Palazzo Chigi, Roma, ore 08:16 «Arrivederci signor presidente, grazie per il tempo che mi ha dedicato.» L’anziano uomo si esibì in un mezzo inchino portando l’ossuta mano al petto. Una sottile ciocca di capelli bianchi ricadde sulla sua fronte. «Grazie a lei ambasciatore, buona giornata» rispose Lorenzo Rondone tirando fuori un sorriso luminoso. L’ambasciatore turco aprì la porta e uscì dall’ufficio. «E già che ci sei vai a farti fottere!» mormorò a denti stretti il presidente quando si ritrovò solo. Odiava i modi mielosi e falsamente gentili dell’ambasciatore. In realtà era un vecchio lupo travestito da agnello. Era in grado di essere cordiale anche quando stava minacciando qualcuno. Non passò neanche un minuto che il telefono sulla scrivania iniziò a trillare. «Sì?» rispose Rondone

