fortuna. Saresti sorpresa di quante ragazze vogliono solo incontri casuali. Io: E tu no? La sua pausa è abbastanza lunga da farmi capire che sta riflettendo sulla risposta e che non vorrebbe offendermi con la sua sincerità. JB: Non ho detto questo. LOL Sì, è quello che pensavo. JB: Sono solo sincero. Io: È la cosa migliore! JB: Ma giudicandoti solo dalle foto, non sembri il tipo di ragazza da incontri casuali. Io: Cos’altro riesci a dirmi guardando solo le mie foto? JB: Be’, fammici pensare per un secondo. Lasciami andare a GUARDARE. Gli ci vuole un intero minuto. Immagino che ci stia davvero pensando. JB: Okay. Scommetto che ti piace uscire con le tue amiche, ma non ti piace essere infastidita dai ragazzi. Sei lì con loro, non per farti rimorchiare. Detesti le frasi da rimorchio scadenti. Io: Vai avanti... JB: I voti sono appena okay, perché ti piace troppo divertirti, ma... non ti interessa davvero. Giusto? Aspetta, mi sta spiando? Come fa a saperlo? Io: Riesci a dirlo solo guardando le foto? JB: Quelle osservazioni non erano un insulto; erano complimenti. Io: Fermo. Possiamo per favore dedicare un momento all’uso corretto del punto e virgola nel tuo ultimo messaggio? JB: È una cosa bella o brutta? Io: A essere sinceri, ho un debole per l’uso corretto della punteggiatura. Tu per cosa hai un debole? JB: Questa è la domanda più tendenziosa che abbia mai sentito... Io: **sbuffo** JB: Non lo so, non penso di aver avuto ancora tempo per capirlo. Sembra che tutto ciò che faccio sia allenarmi, mangiare, dormire e studiare. Io: Lo stesso, tranne gli allenamenti. Per che cosa ti alleni? JB: Non stalkerarmi o altro, ma sono nella squadra di wrestling. Io: Qui? JB: Sì, qui, LOL, dove altro dovrei farlo? Io: Non ho ancora incontrato nessun wrestler in questo campus. Giocatori di football, sì. Wrestler, no. JB: Le cacciatrici di atleti li adorano, il resto li odia. Non è facile frequentare un atleta. JB: Probabilmente non è facile nemmeno uscire con uno di loro. Io: Perché non dovrebbe essere facile uscire con uno di loro?? JB: Se qualcuno lo riconosce, poi ci vuole parlare, e interrompe l’appuntamento, il che rovina l’umore. Fidati. Io: Hai molta esperienza? JB: Abbastanza da sapere che fa schifo. Io: Non ho esperienza in questo contesto, visto che... non sono nessuno, ah-ah. JB: Oh dio, non dire AH AH. Io: Perché? Ti urta i nervi? JB: Una specie. C’era una ragazza qui, sull’App intendo, e l’ha usata quattro volte in due messaggi. Era insopportabile, ero sicuro che avrebbe parlato così anche di persona. Io: Ma anche se ti dava fastidio, sei uscito lo stesso con lei. C’è un’altra pausa nella nostra conversazione. JB: Sì. Io: Ahh. Quindi, non sei selettivo. Buono a sapersi. Posso lasciarmi andare e mi daresti comunque un’opportunità finché pensi di poter andare a segno. È così? JB: Ah-ah, molto divertente. Io: Ma ho ragione, giusto? Sii sincero: non hai nulla da perdere. Possiamo sempre passare avanti se non mi piace la tua risposta e a te non piace la mia, LOL. Diavolo, probabilmente sta conversando con altre tre ragazze in questo momento, mentre chatta con me. JB: Mi piace come te la sei cavata e hai inserito LOL invece di AH AH. Molto furba... Ma per rispondere alla tua domanda, no, non sono qui per andare a segno. Cioè andare a segno è FANTASTICO ma non l’obiettivo principale. Io: Quindi STAI realmente cercando qualcosa di serio? JB: Se capita, sì. Ma non ho intenzione di forzare le cose. Non sei d’accordo? Io: Sì. Ma non ho intenzione di pomiciare o fare sesso con un ragazzo con cui ho chattato per un paio d’ore e ho incontrato per un drink, per poi non sentirlo mai più. No grazie, non fa per me. JB: Quindi mi stai dicendo che hai degli standard. Io: Be' sì, LOL. JB: Anch’io, ma molti sono discutibili, LOL. Non riesco a capire se è serio o no, ma mi fa ridere comunque, al punto che sto ridacchiando ad alta voce coprendomi la bocca con la mano. Io: Non ho intenzione di chiederti quali siano questi standard discutibili. Sono troppo spaventata. In realtà non esco molto. JB: Ne dubito. Io: Ti stai basando di nuovo sulle mie foto? JB: Sì. Sei troppo carina per restare in casa. Io: Carina. Vedi, ecco qual è il problema. A rischio di diventare troppo profonda per un’App di appuntamenti, ti confiderò un piccolo segreto: sono sempre stata carina, mai sexy, o altro. La ragazza della porta accanto. Per qualche ragione, mi ha sempre infastidito. JB: Fidati di me, essere sexy è sopravvalutato. E ho detto carina? Intendevo bella. Io: Per favore, non pensare che mi stia lamentando o altro. Non sono insicura, ma a volte quella parola mi fa rabbrividire. JB: Questa è un’altra cosa che mi urta del fatto di essere un atleta. Le ragazze pensano di dover soddisfare criteri impossibili se ne frequentano uno. Come se dovessero essere Miss America o qualcosa del genere. E invece di comportarsi normalmente, tutte queste finte teste vuote fingono che gliene freghi qualcosa di noi quando in realtà pensano solo a proiettare l’immagine che credono ci debba attrarre. Io: Quindi stai dicendo che non è quello che vogliono gli atleti? Ragazze sexy? JB: Voglio dire... sì. Alcuni di loro le vogliono. Io: Ma tu non sei uno di loro? JB: Preferirei avere qualcuno a cui freghi di me alla fine della giornata, perché il wrestling non diventerà una carriera. Magari lavorerò in qualche ufficio con giacca e cravatta dopo essermi laureato, sempre se, a Dio piacendo, riuscirò davvero a trovare un cazzo di lavoro. JB: Merda. Perdona la parolaccia. Le sue scuse mi fanno ridere, perché ovviamente avrebbe potuto cancellare la parola incriminata prima di inviare il messaggio. Io: In cosa ti stai laureando? JB: Economia e Commercio. Tipico. JB: E tu? Io: Economia con indirizzo Marketing. Sapevo che era quello che volevo fare da quando andavo alle medie. Prima, volevo diventare un’archeologa, ma poi ho capito che avrei dovuto essere brava in matematica e scienze, e io faccio schifo in entrambe le materie. Niente datazione al carbonio dei dinosauri per me **emoticon pianto** Io: Studi Economia in generale o vuoi specializzarti in un particolare campo? JB: Ho intenzione di lavorare con mio padre.
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