Capitolo XXI La scuderia provvisoria era una baracca di assi costruita proprio accanto all'ippodromo, e là doveva essere stato condotto il giorno prima il suo cavallo. Non l'aveva ancora visto. In quegli ultimi giorni non l'aveva montato neppure per una breve passeggiata, ma l'aveva affidato all'allenatore, e ora non sapeva proprio in quale condizioni fosse giunto e si trovasse. Appena scese dalla carrozza, il garzone di scuderia (il groom, come era chiamato il ragazzo), che ne aveva già riconosciuto da lontano la vettura, chiamò l'allenatore. L'inglese magro, con gli stivali alti, la giacchetta corta e un ciuffo di peli lasciati crescere solo sotto il mento, gli venne incontro con il passo ondeggiante dei fantini, allargando i gomiti e dondolandosi. - Ebbene, che ne è di Frou-Frou? - di

