Capitolo 18 Mercoledì 28 settembre 2005, pomeriggio questura di Milano Non riesco più a concentrarmi. Ora basta, lo chiamo. “Ciao, Luc”. “Come va?”. “Così”. “Enrico. Come faccio a stare senza di te?”. “Senti... domani ho già un arresto da fare”. “Buon lavoro, allora”. Dimmi che è un incubo. “Luc, io vorrei... ma non ce la faccio, perdio, non ce la faccio! Aiutami”. “Tu spiegami da che posto doveva venir via Sabrina e io ti giuro che t’aiuto. Come posso farlo se non so cos’altro è successo?”. “È come se avessi un macigno dentro”. Lascio passare qualche secondo. “Hai la mappazza?”. provo a scherzare. “Indietro tutta” si scioglie un po’ Enrico. “Cos’era, l’87?”. “Quasi vent’anni fa. Ti ricordi quanto ridere?”. “La sera ti presentavi fisso alle dieci a casa mia e ti piazzavi su

