Capitolo ventiduesimo-2

1942 Parole

Mi obbligo ad andare avanti perché quello che penso adesso non sento di condividerlo nemmeno con il mio compagno. E non dimenticherò nemmeno quando quella sera andammo a ballare e tu facesti la civetta con quel cantante da strapazzo che sembrava la versione triste di Bobby Solo. «Deve aver sbagliato, questa donna che descrive non è mia madre.»Torno a sorridere per queste scaramucce ormai sepolte dalla polvere del tempo come il s*x appeal dei divi di allora. «Si cambia. Tutti cambiamo. Avevano solo vent’anni a quell’età c’è ancora una gran voglia di giocare anche quando hai qualcuno al quale tieni.» «Sì, mi ricordo: la giostra di emozioni e la novità di poter decidere da soli cosa fare non sapendo però quasi nulla della vita.» Ci rimasi male, molto più di quanto dessi a vedere. Non so

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