Claire La porta della caffetteria si apre con un tintinnio banale. Entro. L’odore di caffè rancido, il fruscio dei giornali, le voci basse dei clienti. Tutto sembra opaco, quotidiano. Tranne lui. Antoine è lì. Nell’angolo più buio della sala, immobile, massiccio, con gli occhi fissi su di me. Come se avesse atteso questo momento da secoli. I nostri sguardi si incrociano, e subito il resto del mondo svanisce. Il brusio si spegne. La cameriera che passa diventa invisibile. Non ci sei più che tu. Le mie gambe tremano ma avanzano da sole. Ogni passo mi sembra irrevocabile. Mi siedo di fronte a lui. Vorrei nascondere le mani che tremano, ma le appoggio piatte sul tavolo, come se nulla stesse accadendo. — Sei venuta, dice. La sua voce mi attraversa. Grave, bassa, quasi rauca. Non è una doma

