Era difficile spiegare come era iniziata... Ricordava che faceva freddo; la neve cadeva su Hogwarts ricoprendola di un candore bianco.
Lui stava tornando in sala comune dopo una lezione di pozioni, una delle poche volte in cui era solo. Camminava fischiettando, con la testa tra le nuvole. Quando sentì singhiozzare.
Subito George si bloccó in mezzo al corridoio dove si diede una rapida occhiata attorno e, quasi certo di essersi immaginato il rumore, riprese a camminare. Fatti pochi passi, sentì nuovamente il singhiozzo, questa volta più forte e seguito subito da altri.
Incuriosito, George seguì il rumore e dietro una colonna vide Pansy Parkinson cercare di trattene i singhiozzi per non farsi sentire. Nella sua testa, George si era detto :"Sono un grifondoro, dovrei allontanarmi e ignorare la cosa..." ma il suo cuore gli diceva che non si lasciava una ragazza da sola quando era triste, anche se era una serpeverde.
Così le si avvicinò senza far rumore, si sedette di fianco a lei e disse :" Una ragazza che piange da sola in una bella giornata di neve, non è una bella cosa. Che succede?"
Pansy, che non si era accorta dell'arrivo del rosso, si spaventó e lo fissò con occhi sgranati. George poté vedere gli occhi di lei, arrossati dal pianto e le sue guance rigate dalle lacrime.
Istintivamente allungò una mano e raccolse qualche lacrima, poi si mise una mano in tasca, ne estrasse un fazzoletto a quadretti, usurato e dai colori sbiaditi e le pulì il viso. Poi glielo mise in mano e le disse :"Qualunque sia il motivo delle tue lacrime, nessuna ragazza dovrebbe piangere. Non è il massimo.." Disse indicando il fazzoletto "Ma puoi tenerlo se vuoi." Senza aspettare una risposta si alzó e fece per andarsene, ma Pansy lo bloccó :"Perché lo hai fatto? Sono una serpeverde e sono amica di Draco, so della rivalità tra Malfoy e Weasley, grande quasi quanto quella tra Serpeverde e grifondoro."
George sorrise e disse :"Te l'ho detto! Nessuna ragazza dovrebbe piangere, che sia grifondoro o serpeverde, tassorosso o corvonero...non ha importanza. Ma non lasciare che qualche momento negativo ti porti via il sorriso."
Pansy rimase lì, stupita a guardare il grifondoro che si allontanava, mentre lei stringeva ancora il fazzoletto di lui tra le mani.
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Pansy stava tornando dalle serre,. Quando aveva tempo, le piaceva fare il giro del lago nero prima di rientrare.
Arrivata quasi alla fine del lago, sentì due persone discutere animatamente e avvicinandosi di poco, vide George e Fred Weasley discutere, vide poi uno dei due allontanarsi arrabbiato.
Pansy non seppe perché ma decise di seguire il rosso fino al campo da Quidditch, lo raggiunse sotto agli spalti dove si era seduto e sedendosi con lei gli disse :"Non è bello litigare con qualcuno che ami. Qualunque cosa sia successa sono certa che farete pace."
Lui la guardò stupito e le disse :" Perché sei venuta qui?"
Pansy :"Non lo so. Sentivo di doverlo fare... Forse perché la scorsa volta, ti sei fermato a consolarmi..."
George :"Potresti aver sbagliato gemello" le disse ridacchiando
Ma lei lo guardó seria e disse :"Non ho sbagliato, tu sei George. Hai il mento più largo di Fred di qualche cm."
George la guardò ancora più stupito :"Se lo dici tu..."
Pansy :"Perché avete litigato?"
Geroge :"Te lo dico se mi dici perché piangevi."
Per un attimo Pansy fu tentata di alzarsi e andarsene, poi ci ripensò e gli rispose :"Draco... Lui mi piace da sempre, ma per quanto mi sforzi lui neanche mi vede."
George :"Non dovresti piangere per un uomo. Soprattutto se questo non si cura di te. Per quanto riguarda Fred, non è realmente colpa sua... Una ragazza che mi piace lo ha baciato pensando che fossi io e lui si è messo a ridere. Ho visto la scena e sono uscito di testa. Ma so che è stato solo un enorme malinteso. "
Pansy :" Dovresti chiarire con entrambi allora, tuo fratello sembrava davvero dispiaciuto. E la ragazza che ti piace dovrebbe sapere che è meglio evitare di baciare il primo gemello che vedi. "
I due scoppiarono a ridere e rimasero sotto gli spalti a chiacchierare per un po'.
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Il ballo del ceppo doveva essere una bella serata, ma quando Pansy si allontanò per prendersi da bere, vide Draco avvinghiato ad Astoria Greengrass, non curante che lei fosse li e che poco prima stesse ballando proprio con lui... Sentì gli occhi pungerle e decise di uscire dalla sala e dirigersi alla torre di astronomia.
"È un idiota, Pansy"
La voce di George la raggiunse e, senza pensarci, Pansy lo abbracciò appoggiando la sua testa sul petto di lui.
Pansy :"Cosa sbaglio con lui? Ha invitato me al ballo ma appena ne ha l'occasione si avvicina alle altre. Ci tenevo a ballare con lui questa sera."
George ricambió la stretta e rispose :"Non sei tu ad avere qualcosa che non va, il problema è lui. Un giorno se ne pentirà."
Poi la prese delicatamente per la mano, la portó al centro della torre e la invitò a ballare "Forse non puoi ballare con il ragazzo che ami, ma se vuoi puoi ballare con un amico"
Lei sorrise e accettó, passando la serata a ballare e a scherzare con George. "
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Tutti odiavano la Umbridge, i serpeverde lo davano meno a vedere ma neanche loro impazzivano per lei.
Le sue punizioni erano crudeli e con il dolore cercava il rispetto e l'obbedienza degli altri.
George e Fred non erano i tipi da obbedire neanche a chi li trattava bene, figuriamoci se si trattava di una vecchia megera con la faccia da rospo.
Gli esami erano appena iniziati. La sala era in un religioso silenzio, ma presto dei piccoli scoppiettii iniziarono a rimbombare fuori dalla porta.
I rumori si fecero più intensi tanto che gli studenti posarono le loro piume, per girarsi verso l'entrata.
Presto la porta si aprì, comparvero George e Fred sopra le loro scope, gettarono fuochi d'artificio sulle teste dei presenti e con un incantesimo fecero volare tutti i fogli.
Poi il gran botto: un fuoco d'artificio si trasformò in un enorme DRAGO e iniziò ad inseguire la Umbridge.
Scesi dalle scope, i due grifondoro furono accolti da tutti con risate e schiamazzi.
I due furono poi portati nell'ufficio del preside e non si stupirono nel ricevere un espulsione immediata da Hogwarts.
Usciti dall'ufficio si diressero nei dormitori per preparare i loro bagagli.
"Te ne vai, non è vero?"
Davanti alla sala comune, la voce di Pansy li raggiunse e George fece cenno a Fred di iniziare ad andare.
George si avvicinò a lei e la abbracciò. Pansy cercava di trattenersi con tutta se stessa dal piangere, ma alcune piccole lacrime le sfuggirono lo stesso andando a posarsi sulla maglietta rossa del grifondoro.
George :"Hey, cosa ti ho detto sulle lacrime?"
Pansy :"Ma questo è diverso... Tu sei il mio migliore amico, cosa farò per i prossimi due anni senza di te?"
George sorrise e le disse :"Mi scriverai e lo farai ogni volta che ne hai voglia, ci sentiremo lo stesso e troveremo il modo di vederci."
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La guerra stava distruggendo ogni cosa intorno a loro, le mura del castello stavano crollando. Accadde tutto molto in fretta: un'esplosione più forte delle altre fece crollare un muro su Fred. I suoi occhi si spensero e una parte di George morì con lui.
La guerra si concluse con molte perdite, i sopravvissuti erano divisi tra lacrime di dolore e di felicità, per la battaglia conclusa.
George era seduto su uno scalino, lontano da tutto e da tutti. Non riusciva ad essere felice per la fine della guerra, ma non riusciva nemmeno a piangere; era come un fantasma privo di qualsiasi emozione.
Pansy si sedette al suo fianco, lo abbracciò e lui posó la sua testa sulla spalla di lei.
George :"Non c'è più..."
Pansy :"Lo so... Mi dispiace. So che qualunque cosa dicessi, non potrebbe farti stare meglio... Ma... Lui sarà sempre con te, sarà nel tuo cuore."
George :"Mi sento vuoto e... Solo"
Una lacrima silenziosa scese dagli occhi di Pansy, inghiottì il pesante groppo alla gola e disse :"Non sarai mai solo, quel vuoto, lo sentirai sempre... Ma io sarò sempre con te, qualunque cosa accada."
George :"È un peccato che voi non abbiate avuto occasione di conoscervi davvero. Saresti piaciuta a Fred... Sei pazza quasi quanto lui"
Una risata amara partì da entrambi... E nel silenzio si strinsero di più, sapendo che la loro amicizia li avrebbe aiutati entrambi a rialzarsi.