Jacques girò il computer per non vedere il viso di Isabella nel piacere virtuale e cercò di riprendere il controllo. – Cosa? Quale persona? – Ma commissario, si sente bene? Ha una voce... dormiva forse? – No, no... sono solo un po’ affaticato. Mi dica... – L’amica di Szilard, quella Sara Cohen. Ha una libreria sulla Saône. Le do l’indirizzo e il telefono. Jacques trascrisse numero di telefono e indirizzo. Spense il computer, afferrò il pesante giubbotto, il cappello e uscì in fretta dalla stanza. Aveva, ancora più del solito, bisogno di camminare. Da lì continuò a girovagare a naso attraversando la Presq’île fino al Quai des Célestins. La Saône. La libreria di Sara Cohen fu facile da trovare. Osservò i libri nella vetrina ed entrò. Una donna sulla sessantina, non molto alta, gli venn

