CAPITOLO 14

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CAPITOLO 14 Dopo un’ora e mezzo, la maggior parte dei giocatori considerava ormai il proprio gioco come uno scherzo. Tutto l’interesse della partita era concentrato su Rostòv. Invece dei milleseicento rubli era ora segnata a suo debito una lunga colonna di cifre che egli aveva calcolato sino a diecimila ma che, come vagamente supponeva, doveva aver raggiunto i quindicimila rubli. In realtà il suo debito superava i ventimila. Dòlochov non ascoltava e non raccontava più storielle, seguiva ogni movimento delle mani di Rostòv e di tanto in tanto lanciava un rapido sguardo alle cifre segnate su un foglio. Aveva deciso di continuare il gioco sino a che la somma non avesse raggiunto i quarantamila rubli. Aveva scelto quella cifra perché rappresentava la somma dei suoi anni e di quelli di Sònja.

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