L’amico musicista e l’amica libraia-1

2004 Parole

L’amico musicista e l’amica libraiaIl commissario Jacques Melykian alzò le tapparelle della sua stanza d’albergo di Lione e fece una smorfia disgustata. Nevicava. Non aveva voglia di ritrovarsi ancora a Lione. Quella città, infine, provinciale ma pretenziosa, con la sua estetica dell’apparenza, così tirata a lucido, lo deprimeva. Sognava qualcosa d’altro, anche se non riusciva a mettere a fuoco quel qualcosa. Qualcosa che portasse in sé la storia complessa e ricca, vera e vivente, dove la bellezza e il piacere fossero non un fine ma un mezzo per andare oltre, nella complessità degli uomini e della esistenza. Qui a Lione vedeva tutto quadrato. Sbuffava e sbuffava. Non trovava nessuna poesia in quella falsa e superficiale città ordinata. Almeno una volta, in Francia, si poteva fumare nei

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