Fu a quel punto che, guardando la data del 17 marzo 1891, Virginia ebbe un sussulto. La mente la riportò indietro di sessant’anni, al ricordo, mai sopito per via del clamore suscitato, del disastro che ebbe come teatro uno stabile in costruzione nella piazza del Carmine. Lei, all’epoca, aveva appena compiuto 18 anni e come ogni ragazza della borghesia cagliaritana amava prendere parte alle conversazioni domenicali dei genitori e degli amici che si riunivano nella loro casa di via Baylle. Cagliari in quel periodo era una città in espansione, ricca di un fervore edilizio accompagnato da un intenso dibattito culturale sullo sviluppo urbano. Gaetano Cima era l’animatore del nuovo assetto cagliaritano e ogni dove nascevano costruzioni e attività commerciali. La città contava in quegli anni non

