54 Il campanello suonò alle nove meno cinque. Anche Natalia aveva fatto di tutto per essere memorabile. Si era avvolta in un vestito cortissimo, rosso e ingombrante. Increspato che sembrava carta per caramelle. Due grandi orecchini ovali, rossi pure loro, spiccavano dal caschetto nero. Una bottiglia di ottimo prosecco in mano. «Temo di essere in ritardo» il tono fu di constatazione, non di scusa. Baciò l’aria sulla guancia di entrambi. Ancora una volta il suo alito sapeva d’alcol. «Va benissimo» le rispose Giorgia. «Mi hai lasciato più tempo per preparare». La sua presenza pareva averla resa ancor più radiosa. Natalia guardò Francesco: «Sembri preoccupato. Successo qualcosa?». La sua voce unica. E ancora la sensazione, quasi una certezza, che sapesse leggergli dentro. Prerogativa del

