48 Le nove e quaranta della sera. Francesco abbassò la mascherina e levò i guanti. Il paziente cui aveva cementato un ponte controllò nello specchietto il nuovo sorriso. Francesco strizzò gli occhi e guardò Veronica, la sua assistente. Una biondina trentaduenne laureata a pieni voti in scienze infermieristiche. Gli era stata affiancata proprio per quello. «Ci sarebbe ancora il signor Buratti» disse lei. Francesco era in studio dalle sette e trenta del mattino. Aveva staccato giusto venti minuti per mangiarsi un piatto di pasta e bere un caffè. «è fuori appuntamento, ma insiste che la protesi gli ha irritato la gengiva». Da settimane il signor Buratti si presentava quasi quotidianamente, lamentando dolori inesistenti. Non si capiva se lo facesse perché aveva bisogno di attenzioni o per

