VIII Da Hoover Jones, dopo il magico beveraggio somministratogli da Simms, entrò in un beato torpore, in uno stato tra il sonno e l’incoscienza, di indifferenza assoluta, interrotto di tanto in tanto da una vaga visione di Trapson. Sorretto da qualcuno, giunse alla porta del palazzo ed entrò in un’automobile. Non gl’importava più dove fosse nè dove lo conducessero: gl’importava soltanto di non essere disturbato. Si svegliò durante il viaggio soltanto per bere un sorso di un bicchiere avvicinato da qualcuno alle sue labbra, poi ricadde sui cuscini dello scompartimento, avvolto nel sonno come in una calda coperta. In tutta la sua vita, Jones non aveva mai conosciuto un sonno più voluttuoso. Il suo cervello affaticato e indolenzito usciva da quel profondo abisso di oblio solo per brevi ist

