“Cacchio! Andresti insegnata a Psicologia!” “C’è qualcosa di strano,” commenta Mimmo. Fra le mani il fascicolo dei carabinieri. “Cosa?” “Guarda il referto dell’autopsia.” Mi passa il documento. Leggo. Come si intuiva dalla prima ricognizione sul luogo del ritrovamento, Sabine è morta per i colpi ricevuti in testa. Il corpo, c’è scritto qui, presentava “lacerazioni multiple attribuibili all’uso violento di un corpo contundente. Verosimilmente una pietra del peso di tre chili e duecento grammi rinvenuta sporca di sangue a poca distanza dal cadavere”. Le lacerazioni, prosegue il resoconto, “mostrano caratteristici margini sfilacciati e, all’interno, fasci di tessuto non reciso e ancora connesso con entrambi i lati della ferita”. I colpi hanno provocato “emorragia epidurale e perdita di fl

