«Posso baciarti?»

2307 Parole
WARNING: presenza di una scena forte ed esplicita. Taehyung's POV Entrammo nello stabile della mia azienda e andai direttamente verso la segretaria ad avvertire che avrei avuto del lavoro da fare e che non volevo essere disturbato per nessun motivo al mondo, poi prendemmo l'ascensore e salimmo fino al mio ufficio. "Wow, potresti quasi viverci qua dentro da quanto è grande!" Disse lui guardandosi intorno spaesato. "Si, in effetti è bello grande." Lo guardai mentre si avvicinava alla finestra e guardava fuori per ammirare il panorama, scattò alcune foto da diverse angolature e poi si avvicinò alla scrivania, sedendosi sopra. "Questa è quella da inaugurare, giusto?" Mi disse con uno sguardo sbarazzino. "Si ma prima mi pare che tu debba studiare." "E tu hai del lavoro da fare?" "Si, devo rispondere ad alcune e-mail importanti, controllare la percentuale di vendita dei miei prodotti negli Stati che trainano l'economia asiatica e..." Mi bloccai al suo sguardo confuso. "Ma se devi studiare storia dell'arte ripeti pure ad alta voce, mi rilasserebbe sentirti parlare di qualcosa che mi piace." Gli sorrisi. Tutto a destra, sotto la finestra avevo fatto posizionare un tavolino, circondato da due poltroncine e un divano a due posti. Si sedette su una delle poltrone, quella rivolta verso la mia scrivania e tirò fuori alcuni libri, poggiandoli sul tavolino. Io mi diressi verso la scrivania e accesi sia il computer aziendale che quello mio privato comprato nuovo, cominciando ad organizzare le mail arrivatomi mentre ero a pranzo fuori e lui parlava di artisti post-impressionisti quali Van Gogh, Cézanne e Gauguin. Lo ascoltai davvero molto volentieri sia perché il suo tono di voce mi rilassava, sia perché era in grado di descrivere perfettamente a parole le emozioni provate dai vari artisti nel dipingere un'opera piuttosto che un'altra. Mi resi conto di star andando molto più velocemente del solito nel lavoro perché averlo lì con me mentre parlava di argomenti così stimolanti e interessanti mi fece rimanere perfettamente concentrato. E credetti fu così anche per lui dal momento che ripetè più capitoli in soli 50 minuti, poi chiuse il libro, controllò il quaderno, rispose ad alcuni messaggi che gli erano arrivati e poi si avvicinò a me. "Ho finito." "Ti basta ripetere una volta sola?" "Storia dell'arte si, la imparo in fretta." Non gli risposi e ripresi a segnare alcuni dati sulla griglia di fatturazione del computer. "Che stai facendo?" Chiese dopo un paio di minuti. "Inserisco le ore di lavoro di alcuni miei dipendenti per poi mandargli le fatture con la parte che gli spetta. Questo mese le vendite sono andate particolarmente bene quindi come premio farò arrivare loro lo stipendio con 5 giorni di anticipo." "Quindi sei uno di quei datori di lavoro buoni e permissivi?" "Permissivi non direi, non hanno il permesso di fare niente, hanno solo l'obbligo di lavorare al meglio delle loro possibilità e otterranno una ricompensa." Rimase in silenzio. "A proposito. Segniamo il sexting di stamattina così pago anche te." "C-cosa?" Alzai lo sguardo dallo schermo del computer e lo guardai. "Come cosa?" "Mi vuoi pagare per averti risposto a dei messaggi?" Scoppiai a ridere e solo quando notai la sua espressione confusa mi resi conto che davvero non aveva ancora capito a pieno come funzionava il lavoro che svolgeva. Gli feci recuperare il telefono e aprire l'app e gli feci vedere che nei servizi prestati c'era la voce -Altro-. "In questa sezione va inserito tutto quello che non compare nelle altre voci suggerite, il sexting rientra in questo." Compilammo tutti i campi, mettemmo la firma digitale e mi venne di nuovo da ridere quando comparse la cifra e lui disse "Ma veramente ho guadagnato 26.4mila₩ solo perché ti ho risposto a dei messaggi un po' spinti?". Era scioccato ma per me era tutto davvero troppo divertente. Spensi i due computer e mi alzai, passandogli di fianco. "Cosa pensi farai con questi 26.4mila₩?" "Vorrei farmi il secondo e terzo buco nell'orecchio." Lo sentii rispondere mentre mi dirigevo verso la porta per chiuderla a chiave. "A te hanno fatto male?" Tornai verso di lui e lo spinsi contro la scrivania. "Il primo buco ti ha fatto male?" Gli chiesi avvicinando il mio viso al suo. "No." Rispose lui fissando le mie labbra. "E allora perché il secondo e il terzo dovrebbero fartene?" Dissi spostandogli i capelli e scoprendo il suo orecchio sinistro. Mi chinai e cominciai a mordicchiargli il lobo, sentendolo reagire a quel tocco. Immediatamente portò le mani sulla patta dei miei pantaloni e cominciò ad armeggiare per slacciare la cintura e abbassare la zip. Mi fece girare la testa di lato e prese a baciarmi il collo, mordendomi leggermente la clavicola e la porzione di pelle lasciata scoperta dallo scollo a V della maglia. "Prima quando ti ho visto ho pensato subito che avrei voluto strappartela di dosso." "Non l'hai ancora fatto però." E un secondo dopo mi ritrovai a petto nudo e la mia maglia era stata lanciata alla rinfusa sul pavimento. Gli sfilai velocemente i jeans prima di prenderlo in braccio e farlo sedere sulla scrivania, togliendo subito dopo anche la sua felpa. Mi guardò con occhi lussuriosi prima di infilare una mano dentro i miei boxer e cominciare a stimolarmi, provocandomi fin da subito un immenso piacere. Dovevo ammettere che migliorava di volta in volta. Mi appoggiai con entrambe le mani alla scrivania e mi piegai in avanti cercando di trattenere i gemiti. "Non riuscirai a farmi venire così, lo sai questo vero?" Gli dissi quando cominciò ad aumentare il ritmo. "E come vuoi che ti faccia venire?" Gli sorrisi baciandogli il collo prima di abbassarmi per aprire l'ultimo cassetto della scrivania ma appena lui mi vide estrarre la scatola di preservativi mi chiamò. "Ehm Taehyung?" "Si?" "P-possiamo...si cioè i-io...vorrei ehm vorrei provare senza...quello." "Vuoi provare senza protezioni?" "S-si se non è un p-problema...cioè io sono pulito, ho fatto tutti i test, giuro, me li ha fatti fare Jin." "Lo so, li fa fare anche a noi clienti e anche io sono pulito." "O-okay...quindi qual è il problema?" Sbuffai scuotendo la testa e prendendogli il viso con una mano. "Nessun problema." Gli sfilai piano i boxer prima di spargere un po' di lubrificante sia sulla mia mano che sulla sua e mentre lui mi bagnò l'erezione, io andai a prepararlo per bene, stimolandolo prima con un dito e poi con due finchè non mi chiese di passare al sodo. Mi ancorai a lui, posizionando le mani tra le natiche e l'inizio delle sue gambe per tenerlo leggermente alzato e inizia a penetrarlo lentamente. Lo vidi gettare la testa all'indietro e sgranare gli occhi. "O-oh mio D-Dio." Ansimò. "Senza è tutto più amplificato, vero?" Gli dissi spingendomi completamente al suo interno. "S-si-" "Puoi sentire perfettamente la mia pelle strusciare contro le tue pareti strette, mh?" Continuai, cominciando a muovermi dentro e fuori velocemente, andando a colpire sempre più in fondo. "T-Tae-" Intrecciò le braccia dietro al mio collo e appoggiò la sua fronte alla mia, era talmente vicino che se solo mi fossi sporto leggermente avrei raggiunto le sue labbra e in quel momento non desideravo altro. Ansimava a pochi centimetri dal mio viso e sentirlo così debole e vulnerabile mi fece eccitare ancora di più. Mi resi conto di aver colpito il suo punto sensibile più volte quando cominciò a tremare e a gemere più forte mentre con una mano si toccava da solo, cercando un po' di soddisfazione. All'ennesima stoccata ben assestata mi prese la nuca con la mano libera e si avvicinò ancora di più, sussurrando di nuovo il mio nome. Mi fece quasi impazzire, sentivo di avere un bisogno disperato di baciarlo per potermi godere a pieno quel momento e anche se fino ad ora l'avevo sempre rispettato, quella sua richiesta cominciava davvero a pesarmi. "Geikei?" Lo chiamai, rallentando il ritmo. "Mh?" "Posso baciarti?" A quella mia richiesta mollò la presa su di me e alzò la testa, guardandomi con una espressione interrogativa. "Perché?" "Perché sento un bisogno smisurato di farlo." Risposi, passando un dito sulle sue labbra che lui schiuse leggermente, facendomi impazzire. Mi avvicinai lentamente ma lui si scostò, spingendomi via. "No." Disse serio. "Eddai, cosa vuoi che sia." Cercai di convincerlo, prendendolo per la nuca come aveva fatto lui pochi minuti prima. "Ho detto di no." Ripetè lui, scostandosi di lato e scendendo dalla scrivania. "Perché sei così fermo su questa idea?" "E tu perché improvvisamente non vuoi più rispettare questa mia unica richiesta? Sono finalmente riuscito a convincere anche gli altri clienti e proprio tu te ne lamenti?" Quella frase mi fece ribollire il sangue nelle vene, sentii una gelosia feroce riempirmi il sistema e scattai verso di lui. "Dici sempre che sono il migliore tra tutti, non pensi che io meriti una piccola ricompensa?" "Non voglio essere baciato, Taehyung. Punto." "E allora vattene." Gli dissi con lo sguardo di ghiaccio. Sul suo viso comparse subito un’espressione preoccupata. "T-taehyung…ti prego-" Fece un passo verso di me ma io mi chinai e recuperai i suoi abiti, porgendoglieli. Mi stava ribollendo la rabbia nel petto. Non ero abituato a sentirmi dire di no ma soprattutto desideravo le sue labbra più di qualsiasi altra cosa al mondo e il fatto che lui continuasse a negarmele, mi stava facendo impazzire. Il suo sguardo era fisso nel mio e si avvicinò ancora di più, aveva gli occhi rossi. Io non mi mossi ma neanche riuscii a mantenere il contatto visivo, abbassando gli occhi e guardando a terra. Lui giunse fino in mia prossimità e appoggiò una mano sulla mia guancia. "Sei geloso e non lo puoi essere." Disse con la voce ancora rotta. "Scegli tu se vestirti e andartene o continuare così ti posso pagare." Gli dissi fermo e conciso. Lui mi passò dolcemente il pollice sulla guancia ed io sentii il cuore sprofondarmi nel petto. "Ti prego, non roviniamo tutto." Alzai lo sguardo, scontrandolo col suo. "Ripeto: scegli tu cosa fare. Io non ti toccherò." Dissi di nuovo, senza far trasparire nessun tipo di emozione anche se in realtà stavo lentamente morendo dentro. "Ma io voglio che tu mi tocchi." Quel suo tono di voce mi stava facendo più male che bene, non sapevo neanche più come reagire, sentivo di non essere più io. "Continuiamo, Taehyung." Disse e tornò ad appoggiarsi alla scrivania. "Girati. Non voglio guardare in faccia una puttana mentre me la scopo." Abbassò lo sguardo triste prima di seguire la mia richiesta e voltarsi, chinandosi di nuovo in avanti. Io mi infilai un preservativo e tornai su di lui, entrando in lui per l’ennesima volta quel pomeriggio e anche se ero arrabbiato, non sarei mai riuscito a lasciarlo insoddisfatto così cominciai a stimolare la sua erezione con una mano mentre con l’altra mi aggrappavo al suo fianco per stoccate più precise. Arrivammo entrambi all’orgasmo dopo poco tempo, io riversandomi nel preservativo e lui nella mia mano. Recuperai dei fazzoletti per pulirmi prima di rivestirmi e passargli i vestiti. Facemmo fare il conto della prestazione all'applicazione nel più totale silenzio, estrassi i contati dal portafoglio e glieli passai, aggiungendo i 26.4mila₩ del sexting ma non la maggiorazione che ormai ero solito dargli. Mi sedetti alla scrivania e accesi il pc mentre lui riponeva i suoi libri di scuola e i soldi dentro lo zaino. Poi venne verso di me, cercando di attirare la mia attenzione. "Hyung, non mi lamenterò del fatto che ti sei un po' arrabbiato se è questo che ti preoccupa." Non risposi. "Dopotutto è stato solo un momento, non è un problema." Di nuovo rimasi in silenzio. "Taehyung?" Continuavo a non voler spostare lo sguardo dallo schermo del computer così lui si decise e fece il giro per venire verso di me, girò con forza la sedia nella sua direzione appoggiandosi ai braccioli, sovrastandomi e obbligandomi a guardarlo. "Non ci possono essere sentimenti tra noi e la gelosia è un sentimento. Devi tenere sempre a mente il fatto che io vado con altri perché è il mio lavoro e anche se tu sei il mio preferito, questo non cambia che dobbiamo rimanere professionali." "Perché ti preoccupi dei miei sentimenti? Tanto tu vuoi solo i miei soldi per vivere, giusto? E mi pare di averteli dati." Mi decisi a parlare e fui lapidario nel farlo. "Tae, tra me e te c'è molto di più di questo solo che-" "Ancora parli?" Si stoppò e mi fissò. "Le puttane se ne vanno dopo essere state pagate." E in quel momento potei vedere nei suoi occhi che gli avevo appena spezzato il cuore. Si morse il labbro prima di mettersi lo zaino in spalla, girarsi, sbloccare la serratura della porta e andarsene senza voltarsi neanche per un secondo. Mi affacciai alla finestra e appena lo vidi uscire dallo stabile e attraversare la strada scoppiai a piangere. Stavo male, sentivo il cuore pesante perché stavo cominciando a provare qualche tipo di sentimento nei confronti di quel ragazzino e mi sentivo profondamente in colpa per come l'avevo trattato e sapere che aveva ragione su tutti i fronti mi faceva soffrire ancora di più. L'avevo portato fuori a pranzo ed era stata la prima volta che lo facevo con uno dei ragazzi di Jin. L'avevo fatto perché volevo conoscerlo, sapere di più di lui e magari trovare un modo per far breccia nel suo cuore come lui era riuscito a toccare il mio e invece avevo finito con il rovinare tutto per la gelosia scatenata dal fatto che lui andasse con altri uomini e soprattutto con la paura che potesse sostituirmi con qualcuno di migliore. In quel momento mi resi conto che volevo di più da lui, volevo portarlo fuori, fargli vedere il mondo, mi sarebbe piaciuto andare al cinema, insegnargli a guidare, coccolarlo e baciarlo e l'idea che non avrei mai potuto fare niente di tutto ciò con lui mi stava uccidendo dentro.
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