V-2

1654 Parole

— Voi — gli dissi — potete disporre della vita di quell’uomo e forse anche della mia, ma non potete fare di me un carnefice. Che stridula, che volgare risata fu quella cui il Sublime accolse le mie parole. Esse parvero divertirlo molto; ma di lì a un attimo l’espressione del Principe si fece severa. Mi rispose: — Sei molto presuntuoso, straniero. Tu non puoi correggere la mia sentenza. Nessuno al mondo può farlo. E neppure ti spetta di prendere decisioni circa il modo come quell’uomo deve morire. A un suo cenno, gli ubellah mi trascinarono di peso, dato che io resistevo, di fronte al palo dove attendeva, muto e rassegnato, la vittima. Il capo degli ubellah esaminò attentamente la pistola accertandosi che il proiettile fosse in canna, poi me la porse costringendomi a impugnarla. Poiché f

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