Ayia Napa, Distretto di Famagosta (Cipro), ore 00:51 Karacan aspirò con calma e a occhi chiusi. Questa volta si trattava di una sigaretta vera, non di un blando surrogato elettronico. A causa della tensione accumulata, ogni fibra del suo corpo gli richiedeva una dose di nicotina. Espulse il fumo disegnando un piccolo cerchio. Appoggiato al paraurti del fuoristrada, l’ufficiale turco osservava la città avvolta dalla notte. In giro non si vedeva anima viva, se si escludevano le pattuglie di soldati turchi incaricati di fare rispettare il coprifuoco. Le luci nelle case, nei locali e negli alberghi erano tutte spente. L’impressione era quella di trovarsi in una città abbandonata. Nulla a che vedere con la solita Ayia Napa le cui strade, fino alla sera prima, erano piene di luci, persone, mus

