Abitazione del presidente del Consiglio, Roma, ore 02:41 Il trillo acuto gli penetrò nelle orecchie e si fece strada fino al cervello. Senza essersi ancora svegliato, Lorenzo Rondone percepì che qualcuno lo stava strattonando. Sapeva di dover aprire gli occhi ma la voglia di dormire era troppo forte. Sembrava che il suo cervello stesse cercando di respingere ogni forma di disturbo al sonno. Per il momento stava riuscendo nel suo intento ma all’improvviso una voce unì le forze con il fastidioso suono. «Loré, svegliati! Potrebbe essere Cecilia.» «Cecilia.» Quel nome gli trapassò il cervello con la forza di un proiettile, riaccendendo in un attimo tutti i suoi sensi. Aprì gli occhi di scatto realizzando di trovarsi sdraiato prono e con la faccia mezza affondata nel cuscino. «Oh, sei sveg

