Capitolo 19

811 Parole

Capitolo Diciannove “Come?” sussurro sottovoce, fissandomi l'addome con orrore. “Quando? Perché?” “Perché stai gridando?” Art mi chiede con un gemito, aprendo un occhio. “Gridando?” Inspiro una boccata d'aria e mi immedesimo in Leonida, il re di Sparta. “Questo. È. Gridare!” Art si preme i palmi delle mani sulle orecchie e si tira su a sedere, borbottando qualcosa in russo (probabilmente oscenità). Odo qualcosa di lieve colpire il pavimento. Con la coda dell'occhio, vedo il cincillà che lascia cadere il biscotto d'avena e corre a nascondersi da qualche parte, il che mi fa sentire in colpa per il mio sfogo. Art si guarda intorno per la stanza e la confusione sul suo volto eguaglia la mia. “Dunque” dico in modo significativo. “Tu sai mica che cosa diavolo è successo?” Aggrottando le

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