V

1413 Parole

V La Grigia Alla gattina avevo messo nome Grigia. Era bianca come il latte. Solo la coda e poche macchie sparse sulla schiena erano grigie. Somigliante a una maschera di Carnevale, il grigio si spandeva dal collo alla nuca, alle orecchie, fino all’attaccatura del nasino. Mi parve un nome adatto a quella gatta, che mi avrebbe fatto compagnia per tanti anni. Quando tornavo dalle lezioni, la trovavo accovacciata sul davanzale della finestra, lasciata con uno spiraglio aperto. Usciva e andava a spasso ma, come se avesse un orologio in testa, rientrava sempre alla stessa ora. Arcuava la schiena, drizzava la coda, faceva giravolte su se stessa, protendeva il musetto per invitarmi a carezzarla e a farle le coccole. Dolce, educata, giocherellona. A letto mi dormiva accanto. S’allungava al mio

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