VI.Ora appunto l’ottavo Bonifacio, che tuttavia copriva della sua grande ombra la natale Anagni, era stato il fondator vero dello Studio romano; e dalla sua terra appunto aveva egli promulgato la bolla statutaria, poco innanzi il tradimento e la prigionia, ai dottori e agli scolari concedendo una giurisdizione lor propria e la esenzione dalle imposte. E già nobili uomini ornati di tutte lettere, come Anibaldo Anibaldi, Romano Orsini, Egidio Colonna, Iacopo Stefaneschi, avevano interrotto con lo splendore di lor dottrina la notte di barbarie addensata su l’Urbe. Meraviglioso fu l’ardore del giovine plebeo nell’apprendere dalla viva voce, dalla tradizione, dall’autorità, dalla natura, da sé stesso. Imparò gramatica e retorica; studiò i poeti gli storici gli oratori; conobbe Sallustio, Livi

