53 Il sabato sera seguente. Candele accese, faretti regolati al minimo. Francesco e Giorgia erano reduci da una nottata in discoteca. Poche ore di sonno, quindi avevano passato la mattina in giro per il centro a fare shopping con una coppia d’amici. Il pomeriggio Giorgia l’aveva dedicato a cucinare. In casa il profumo era irresistibile. La sua ‘nduja era infuocata. Pecorino crotonese, caciocavallo silano, cipolle, soppressata, sottoli e sottaceti della zia Antonia. Maccaruni a firrettu, u’ morzeddhu, polpette alla mammolese. Mastazzola e pignolata per dessert. Il tutto annaffiato con un Cirò rosso artigianale che avrebbe piegato i garretti a un cavallo dopato. Per diversi e tutti validi motivi, Francesco era perplesso. Studiò la tavola imbandita, le pentole piene, il forno acceso. A c

