XXVIII Incalzati dagli avvenimenti, ci mancò tempo a raffigurare, sia pure in iscorcio, la grottesca genía dei cortigiani che pullula alla Corte di Parma e che commentò grottescamente i fatti che siam venuti narrando. Il maggior titolo che in quel paese rende un nobiluccio, ornato di tre o quattromila lire di rendita, degno di far bella mostra di sé in calze nere ai levers del principe, è il non aver letto né Voltaire né Rousseau. Condizione non ardua a osservare. Alla Corte di Ernesto V bisogna saper parlare con intenerimento dell’infreddatura del sovrano, o dell’ultima cassetta di minerali pervenutagli dalla Sassonia; se, oltre a ciò, si va alla messa, senza mancarvi un sol giorno dell’anno, e si ha la fortuna di annoverar fra gli amici tre o quattro frati, il principe si degna di rivol

