Ricerche

4283 Parole
Appena entro in classe noto che né Sebastian né Damien sono presenti e non posso fare a meno che sospirare sollevata mentre il mio cuore torna a battere regolarmente. -Hai visto? Non ci sono...- mormora Roxy guardando i banchi vuoti dei due demoni ed io annuisco. Per fortuna, non avrei saputo come comportarmi in loro presenza. Come posso fingere che va tutto bene mentre ho due demoni alle mie spalle che mi stanno con il fiato sul collo? Impossibile. -Cosa ci fate ancora in piedi? Sedetevi, è ora di iniziare la lezione.- ci rimprovera la nostra professoressa di latino e noi ubbidiamo, sedendoci ai rispettivi posti. -Buongiorno.- non manca di salutarmi la mia vicina di banco con un sorriso ancora più grande del solito. -A cos’è dovuta tutta questa felicità?- le domando incuriosita e lei lancia un'occhiata alle sue spalle, ai banchi vuoti dei due demoni, per poi tornare a guardare me. -Niente di particolare.- risponde concentrandosi sulla lezione. Si vede lontano un miglio che ha detto una bugia. A quanto pare non sono l’unica ad essere contenta dell’assenza dei due demoni, in particolare del corvino. Forse allora Samantha non è come loro? Però non significa che non sappia la verità, anzi... -Sam...- sussurro attirando la sua attenzione:-Lo so che lo sai anche tu. Lei, alla mia frase piuttosto confusa, sbianca e mi guarda con gli occhi sgranati, nei quali leggo terrore puro. Bingo. Forse ho fatto davvero centro, ma fino a che punto sa? Magari potrei riuscire ad estorcerle qualche nuova informazione e ad avere un quadro più completo della situazione. -Astrid, devi capire che non posso certo spiattellare a tutti cosa sono Damien, Sebastian e Shawn e che cosa sono io. Non tutti capirebbero e...- inizia a spiegare lei a raffica, ma io la interrompo:-Tu cosa saresti di preciso? A quel punto spalanca la bocca sorpresa e quando si riprende dalla confusione inizia a balbettare:-Io... ecco... sai... Non le piacciono Sebastian e Damien, quindi ho pensato subito che non fosse un demone, ma da quanto ha appena detto non è nemmeno una comune studentessa. Ci sono decisamente molte cose che non so e che devo scoprire. -Astrid, Samantha, dato che il latino vi annoia così tanto, potete anche accomodarvi in corridoio.- sibila infastidita la prof battendo una mano sulla cattedra e facendoci sobbalzare entrambe. Sia io che la castana ci alziamo e, sotto lo sguardo attento della prof e le risatine e smorfie dei nostri compagni, usciamo a testa bassa dall'aula. Tutto sommato però, questa situazione non è del tutto svantaggiosa, in questo modo infatti mi sarà più facile parlare liberamente con Samantha senza dover temere che qualcuno possa sentirci. E per lei sarà anche più difficile ignorarmi. -Sam.- la richiamo io una volta nel corridoio vuoto. Incrocio le braccia al petto e la scruto attentamente, osservando ogni suo movimento ed ogni sua espressione. -Astrid... ecco, io...- ricomincia a balbettare, ma di nuovo si interrompe e, con il capo chino, fissa le punte delle sue scarpe. -Anche tu... sei una demone?- domando alla fine, anche se mi sembra praticamente impossibile, ma forse in questo modo potrei spingerla a parlarmi e a raccontarmi di più. -No, no! Non sono una demone!- si affretta a smentire lei e poi, sospirando, continua dicendo:-Io sono un angelo. Per un istante rimango in silenzio, le sopracciglia inarcate ed il vuoto assoluto nella testa. Quindi esistono anche gli angeli? Beh, sinceramente avrei preferito conoscere subito l'esistenza degli angeli, insomma, sono molto più rassicuranti dei demoni... Tecnicamente sono buoni, no? E Samantha non mi è mai sembrata pericolosa. Certo, strana, goffa e terribilmente timida, talvolta anche eccessivamente moralista e fastidiosa, ma mai pericolosa. Ed ecco spiegato anche perché è sempre così intimorita da Sebastian e Damien... Demoni ed angeli non vanno molto d’accordo, che io sappia, e sicuramente essere da sola contro due, anzi tre se si conta Shawn, nemici deve averla fatta sentire in svantaggio. -Quindi... Paradiso ed Inferno esistono? Davvero?- domando incuriosita ed affascinata e lei, titubante, annuisce. -Quindi anche tu sei praticamente immortale?- domando ancora io e lei nuovamente annuisce e con un filo di voce aggiunge:-In un certo senso... viviamo molto a lungo, semplicemente non invecchiamo. -Come i demoni... Loro hanno occhi rossi come il sangue e canini piuttosto affilati... Hanno forse le corna e la coda come i demoni delle illustrazioni religiose? Hanno forse zampe caprine? E invece voi angeli? Tu hai forse le ali?- inizio a domandare io con curiosità sempre crescente. Se in questo momento avessi Damien, probabilmente mi avrebbe già minacciato a morte per farmi stare zitta. Con Samantha però è diverso, nonostante sia reticente a fornirmi delle informazioni, non cerca di farmi stare zitta e soprattutto non è né aggressiva né intimidatoria. Decisamente tutta un’altra storia rispetto a Damien. E chissà perché, per un motivo o per un altro, è ormai diventato un chiodo fisso. Samantha sospira e, giocando nervosamente con le sue dita, dice:-Non dovrei dirti nulla, sai già troppo... E questo è pericoloso per me, ma soprattutto per te. -Però non hai negato! Hai le ali? Puoi volare!- esclamo senza riuscire a trattenere l’entusiasmo e lei si porta un dito alle labbra intimandomi di fare silenzio. -Ed i demoni sono raccapriccianti come nelle illustrazioni? Hanno zampe caprine?- continuo io e lei scuote la testa rassegnata. -Esteriormente non sono così mostruosi come voi umani li avete sempre immaginati, ma lo sono interiormente. Fanno cose orribili, corrompono gli uomini e cercano di far compiere loro azioni malvagie. Si nutrono di loro, del loro sangue! Ed i più violenti e feroci mangiano anche le carni degli uomini. Quindi devi fare molta attenzione e, adesso che lo sai, stare lontana da loro.- dice Samantha e poi, prima che io possa chiedere altro, dice:-Basta domande e sii più cauta quando tiri fuori l’argomento, se proprio devi. Meno umani sanno della nostra esistenza, meglio è. Prima che possa protestare la porta della nostra classe si apre e la prof si posiziona davanti a noi guardandoci con aria di superiorità ed un’espressione infastidita. -Farò convocare i vostri genitori. È inammissibile un simile comportamento da parte vostra durante la lezione, vi si sente confabulare da dentro l’aula.- gracchia la donna e Samantha abbassa la testa, le guance rosse per l’imbarazzo. E per l’ennesima volta mi sento in colpa, in fin dei conti siamo state buttate fuori dall'aula a causa mia. Anche se, come al solito, la prof sta esagerando. Convocare i genitori solo perché ci siamo scambiate due parole sottovoce? Credo di non aver mai conosciuto una docente più severa di lei. -Prof, è stata solo colpa mia. Samantha non ha fatto nulla!- intervengo alla fine io in difesa della castana e la strega mi lincia con lo sguardo per scoraggiarmi dal continuare a protestare. -Dovresti stare zitta, non sei nelle condizioni di difendere gli altri. O, se preferisci continuare, ti sospendo.- mi minaccia la prof ed io sono costretta a mordermi la lingua per non lasciarmi sfuggire una rispostaccia molto offensiva e scortese. Samantha, notando i miei sforzi nel trattenermi, interviene:-Ci scusi, faremo in modo di non deluderla più e di farci perdonare per la nostra cattiva condotta. La prof ci guarda soddisfatta e poi ci fa segno di rientrare. Non posso fare a meno di pensare a come Samantha sia sempre paziente, gentile e comprensiva con tutti ed ora non posso che chiedermi se dipenda dal fatto che è un angelo. È l’esatto opposto di Damien. E soprattutto di Sebastian. -Allora? Da cosa iniziamo?- mi domanda Roxy mentre, seduta sul mio banco con le gambe incrociate, leggo le sue ricerche attentamente. L’intervallo è appena iniziato e l’aula si è svuotata in un lampo, lasciano così sole me e la mia amica. -Potrei risultare ripetitiva, ma a me sembra un po' azzardato usarli come cavie per vedere qual è il loro punto debole... ci ucciderebbero all’istante, soprattutto Sebastian.- commento guardandola negli occhi e lei sorride:-Ma se troviamo qualcosa che funziona, ci potremo difendere! Sospiro, la mia amica proprio non vuole capire... È dura di comprendonio e maledettamente testarda, il problema è proprio quel se. E se non ci riuscissimo? -E questi che cosa sarebbero?- domanda Shawn comparendo dal nulla come d’abitudine ormai e togliendomi incuriosito i fogli di mano. Subito io e Roxy cerchiamo di riprenderli, ma lui allunga il braccio verso l'alto e noi, purtroppo, non siamo abbastanza alte per arrivarci. Roxy inizia a saltare per riprendere i fogli, ma Shawn si sposta ogni volta ed intanto, con il volto rivolto verso l’alto, li legge. Alla fine la mia amica, urlando per la frustrazione e sbattendo i piedi a terra, gli salta addosso, cogliendolo di sorpresa e facendogli così perdere l’equilibrio con il risultato che finisco entrambi a terra. Roxy riesce ad approfittare della situazione ed a strappargli i fogli di mano, ma mentre si sta alzando dal rosso, lui la blocca afferrandola per i gomiti. -Sul serio volete attaccare un demone con l'aglio?- domanda divertito inarcando un sopracciglio e la mia amica arrossisce violentemente fino alla punta delle orecchie. -Lo sapete che l'aglio in realtà dovrebbe fare del male ai vampiri? Nei film e nei romanzetti, l’aglio fa effetto solo su di loro, non mi sembra che abbia effetto su quelli come me.- continua imperterrito il rosso, sempre più divertito dalla situazione, ed io non posso che essere grata che non sia nemmeno lontanamente simile a Sebastian, altrimenti penso che saremmo state in grossi guai in questo momento. -E allora?! Sta' zitto e fatti gli affaracci tuoi!!- sbotta la mia amica dimenandosi per liberarsi e Shawn scoppia a ridere. Roteando gli occhi al cielo, decido finalmente di avvicinarmi e cerco in tutti i modi di aiutare la mia amica, ma la presa del demone sembra d'acciaio. Per fortuna la campanella di fine intervallo suona ed alcuni nostri compagni iniziano a rientrare in classe ed allora, finalmente, Shawn lascia la mia amica, che con uno scatto si rimette in piedi. -Siete molto divertenti, sapete? Mi piace la vostra compagnia, ma fate attenzione a non farvi scoprire da qualcun altro... Potrebbe finire male.- sussurra al mio orecchio il rosso con tono improvvisamente serio e poi esce dall’aula. -Sarà lui la mia cavia per vedere che cosa ha realmente effetto sui demoni.- sibila inacidita Roxy mentre si dirige verso il suo banco, furiosa. Almeno con Shawn non dovrebbe mettersi troppo nei guai... Appena suona la campanella di fine giornata ed aver salutato Roxy, blocco Samantha prima che se ne vada. -Ah, Astrid... cosa c'è?- mi domanda osservandomi con i suoi occhi blu. -Avrei qualche altra domanda da farti.- affermo decisa e lei, guardandosi intorno, sospira. -Qui c'è troppa gente, qualcuno potrebbe sentirci...- sussurra e, dopo avermi afferrata per un polso, mi guida all’esterno della scuola e verso il retro, esattamente dove non molto tempo fa ho trovato Damien ferito. Allora ancora non sapevo nulla, avevo solo un brutto presentimento... -Bene, ora dimmi, che cosa vuoi sapere?- mi domanda appoggiandosi al muro, lo sguardo fisso davanti a sè e le dita delle mani intrecciate tra loro. -Voglio capire qualcosa di più sul tuo mondo e su quello dei demoni. Io... non so con cosa ho a che fare.- affermo guardando il cielo sopra la mia testa, limpido e sereno. Il sole illumina e scalda, come se fossimo in primavera quando in realtà siamo in pieno autunno. -Ti dirò solo ciò che non mi è proibito.- ribatte esitante con un filo di voce, poi guardando un punto indistinto per terra inizia a parlare:-Io vivo nel Paradiso insieme ad altri angeli e viviamo seguendo la volontà di Dio, mentre i demoni, ribelli e violenti, vivono solo in funzione dei loro desideri e del loro tornaconto, si piegano solo al loro Re, ma esclusivamente perché lo temono. Sono dei mostri assetati di sangue e sebbene non ne abbiano bisogno per vivere, ma lo fanno lo stesso perché a loro piace. Ed amano ancora di più andare a caccia, seguire la loro preda e terrorizzarla, adorano l’odore della paura. Sono dei sadici. Invece noi angeli non ci permetteremo mai di compiere simili mostruosità, tutto quello di cui abbiamo bisogno ci viene dato equamente dal nostro Signore, Padre di noi tutti. Noi abbiamo il compito di aiutare coloro che hanno smarrito la vita e che si sono fatti corrompere dai demoni. Noi salviamo le persone, quindi tu non dovrai mai temere me o quelli come me, ma bada bene a stare lontana da Sebastian, Damien e Shawn. -Quindi... siete in guerra tra di voi?- domando io. -Non esattamente, da diverso tempo ormai tra angeli e demoni è stato stipulato un accordo di pace per impedire inutili perdite su entrambi i fronti. In passato ci sono stati innumerevoli scontri, ma nessuno ha mai portato alla vittoria di una delle due parti. Ovviamente i rancori ci sono ancora, in particolar modo da parte dei demoni, creature vendicative e che cercano sempre un pretesto per attaccare. Però di solito cerchiamo di stare lontani gli uni dagli altri.- termina lei fissandomi intensamente. -Non puoi dirmi altro? Magari qualcosa di... un po’ più utile?- chiedo io e lei scuote la testa con determinazione:-Dirti altro mi è proibito, non dovresti nemmeno sapere che io sono un angelo, eppure quei demoni si sono fatti scoprire... Sospiro ed annuisco, consapevole di non avere alcuna possibilità di ottenere altre informazioni, per ora. Ciò non toglie che vorrei capire come difendermi da loro e come comportarmi con loro, in particolare con Sebastian. Se mi attaccasse nuovamente come la scorsa notte... Al solo pensiero rabbrividisco. -Io... adesso dovrei andare.- dice riportandomi al presente e dopo averla salutata la osservo mentre si allontana. -Quindi hai indagato su di noi ponendo delle domande alla santarellina... peccato non ti niente di che.- cantilena una voce al mio orecchio e dalla vicinanza riesco a sentire il suo fiato caldo sulla mia pelle. Mi volto di scatto e faccio un passo indietro, per prendere le distanze. -Cosa ci fai qui?- domando sorpresa ed anche intimorita. Dopo l’ultima conversazione avuta con Damien ed il suo scatto d’ira, non so cosa pensare, non so se devo temerlo oppure no. Mi ha salvata, è vero, ma ogni volta che sono con lui non riesco a stare tranquilla, non mi sento a mio agio come con Shawn, mi sembra sempre di dovermi muovere cautamente per evitare di svegliare il cane che dorme. -Sono venuto per...- inizia a spiegare, ma appena incrocia i miei occhi si interrompe e, distogliendo lo sguardo, borbotta:-Nulla, ero solo di passaggio. Si volta senza aggiungere altro e sta per andarsene ma io, senza riflettere lo chiamo. Lui si ferma, dandomi ancora le spalle, ma so che mi sta ascoltando. -Come posso proteggere me, mia madre e Roxy da... da Sebastian?- gli domando preoccupata, temendo di ricevere in risposta una sonora risata di scherno. -Chiedi a uno di quegli stupidissimi hippy alati di avere protezione, magari da loro non scappi via.- sbotta invece lui, molto irritato, e mi lincia con lo sguardo. Sobbalzo al suono della sua voce e mi stringo le braccia al petto, sono consapevole che fuggire da lui quando mi stava proteggendo non è stata una delle mie migliori idee, ma ero spaventata, confusa e la realtà in cui avevo sempre vissuto era appena andata in pezzi. Però, cosa più importante, ero preoccupata da morire per mia madre e Roxy, dovevo assolutamente assicurarmi che stessero bene. -Ti... ti riferisci agli angeli?- gli domando nuovamente io con un filo di voce. -A quanto pare, con quelli come la tua amichetta Samantha ti senti molto a tuo agio!- ringhia irritato. -Mi sembra ovvio dopo tutto quello che è successo, nessun angelo mi ha tormentata e terrorizzata per settimane e ha poi provato ad uccidermi! Quindi perdonami se quelli come te mi fanno paura, ma non ho avuto esattamente una buona prima impressione.- scoppio alla fine io, non riuscendo a mordermi la lingua in tempo, e subito me ne pento. I suoi occhi diventano improvvisamente rosso sangue e mi guardano come un predatore guarda la sua preda. Un brivido percorre tutta la mia colonna vertebrale e sento le ginocchia iniziare a tremare senza controllo. In questo momento mi sento esattamente come quando avevo davanti Sebastian la scorsa notte nel bosco, quando mi aveva bloccata al suolo, poco prima che il ragazzo ora davanti a me intervenisse. -Eccoti qua! Astrid, ti stavo cercando!- esclama allegramente una voce dietro di me, Shawn. Il rosso si avvicina velocemente e mi cinge le spalle con un braccio, attirandomi a sé. -Damien.- lo richiama il rosso ed il diretto interessato si volta dall’altra parte, interrompendo il contatto visivo con me ed iniziando a fare dei respiri profondi, cercando di riacquistare la calma. -Shawn, che cosa vuoi?- domanda ancora irritato Damien. -L’ho già detto, sono venuto a cercare la mia amica, ho voglia di passare un po' di tempo con lei.- risponde Shawn sorridendomi e facendomi l'occhiolino ed io mi sento subito rassicurata dalla sua presenza. Damien si rigira verso di noi ridendo come un matto:-La tua amica? Gli amici non esistono per quelli come noi e lo sai bene anche tu, quindi smettila con questa pagliacciata. In un istante la rabbia prende il posto di ogni mio pensiero coerente e razionale e, vedendo il bel voto di Shawn incupirsi, esplodo:-Perché dici questo? Shawn sarà anche un demone come te e Sebastian, ma non ha nulla che vedere con voi. Forse voi non siete in grado di farvi degli amici, ma da quello che ho potuto vedere finora, lui non è un mostro. Mossa stupida ed avventata? Parole forti dette alla persona sbagliata? Sì, decisamente. Shawn stringe con maggiore forza il braccio intorno alle mie spalle mentre Damien mi guarda con i suoi occhi rossi ricolmi di odio, come se volesse uccidermi con le peggiori t*****e esistenti al mondo. Cosa che probabilmente vuole realmente fare. -Ricordati che sono stato io a salvarti e che è solo grazie a me se adesso puoi ancora aprire quella bocca.- mi rinfaccia lui ed io, forse grazie alla rassicurante presenza del rosso, riesco a replicare:-Solo perché ti sentivi in debito con me, perché io ti avevo aiutato, altrimenti mi avresti lasciata morire. O sbaglio? Non sei stato tu stesso a dirmelo? La sua espressione si indurisce, lo vedo serrare la mascella e stringere i pugni, ma non ribatte. Indietreggia e, imprecando a bassa voce, se ne va. -Ti piace proprio giocare con il fuoco, eh! Comunque complimenti, sei riuscita a tenergli testa, mi hai davvero colpita!- esclama Shawn sorridendo raggiante e trasmettendomi il suo buon umore. Io mi allontano da lui, liberandomi dal suo braccio, e lo guardo nei suoi vivaci occhi verdi:-Solo perché c’eri tu qui con me, se fossi stata sola... Non ne avrei avuto il coraggio. Il rosso scuote però la testa:-Non penso, sai? Credo che, anche se non fossi stato qui, glielo avresti detto lo stesso. Hai un bel caratterino. -Sei così diverso rispetto a Sebastian e Damien... Sei molto meglio, dovrebbero prendere esempio da te.- sospiro spostando gli occhi sullo schermo del cellulare, rendendomi conto che ho di nuovo perso il pullman, e subito mi affretto a mandare un messaggio a mia madre per informarla. -In realtà non sono esattamente come loro, non sono del tutto un demone.- dice d’un tratto Shawn attirando la mia attenzione. La sua espressione è tornata ora malinconica e sofferente. -Cosa intendi dire?- gli chiedo io quando noto che non aggiunge altro. -Sono un demone solo per metà.- mi spiega allora lui:-Per l'altra metà... sono un angelo. Diciamo che sono un bastardo. Lo guardo a bocca aperta, è davvero possibile una cosa del genere? Diamine, di cosa mi stupisco? Demoni ed angeli esistono e chi lo sa quante altre cose ci sono di cui non conosco l’esistenza e mi stupisco di una cosa del genere? -Mia madre era una demone e mio padre un angelo. Il loro è stato un amore proibito. In casi come questo, gli angeli vengono puniti con l'esilio dal Paradiso ed i demoni uccisi, di solito torturati fino alla morte. Nel caso abbiano dei figli... anche loro vengono uccisi perché temuti.- sussurra con lo sguardo spento rivolto al suolo. -Per quale ragione uccidere dei bambini innocenti?- gli domando incredula. -Gli ibridi, i mezzi demoni e mezzi angeli come me, sono più forti e pericolosi dei demoni o degli angeli. Basterebbe un piccolo manipolo di ibridi per minacciare gli Inferi e l’egemonia del Sovrano, quindi i demoni preferiscono risolvere il problema alla radice. Gli angeli, invece, si limitano a guardarci con disprezzo, a vederci come degli esseri contro natura.- mi spiega lui. -Allora... tu? -I miei genitori hanno fatto un patto con... con Lucifero. Non hanno nemmeno tentato di scappare, hanno offerto la loro vita per la mia e, quando sono cresciuto, il Re dei demoni mi ha costretto a giurargli fedeltà eterna. Io sono una specie di esperimento, vuole capire se si può fidare di quelli come me e se può... usarci.- risponde chiudendo gli occhi e volgendo il viso verso il cielo. Rimango immobile ad osservarlo stupefatta, non avrei mai detto che dietro la sua solita espressione sfrontata ed il suo sorrisetto malizioso si potesse nascondere una storia simile. -Io... io... Quindi i tuoi genitori non... non ci sono più.- sussurro sconvolta. Deve aver sofferto molto... -Non rattristarti, in fondo non li ho nemmeno conosciuti, non ho ricordi di loro.- sussurra riaprendo gli occhi e fissandomi intensamente con i suoi smeraldi:-E invece la tua famiglia? Ho sentito che non hai più tuo padre... come mai? -Mia madre dice che se ne è dovuto andare per cause di forza maggiore, aveva dei doveri a cui adempiere, ma io penso che ci abbia semplicemente abbandonate. Non sarebbe il primo uomo a lasciare una donna incinta e nemmeno l’ultimo.- sussurro torturandomi le mani. Non mi piace parlare di lui, mi fa star male, ma Shawn con me si è aperto e mi ha parlato, mi ha raccontato della sua famiglia... ed il minimo che possa fare è parlargli di me. Soprattutto perché il mio dolore, paragonato a quello che sicuramente prova lui, non è niente. Io almeno ho ancora una madre che mi ama e non sono stata costretta a giurare fedeltà a nessuno. -Mia madre dice sempre che quando sarà il momento tornerà, ma io non voglio averci nulla a che fare, per me ormai non è nessuno. Se tornasse davvero, dovrebbe vedersela con il mio lato peggiore.- sussurro malinconica e con gli occhi lucidi per l'emozione. Se mi dovessi ritrovare davanti mio padre in realtà non saprei come reagirei... Probabilmente lo abbraccerei e poi lo allontanerei a calci e pugni. Ci ha abbandonate e mia madre ha dovuto crescermi da sola. Come potrei mai perdonarlo? -Tu hai un lato peggiore di quello di sempre?- mi domanda con tono nuovamente scherzoso, inarcando un sopracciglio con un ghigno divertito sulle labbra. Apprezzo il fatto che stia cercando di tirarmi su di morale ed in parte ci sta anche riuscendo. Più lo conosco e meno mi sembra essere quel ragazzo superficiale e narcisista che vuole apparire. -Sai, so che voi umani...- inizia socchiudendo gli occhi serio:-...soffrite il solletico. Anche tu? Appena capisco le sue intenzioni cerco di allontanarmi da lui, ma non sono stata sufficientemente rapida e lui riesce a bloccarmi afferrandomi per i gomiti mentre mi dimeno per liberarmi. -Ora preparati, è la tua fine.- sussurra al mio orecchio per poi iniziare a farmi il solletico sui fianchi con una mano, mentre con l’altra mi impedisce di allontanarmi. Subito inizio a ridere e ad urlare come una pazza, mentre lui pare molto divertito dalla mia reazione. -Stupido! Lasciami!- esclamo tra una risata e l’altra, non riuscendo però ad ottenere quanto desiderato. -Perché dovrei smetterla quando ti stai divertendo così tanto? E poi, sai quante ucciderebbero per essere al tuo posto e farsi toccare da me.- si vanta lui con orgoglio. Ed eccolo di nuovo qui, lo Shawn vanesio. -Il tuo ego è smisurato! -Dico solo la verità!- ribatte lui smettendo finalmente di farmi il solletico e allentando la presa sul mio gomito. -Ma smettila!- ribatto riprendendo fiato e colpendolo con un debole debole schiaffo sul braccio. Lui mi sorride e dice:-Ormai il pullman lo abbiamo perso, che ne dici di fare la strada insieme a piedi? Sempre meglio che stare seduti alla fermata ad aspettare. E finalmente, dopo settimane, non temo più di percorrere quelle strade desolate verso casa. Ci mettiamo subito in marcia e per tutto il viaggio chiacchieriamo e scherziamo come due comunissimi amici, come se non ci fosse nulla di strano, come se angeli e demoni non esistessero. Con lui mi sono veramente sbagliata, l’ho giudicato troppo in fretta all’inizio. -Principessa, eccoci davanti alla sua dimora.- dice il rosso con voce solenne quando arriviamo davanti alla porta di casa mia e nel mentre si inchina. -La ringrazio per avermi accompagnato, mio prode cavaliere.- rispondo stando al gioco e porgendogli la mano, che prende nella sua e sfiora poi con le labbra. -È stato un piacere.- sussurra e subito dopo scoppiamo entrambi a ridere. -Grazie per avermi accompagnata, ci vediamo domani! Ciao!- esclamo per poi dargli un bacio sulla guancia ed entrare in casa, lasciandolo sulla soglia di casa con un’espressione esterrefatta sul volto. -Mamma, sono a casa!- esclamo appena entro e quando la incrocio in corridoio mi getto subito tra le sue braccia. -È andato tutto bene a scuola?- mi domanda quando ci separiamo dall'abbraccio. -Sì, tutto bene, sono solo un po' stanca.- rispondo io e lei annuisce comprensiva. -Ti ho lasciato il pranzo in frigorifero, ora stavo giusto uscendo per andare al lavoro. Mi raccomando, chiuditi in casa e fai attenzione.- mi avvisa lei prima di baciarmi la fronte e dirigersi verso la porta di ingresso.
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