Capitolo trentunesimo: Agnese Stamani il maltempo ci ha concesso qualche ora di tregua e abbiamo fatto una lunga passeggiata sulla spiaggia. Il cielo si è schiarito e l’orizzonte è tornato a essere nitido e irraggiungibile. Silvana mi sembra più serena, più a suo agio oggi. Essersi «liberata» delle mie lettere, averle restituite al mittente, in qualche modo le ha tolto un po’ di peso dalle spalle. Dal canto mio, non so se avrò mai il coraggio di riprenderle in mano e leggerle... Ho approfittato di questa sua apparente tranquillità per farle qualche domanda personale, per cercare di conoscerla meglio. Ma ho sempre l’impressione di imbarazzarla, di forzarla, non parla volentieri di sé. Ha cercato invece di capire chi fosse sua madre, mi ha chiesto se sapessi dei quadri che ha fatto e che

