Mickey risucchiò aria poi scosse la testa quando la rilasciò. «Ti copro io, Capelli Dritti.» Controllai ancora una volta la pressione della sua mano, poi mi accovacciai, di nuovo pancia a terra. Presi la pistola dalla cintura e la tenni nella mano destra. Iniziai una goffa camminata dell’orso per risalire il pendio verso l’ingresso. Alle mie spalle, Mickey faceva il verso del gufo. Mi si rizzarono i peli dietro la nuca mentre con il suo verso faceva la sua serenata all’intera foresta. Entrai nel buco nero nella collina, muovendomi cauta intorno alla quattroruote. La quiete fu immediata. Così come il cambiamento di temperatura. Faceva più caldo. Un odore stantio si spandeva verso di me, il contrario dell’aria pulita e frizzantina della foresta. Avanzai piano all’inizio, attenta a non fare

