Capitolo Quaranta “Cosa?” Sussulto e aspetto con il fiato sospeso che prosegua. Lui si avvicina a me e mi prende il viso tra le mani. Come se aspettasse questo momento, la brezza dell'oceano si alza, facendomi ricordare quanto siamo entrambi bagnati (nel mio caso, in più di un senso, grazie al suo tocco). “Tutto quello che ho detto durante il brindisi lo provo davvero” dichiara Art con gli occhi fissi sui miei. “Ti ho desiderata fin dal momento in cui ti ho beccata nel mio camerino. Credo sia per questo che ti ho chiesto di diventare mia moglie con la scusa del permesso di soggiorno. Dovevo assolutamente conoscerti e quello era il miglior pretesto che mi è venuto in mente per farti entrare nella mia vita.” Mi sembra di essere sul punto di spiccare il volo, mentre copro le sue mani con

