Capitolo 27— Il messaggio

729 Parole

Claire La serata si allunga come un’opera ben interpretata. Rientro, ritrovo Julien, parlo della mia giornata. Le parole escono da sole, un racconto ordinario, perfettamente credibile. Lui mi sorride, mi ascolta, commenta, a volte mi tocca la spalla o la mano. Rispondo, annuisco, recito. Ma tutto in me aspetta. Tutto in me ascolta. Il cellulare è posato sul tavolo del soggiorno. Schermo nero. Sento la sua presenza come una brace sotto la cenere, pronta a riaccendersi da un momento all’altro. Ogni silenzio dell’apparecchio è una tortura, ogni secondo senza vibrazione un’attesa straziante. Julien propone un film. Annuisco. Non guardo lo schermo, guardo l’altro, quello che dorme nell’oscurità, muto, minaccioso. E poi, all’improvviso, si accende. Un breve brivido luminoso sul tavolo. Il

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