XII «Farfalle notturne» I malati, i convalescenti, i cuori turbati e le menti sconvolte, non chiedono generalmente conforto a Milton o a Shakespeare, e neppure ai sermoni di qualche moralista. Pochi classici riescono a consolare di un raffreddore, di un’emicrania, di un marito brontolone e di altre minori tragedie. Gli autori di letteratura amena sono assai più indicati in questi casi. Jones non era mai stato un gran lettore. Aveva scorso due o tre romanzi a buon mercato, ma le sue esplorazioni nel dominio della letteratura si erano fermate alle facili pianure erbose. La costruzione, lo stile, il lirismo di un’opera, tutto ciò per Jones non aveva significato alcuno. Il volumetto di Ouida lo trasportò come per incanto, fin dalle prime pagine, su una spiaggia alla moda francese: Trouville

