Era passata una settimana. Sette giorni in cui la base aveva continuato a funzionare come sempre —addestramenti, turni, rapporti, routine — ma sotto quella superficie ordinata qualcosa si stava muovendo. Frank Lieu. E ogni sera, puntuale, quando il corridoio si svuotava e il silenzio calava sulle pareti metalliche, John chiudeva la porta della sua stanza, abbassava le luci e prendeva il comunicatore. Ogni sera. «Julie?» Lei rispondeva sempre, a volte con la voce ancora impastata dal sonno. A volte ironica. A volte stanca, ma sempre più stabile. Julie gli raccontava dell’addestramento fisico con Ally. Delle posture corrette al millimetro. Dei crampi. Delle braccia che le tremavano dopo le sessioni. «Oggi ho resistito un’ora e quaranta.» aveva detto una sera, con un filo d’orgoglio.

