Camille Credevo di aver domato questa febbre, questo turbamento che mi assale ogni volta che incrocio il suo sguardo. Mi dicevo che non era altro che un effetto collaterale della stanchezza, una reazione chimica alimentata dalle lunghe notti di guardia e dalla mancanza di sonno. Un’illusione passeggera. Ma mi sbagliavo. Questa bruciore è ancora lì, appostata sotto la mia pelle. E stasera pulsa più forte. Perché è lui. Ancora. Il corridoio è quasi vuoto, soffocato dalla luce pallida dei neon che sfrigolano di tanto in tanto, come se anche l'elettricità esitasse a turbare il silenzio. Le mie scarpe scivolano delicatamente sul pavimento, il fruscio discreto risuona nelle mie orecchie. Ogni passo che faccio mi avvicina alla porta del blocco 7. Non so perché sono qui. O meglio, lo so fin t

