Palazzo Chigi, Roma, ore 06:05

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Palazzo Chigi, Roma, ore 06:05 Dal telefono satellitare appoggiato sul tavolo partì un trillo acuto. Lorenzo Rondone afferrò l’apparecchio con un movimento rapace e premette il tasto per rispondere. «Rondone.» «Papà!» Nel sentire la voce di sua figlia, il premier sentì le gambe farsi molli come una crema. Ringraziò di essere seduto sulla sedia, altrimenti avrebbe rischiato di barcollare. «Cecilia! Come stai, bimba mia?» domandò con lo stomaco che formicolava dall’emozione. «Sto bene, papà. Ora sono nell’infermeria della nave. Mi hanno visitata dei dottori e dicono che è tutto a posto.» «Grazie al cielo. Io e la mamma siamo stati in pensiero per tutto il tempo. Vanessa come sta?» «Anche lei sta bene ma...» La ragazza si interruppe per un attimo, come se dovesse deglutire qualcosa. R

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