XVIII.

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XVIII.Marino tenne il nerbo della ribellione e del guernimento. Rainaldo e Giordano Orsini, quelli delle «ficora fresche», vi condussero con grande ardore le opere: rimondarono il fosso, alzarono doppio steccato intorno, abbertescarono le torri, balestri e manganelle posero per tutto, fecero provvisione d’uomini di danari di armi e di vettovaglie. Il Tribuno, non stava già su gli avvisi: banchettava tra i suoi giocolari e cavalierotti, commetteva d’ogni sorta drappi ai setaiuoli di Calimala, dettava epistole agli scribi secondo le regole di Boncompagno fiorentino o secondo gli esemplari di Tomaso da Capua. Come i ribelli ebbero fornito l’apparecchio, egli spedì loro un messo che comparissero. Il messo fu rincorso e lasciato mezzo morto tra le vigne di Marino, non altrimenti che quell’altr

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