Capitolo venticinquesimo C’è freddo stasera, un freddo siberiano ma questo non ci trattiene dall’uscire. Ci avviamo a piedi verso la stazione indecisi se prendere la metropolitana o se fare due passi fino al Colosseo. A guidarci c’è la cartina della città su foglio A3, ricevuta in omaggio dal nostro albergo. Non abbiamo intenzione di fare una passeggiata turistica preparata con diligenza, siamo troppo distratti dal nostro bisogno di raccontarci l’uno all’altro e dalle domande che le lettere lasciano in sospeso nella mia mente ogni volta che ne leggo una nuova. Ci basta fare un po’ di amicizia con le strade di questa città e provare a sentirne l’atmosfera attraverso gli scorci che Roma vorrà mostrarci nel nostro girovagare. Ci teniamo stretti come due ragazzi, lo facciamo con naturalezza

