XIII.Or messere Stefano Colonna il maggiore, che stava a Corneto per l’incetta del grano, udita la novella, senza indugio cavalcò alla volta di Roma. Ceppo umano della più dura fibra questo vegliardo omai nonagenario che ancor metteva il piede nella staffa senza aiuto e inforcava saldamente il suo stallone. Tal razza di figliuoli e di nepoti era da lui rampollata negli anni, che pareva egli le avesse dato per cuna la sua targa e per nutrice la sua spada a doppio taglio e per battesimo il sangue orsino. Già Nicolò IV il minorita l’aveva fatto conte di Romagna; ed egli era entrato in Rimino l’anno medesimo in cui Gianciotto Malatesta vi trafiggeva i due cognati. Dalla rudezza del proconsole romano offese le libertà dei Comuni erano insorte; e i figli di Guido da Polenta avevano assalito in

