Capitolo ventiquattresimo Siamo arrivati a Roma nel tardo pomeriggio. Di Agnese nessuna notizia. Non è passato molto tempo da quando le ho lasciato il mio messaggio ma inizio a sentirmi in ansia. Abbiamo scelto un albergo vicino alla stazione Termini, un tre stelle grazioso e senza pretese. La stanza però è pulita, ben riscaldata, con un bel bagno ampio con tanta acqua calda. Dopo i giorni trascorsi nella mia casa paterna ho imparato ad apprezzare queste cose e a goderne. E poi dopo una giornata passata all’aperto, a scavare nel passato degli Etruschi e nel nostro, ad aspettare telefonate che non arrivano e a sperimentare stati d’animo inconsueti, una doccia, meglio ancora una doccia insieme, mi sembra il modo migliore per recuperare un po’ di leggerezza. Non è mia abitudine fare il prim

