-Non ci credo!- urla la mia amica incredula e guardandomi con gli occhi spalancati.
-Roxy, calmati, ma che ti prende?- le domando perplessa dalla sua esagerata reazione.
Incredibilmente oggi siamo arrivate in classe in anticipo, evento più unico che raro, ed io ne ho approfittato per raccontarle brevemente quanto successo ieri pomeriggio, a partire dalla conversazione con Samantha e poi quella con Damien, terminando infine con l’intervento di Shawn.
-Secondo me c'è sotto qualcosa, Shawn parla con le ragazze solo per portarsele a letto... Mi raccomando, devi rifiutarlo! Lui non sa affezionarsi alle persone, non ha cuore!- mi avverte la mia amica incrociando le braccia al petto con un’espressione indispettita. Deve proprio esserci rimasta male per come sono andate le cose con il rosso...
-Non penso sia interessato a me in quel modo...- sospiro io scuotendo la testa:-Si è comportato più come un amico, aveva un atteggiamento quasi fraterno.
La mia amica mi guarda incredula, come se l’avessi appena tradita, e socchiude la bocca per ribattere, ma prima che possa farlo vediamo una chioma rossa spuntare all’ingresso della classe e Shawn, con un sorrisetto sulle labbra, si avvicina a lui appena ci vede.
-Hey bellezze! Parlavate per caso di me?- domanda lui tronfio ed io non posso fare a meno che roteare gli occhi al cielo.
-Non sei mica al centro dell’attenzione, razza di stupido narcisista!- risponde Roxy inacidita.
-Non negarlo, io ho un ottimo udito...- ribatte Shawn facendole l’occhiolino e poi, rivolgendosi a me, sorridendo aggiunge:-Buongiorno principessa, tutto bene?
Lancio subito una rapida occhiata alla mia amica, temendo l’esplosione dell’ira della mia amica, invece vedo Roxy con la bocca e gli occhi spalancati, disorientata da quanto sta accadendo.
-Sì, tutto bene.- mi affretto allora a rispondere io, sperando di riuscire a cambiare rapidamente argomento, ma Roxy me lo impedisce avvicinandosi al rosso ed appoggiandogli una mano sulla fronte, confondendo sia me sia Shawn.
-Hey, rosso, hai per caso la febbre?- gli domanda lei e lui rotea gli occhi al cielo allontanando la sua mano con un leggero schiaffo. I due iniziano a bisticciare come due bambini che discutono per chi debba mangiarsi l’ultima caramella, sembrano come cane e gatto ma conoscendo la mia amica, so che si comporta così solo perché è rimasta ferita dal ragazzo e questo perché si era presa davvero una gran bella cotta...
-Sicura che vada tutto bene, biondina?- domanda qualcuno alle mie spalle interrompendo il flusso dei miei pensieri e, inconsapevolmente, trattengo il fiato. Sento il cuore martellarmi nel petto e le mie ginocchia tremare, mentre nel mio cervello c’è solo una parola a caratteri cubitali: SCAPPA.
-Che cos’hai, angioletto? Mi sembri un po’ rigida...- continua il corvino spostandosi al mio fianco e tenendo i suoi occhi scuri puntati su di me. Shawn e Roxy smettono all’istante di battibeccare e la mia amica si paralizza sul posto, evidentemente terrorizzata quanto me.
-Sebastian... L’aula si sta riempiendo di studenti...- gli fa notare Shawn guardando il corvino con aria allarmata, aspettandosi probabilmente qualche azione sconsiderata da parte sua.
-Non trattarmi come uno stupido, mezzo pennuto. So come devo comportarmi, non oserei mai alzare un dito con così tanti ficcanaso in giro.- ribatte Sebastian linciando il rosso, che subito abbassa lo sguardo verso il pavimento in segno di sottomissione. Damien me lo aveva già detto la sera in cui mi ha salvata che il corvino è un pezzo grosso, lo ha praticamente definito come un figlio adottivo di... di Lucifero e questo lo rende praticamente un Principe. E se anche Shawn e Damien lo temono, io che sono una semplice umana che speranze ho di uscirne viva ora che sono diventata la sua preda?
Sebastian mi osserva ancora per alcuni istanti e poi, senza dire una parole, si allontana per andare a sedersi al suo posto.
-Tu... tu sei più forte di lui, non è così? Non è per questo che volevano ucciderti?- domando dopo diversi attimi di silenzio con un filo di voce.
-Per ora sì, ma non ancora per molto, soprattutto se non sarò in grado di padroneggiare a pieno le mie abilità.- sussurra lui come se stesse parlando tra sé e sé.
-Cosa intendi dire?- domando allarmata voltandomi verso di lui.
-Diciamo che il nostro potere è ancora acerbo, siamo ancora giovani e la nostra forza cresce con noi. Infatti, i demoni, o anche gli angeli, più potenti smettono di invecchiare abbastanza presto, questo perché le loro capacità sono straordinarie e maturano in fretta. Lui... lui diventa sempre più forte, giorno dopo giorno, e riesce ad utilizzare le sue abilità al meglio, mentre io come mezzosangue faccio fatica a controllare i miei poteri.- mi risponde lui sospirando e, con un cenno di saluto della mano, esce dalla classe.
-Astrid, dobbiamo ancora trovare un modo per... contrastarlo. E dobbiamo sbrigarci, mi sembra che la situazione si stia facendo sempre più pericolosa.- sussurra Roxy guardandosi intorno circospetta e spaventata, come me del resto.
-E come facciamo?- domando senza riuscire a non far trasparire la mia preoccupazione dalla voce:-Non sappiamo nemmeno quali fonti siano attendibili ed al primo passo falso siamo morte. Cos’hai intenzione di fare? Usare dell’acqua santa? O trascinarlo di peso in una Chiesa? Sebastian ci ucciderebbe senza nemmeno lasciarci il tempo di provarci.
-Dovremo usare l'astuzia.- risponde Roxy fissando qualcosa alle mie spalle e subito mi volto, vedendo Damien sulla soglia.
-Useremo lui come cavia.- aggiunge la mia amica mentre il soggetto in questione si dirige con passo felpato al suo banco senza degnare nessuno di uno sguardo.
-Sei matta? Non credere che lui sia meno pericoloso di Sebastian. Forse non ha intenzione di farci del male, ma di certo non ci permetterà di fare ciò che vogliamo, soprattutto se la nostra intenzione è quella di trovare un modo per uccidere quelli come lui!- sibilo guardandola come se fosse matta:-Mi sembra più saggio rivolgerci a Shawn, finora lui è stato l’unico a parlare sinceramente e a rispondere a tutte le mie domande.
-Astrid, non possiamo più fidarci ciecamente di nessuno, devi ricordarti che Shawn è pur sempre uno di loro. Non possiamo fidarci nemmeno di Samantha, anche se ti ha detto di essere un angelo.- mi risponde spazientita e ed io sospirando sonoramente, consapevole del fatto che ha ragione. Conoscere meglio Shawn ed avvicinarmi così tanto a lui mi ha quasi fatto dimenticare a chi ha giurato fedeltà, anche se era solo un bambino ed era solo costretto.
D’un tratto il suono della campanella, oltre ad avvisarci dell’inizio della prima lezione, ci sfonda i timpani e noi andiamo a sederci a nostri posti. Per tutto il tempo, però, non sono riuscita a concentrarmi e non solo a causa delle mie preoccupazioni riguardo a Sebastian, ma anche perché sento costantemente lo sguardo penetrante di Damien puntato addosso e non posso fare a meno che sentirmi tesa. Più volte, voltando leggermente la testa di lato per guardarmi alle spalle, ho incrociato il suo sguardo gelido e mai lui ha smesso di fissarmi.
-No! Assolutamente no! Roxy, te lo puoi scordare!- esclamo guardando male la mia amica. Posso ufficialmente constatare che è pazza.
-Dai! Ti prego!- mi supplica ancora lei ed io la guardo male. Non posso credere alle mie orecchie, non può averlo detto seriamente! Vero?
-Anche se accettassi, e ti garantisco che non lo farò, non funzionerebbe.- dico sbuffando mentre lei mi fa gli occhi da cucciolo di cane bastonato, cercando di farmi cedere, ma questa volta non l’avrà vinta.
Vuole che io distragga Damien e che gli faccia dire come neutralizzare i poteri dei demoni, come se una cosa potesse sfuggirgli così alla leggera in una normale conversazione. Inoltre il demone sembra sempre in guardia in mia presenza, non si lascerebbe mai sfuggire nulla, l’idea di Roxy è semplicemente irrealizzabile ed io non capisco perché non voglia renderse conto. Tanto vale chiedere a Shawn, abbiamo più probabilità di scoprire la verità e, nel caso non volesse dirci nulla, almeno non rischieremmo di morire di una morte violenta. La mia amica però è troppo cocciuta e rancorosa e non vuole nemmeno lontanamente considerare l’opzione di rivolgersi al rosso, sebbene sia quella più sensata e sicura.
-Andiamo, sono convinta che tu ce la possa fare!- insiste ancora lei.
-Chiediamolo a Shawn!- ribatto esasperata.
-No!- sbotta guardandomi come se l’avessi appena tradita:-Non ho la minima intenzione di chiedere qualcosa a quel pervertito! Non voglio essere in debito con lui, quindi tu dovrai riuscire a ricavare qualche informazione da Damien. Accidenti, non hai notato che oggi ti ha fissato per tutto il tempo? Qualcosa vorrà pur dire, non pensi?
Mi tornano subito alla mente le ore di lezione in cui continuavo ad osservarlo con la coda dell'occhio ed ogni volta incrociavo i suoi occhi, fissi su di me. Non ho capito il motivo del suo strano comportamento, ma è stato... inquietante.
-E se invece non funzionasse? Insomma, magari lo faccio solo arrabbiare e questo peggiorerebbe la nostra situazione già abbastanza precaria, penso che Sebastian basti e avanzi come minaccia, non c’è bisogno di inimicarsi anche Damien.- sospiro io:-Inoltre, hai preso un grande abbaglio, se continuava a fissarmi probabilmente è perché adesso non sono proprio la persona a lui più simpatica, diciamo che abbiamo avuto delle... divergenze. Non posso permettermi altri passi falsi con lui.
-Se hai così tanto timore che possa farti qualcosa, basta che stiate in un posto pieno di gente ed ora, se hai notato, gran parte degli studenti è nel piazzale ad aspettare l’arrivo degli autobus. Ormai ne abbiamo la certezza, non vogliono attirare troppo l’attenzione, quindi non ti farà nulla per il momento. Al poi penseremo. Ti prego Astrid, proviamoci. Ricordati che è stato lui a dirti dell'esistenza dei demoni, a salvarti da Sebastian, forse ci aiuterà. E ti prometto che nel caso non funzionasse, andremo subito da Shawn. Almeno tentiamo però.- insiste lei ed io non riesco più a dirle di no.
-E va bene...- sospiro e lei sorride soddisfatta prima di stritolarmi in un abbraccio, come se non dovessimo più rivederci... Meglio non avere certi pensieri adesso, anche se so già che mi pentirò di aver accettato.
-Damien sta uscendo ora dal cancello, raggiungilo e in fretta!- esclama la mia amica dandomi una spinta e, dopo aver preso coraggio, a passo veloce mi avvio verso Damien che si sta avviando verso il retro della scuola. Devo impedirgli di raggiungere un posto isolato, devo farlo restare qua, alla vista di centinaia di occhi.
-Damien!- lo chiamo io cercando di attirare la sua attenzione, ma lui non accenna nemmeno a fermarsi. Che sia diventato sordo all'improvviso? Quel maledetto lo sta facendo apposta!
-Damien!- lo richiamo correndogli incontro e posizionandomi davanti a lui per bloccargli il passaggio. Lui si ferma e mi guarda inarcando un sopracciglio:-Che cosa vuoi?
-Volevo sapere come stai. Non mi hai rivolto la parola per tutto il giorno. E sì, ecco, volevo assicurarmi che andasse tutto bene...- dico la prima cosa che mi passa per la testa cercando di apparire il più naturale possibile, fallendo però miseramente.
-Ma davvero?- mi domanda lui sospettoso.
-Ehm... sì?!- rispondo con un sorriso imbarazzato e poco convinto. La mia sembra più una domanda che una risposta e, senza che potessi farci nulla, ho alzato la voce più di quanto volessi.
-Fai pietosamente schifo a mentire, a te non importa che io non ti abbia parlato, dunque cosa vuoi?- ribatte lui inchiodandomi con lo sguardo, cercando di capire le mie vere intenzioni, ed io mi sento come se potesse leggermi nel pensiero, come se fossi totalmente esposta davanti a lui.
-Ed immagino che la tua amichetta sia là dietro perché siete in combutta, vero?- domanda poi facendo un cenno del capo verso Roxy, che ad un centinaio di metri dietro di lui sta facendo finta di guardare il cellulare, anche se persino io mi rendo conto che ci sta osservando.
-Cos’è, mi temi così tanto da portarti dietro la scorta? Fossi in te, però, mi porterei dietro qualcuno di più abile e forte, magari il rosso, ho notato che ormai siete diventati grandi amici.
Io subito abbasso la testa e, nervosa, ritento con un altro approccio:-Ecco... non so, ti andrebbe di fare due passi?
Non so davvero come comportarmi, non riesco a fingermi calma e normale, come potrei dopo tutto quello che successo? Anche se è stato lui a salvarmi, mi ha anche terrorizzata a morte urlandomi addosso. Come posso passarci sopra così facilmente quando so benissimo di cosa sarebbe capace?
Non riesco a non pensare costantemente a ciò che è, un demone. E dopo quanto mi ha detto Samantha, non posso che temerlo ancora di più.
-Dipende, la tua guardia del corpo deve seguirci dappertutto? Mi sembra che tu non abbia molta voglia di stare in mia compagnia.- evidenzia lui.
-No... no, ti sbagli.- balbetto io e mi affretto a fare a Roxy un segno con la mano per invitarla ad allontanarsi. Lei inizialmente aggrotta le sopracciglia e scuote la testa contrariata, ma quando insiste la vedo pestare i piedi e poi voltarsi e dirigersi verso il piazzale dove ci sono gli altri studenti.
-Bene.- dice alla fine Damien, che per tutto il tempo ha continuato a tenere gli occhi su di me, e poi inizia a camminare verso la strada che passa di fronte alla scuola. Io lo seguo subito, anche se ogni passo che facciamo significa allontanarsi sempre più dalla scuola e da qualunque altra persona.
-Ora vuoi dirmi cosa vuoi? Ti interessa forse sapere qualcosa?- mi domanda fermandosi all’improvviso, quando ormai il piazzale gremito di studenti è abbastanza lontano da impedire a chiunque di interromperci. O di venire in mio soccorso nel caso accadesse qualcosa...
La sua occhiata glaciale mi fa irrigidire sul posto, come se mi avesse pietrificata. Come fa a capire così facilmente le mie intenzioni? È come se fossi un libro aperto, ma a quanto pare sono negata nell’estorcere abilmente informazioni alle persone senza che queste se ne rendano conto. Roxy mi ha sopravvalutata, e parecchio.
-Non fare quella faccia tanto sorpresa, fai schifo a mentire. Quindi riempimi di domande come tuo solito, prima lo fai e prima ti levi dai piedi.- borbotta poi lui quando nota che rimango in silenzio.
-Io... no, ehm... nulla, non ho nessuna domanda. Ciao.- rispondo presa dal panico di essere stata smascherata così in fretta e mi volto per andarmene, ma prima che riesca ad allontanarmi lui mi afferra un polso, stringendolo con forza ed impedendomi di fare un altro solo passo.
Subito mi irrigidisco e cerco di liberarmi, ma mi blocco quando sento la voce del demone dire:-Tu e la tua amica dovreste fare più attenzione quando parlate, noi abbiamo un buon udito. E un altro suggerimento, smettetela con le vostre stupide ricerche, voi non potete fare nulla.
E con la stessa velocità con cui ha stretto la sua mano intorno al mio polso, mi lascia libera. Senza nemmeno voltarmi inizio a correre verso il piazzale, il cuore che palpita ed il respiro accelerato. Quando mi ha afferrata ed io non sono riuscita a liberarmi... Il mio corpo in quel momento è stato invaso dalla paura, per un attimo mi è sembrato di rivivere la sera in cui Sebastian mi ha attaccata in camera mia e mi ha portata nel bosco.
-Quindi? Scoperto qualcosa?- mi domanda Roxy non appena la raggiungo, un’espressione allarmata sul volto.
Scuoto la testa e mentre cerco di recuperare il fiato rispondo:-Mi ha scoperta praticamente subito, non mi ha detto nulla di utile. Te lo avevo detto che non avrebbe funzionato!
-E allora come facciamo a scoprire come neutralizzare i demoni?- domanda pensando a voce alta mentre si tortura le mani con gli occhi persi nel vuoto e la fronte corrugata.
-Semplice, non potete, te l’ho appena detto. Prima mi cerchi per farmi delle domande e poi non mi ascolti quando ti rispondo, in questo modo non andrai da nessuna parte.
Entrambe sussultiamo e ci voltiamo verso la mia sinistra, trovando Damien a pochi passi da noi, nessuna delle due si era accorta che mi aveva seguita e che si era avvicinato così tanto.
-Perché? Cosa intendi dire?- domanda Roxy guardandolo ora con diffidenza.
-I mortali non possono fare nulla a quelli come noi, solo gli angeli ci possono uccidere e viceversa. Voi, anche se ci attaccaste con coltelli o pistole, provochereste solo ferite che guarirebbero subito e che ci farebbero solo incazzare, quindi ve lo sconsiglio. La cosa più sicura che potete fare è fare le brave e stare tranquille.- spiega allora Damien, anche se di nuovo i suoi occhi sono fissi su di me mentre mi studia attentamente.
-Oh...- sussurra la mia amica guardando prima il demone e poi me:-E come possiamo stare tranquille quando il primo a minacciarci è Sebastian? Noi stiamo solo cercando un modo per difenderci!
-Non potete difendervi, non da sole care mie.- si intromette una voce alle nostre spalle e subito riconosco il proprietario, Shawn, che ha sempre il vizio di apparire all’improvviso e farmi sobbalzare. A quanto pare è una cosa comune tra i demoni...
-Quindi dovremmo semplicemente subire? Io non voglio perdere Astrid per uno stupido capriccio di Sebastian! Io voglio proteggerla!- esclama Roxy con voce sempre più alta e le lacrime agli occhi, attirando l’attenzione di alcuni studenti non troppo distanti da noi.
Da quando è iniziata tutta questa storia, è la prima volta che manifesta così apertamente la sua preoccupazione nei miei confronti. Finora mi sono stupidamente concentrata solo su di me, senza però pensare a quanto potesse essere stressante tutto ciò per lei. Così come io voglio proteggerla, anche lei vuole fare altrettanto.
-Perché noi ci lasciate in pace!- sbotta Roxy e Shawn, in un lampo, le si avvicina e con un braccio le cinge la vita per impedirle di muoversi e con l’altra mano le tappa la bocca.
-Smettila di urlare, stanno iniziando a guardarci tutti.- sibila il rosso cercando di tenere ferma la mia amica, che in risposta inizia a dimenarsi con maggiore foga, assestando nel mentre diverse gomitate contro il petto del ragazzo.
-Fai calmare la tua amica, direi che ha dato già abbastanza spettacolo.- ringhia Damien rivolto a me e subito mi avvicino a Roxy, prendendo una sua mano tra le mie.
-Ora calmati, così non andiamo sicuramente da nessuna parte.- le dico e lei, anche se controvoglia, mi ascolta e smette di opporre resistenza.
-Dobbiamo parlare di una cosa.- spiega Shawn guardandomi seriamente e subito capisco che, di qualunque cosa si tratti, è importante. Non l'ho mai visto così serio se non quando mi ha detto la verità sulla sua natura di ibrido.
-Di... di che cosa?- domando deglutendo a fatica.
-Di te.- risponde Damien inchiodandomi ancora una volta con i suoi occhi scuri e questa volta rimango come incantata, senz riuscire a distogliere lo sguardo.
-Dobbiamo parlare in privato.- specifica Shawn fissando Roxy, la quale reagisce immediatamente esprimendo il proprio disappunto.
-Non lascio la mia amica sola con voi due! Siete dei soggetti pericolosi di cui non mi fido per nulla!- sbotta la ragazza e le espressioni dei due demoni si induriscono, in particolar modo quella di Damien. Non voglio mettere in pericolo la mia amica e so per certo che quei due l'allontanerebbero con la forza se necessario.
-Roxy, ti prego, vai... Andrà tutto bene, Shawn ha detto che dobbiamo solo parlare.- tento di rassicurarla io, anche se sono la prima a non volermi allontanare da lei.
-Ma...- inizia a protestare Roxy ed io la blocco all’istante scuotendo la testa. Sospirando, la mia amica recepisce il messaggio e dopo avermi stritolato in un altro abbraccio, si allontana con riluttanza dirigendosi verso gli altri studenti.
-Quindi? Di cosa dovremmo parlare?- domando io quando i due rimangono in silenzio, limitandosi semplicemente a fissarmi.
-Si tratta del tuo sangue.- si decide finalmente Damien a parlare.
Aggrotto le sopracciglia, adesso ancora più confusa di prima:-Come, scusa?
-Il tuo profumo aumenta ogni giorno di più, Sebastian ha... Lasciamo perdere, il punto è un altro. Hai un odore diverso.- aggiunge criptico.
-Ma... io non metto il profumo, uso solo il deodorante. E poi, esiste una cosa chiamata doccia in cui di solito ci si lava con il sapone per non puzzare. Mia madre avrà cambiato sapone o shampoo, non so di cosa tu stia parlando.- ribatto ovvia, ottenendo però una sonora risata da parte del rosso ed un sorrisetto da Damien.
-Intendiamo il profumo del tuo sangue, un odore che nessun sapone o shampoo può mascherare. È il tuo odore.- specifica Shawn tornando serio.
-Il sangue?- domando scettica.
-Esatto. Noi abbiamo dei sensi più sviluppati dei semplici umani e riusciamo a percepirne l'odore. In questo modo riusciamo anche a capire le emozioni delle persone, quando sono stressate, spaventate, felici, tristi.- mi spiega il demone:-Per questo Sebastian ti ha voluto spaventare tanto, a lui piace il profumo della paura.
Ripenso a tutto quello che ho vissuto nelle ultime settimane, al tormento che mi ha dato il corvino, alla tremenda paura che mi suscitava la consapevolezza che qualcuno mi osservava, mi seguiva... Deve essergli piaciuto molto perseguitarmi visto per quanto tempo lo ha fatto.
-Sia chiaro, con quello che vogliamo dirti non vogliamo del tutto sconvolgervi la vita... Ma sai, penso sia meglio informarti ora prima che tu venga a scoprirlo in modi ben più spiacevoli... e...- inizia a divagare Shawn, ma Damien lo interrompe bruscamente:-Smettila con questi stupidissimi giri di parole, dillo e basta!
-Astrid, non sei un'umana normale.- dice alla fine il rosso.
A quel punto osservo entrambi con la bocca spalancata dalla sorpresa alla ricerca di un qualunque indizio che mi faccia capire che è solo uno scherzo, ma non trovano nulla, sembrano serissimi.
-Non... non sto capendo...
Damien sbuffa spazientito ed appoggiandosi ad una macchina parcheggiata a bordo strada dice:-Sei solo per metà un’umana, per l'altra metà o sei demone o... angelo. Non lo sappiamo, ma il tuo odore è diverso da quello dei comuni umani e sta diventando sempre più forte giorno dopo giorno, questo spiegherebbe anche perché Sebastian si comporta in questo modo con te, deve aver percepito per primo qualcosa di differente.
-Cosa? No, non può essere!- esclamo incredula.
-E invece sì. Credo che la nostra presenza qui stia risvegliando la... tua parte non umana. E questo potrebbe metterti ancora più in pericolo.- mi risponde Shawn cingendomi le spalle con un braccio in modo protettivo.
-Sembri un melenso angelo.- commenta Damien guardando il rosso con disprezzo.
Shawn lo ignora e, rivolgendosi a me con un sorriso, dice:-Ci penseremo noi due a te.
A queste parole concentro subito il mio sguardo allibito su Damien, che si volta di lato per evitare il contatto visivo:-Solo perché mi ha costretto.
Mi faccio sfuggire un debole sorriso, nonostante il suo caratteraccio e la facciata da insensibile, sotto sotto sembrerebbe avere un cuore caldo che batte. Forse ho davvero sbagliato a giudicarlo, forse sono stata troppo dura e severa con lui quando sono scappata dopo che mi aveva salvata e quando gli ho urlato addosso.
-Grazie...- sussurro mentre dentro la mia testa continuano a ripetersi le loro parole, io non sono completamente umana. Com’è possibile? Mia madre, per quanto sia straordinaria, è una donna comune. Che riguardi forse mio padre?
-Ora io devo andare, ho degli impegni con Sebastian. Tu rimani con Damien.- mi dice Shawn salutandomi frettolosamente con la mano mentre si allontana.
-Vedi di non scappare come l’ultima volta. Ora andiamo.- borbotta lui iniziando a camminare ed io, ancora reticente, lo seguo. Perché dovrei rimanere con lui? Teoricamente sono al sicuro per il momento, Sebastian è occupato con Shawn, quindi posso stare a casa mia finché il rosso sarà con lui.
-Non posso tornare a casa?- domando con un filo di voce e lui mi osserva da sopra la spalle, voltando leggermente il capo di lato.
-Non per il momento. Noi non siamo gli unici demoni o angeli qui fuori, ce ne sono altri, e chiunque potrebbe essere una minaccia per te, soprattutto ora che il tuo odore è sempre più forte e ti rende più facile da rintracciare. Devi imparare a difenderti, posso insegnarti a farlo.- ribatte lui per poi afferrarmi un polso e strattonarmi per farmi camminare più velocemente mentre ci addentriamo nella boscaglia.
Dopo qualche minuto si ferma e mi lascia finalmente il polso, che subito massaggio a causa del bruciore, poteva anche stringere con meno forza...
Siamo in mezzo al bosco, con gli alberi che ci circondano mentre il suolo è ricoperto da fango e foglie con le sfumature dal giallo al marrone. Nessuno è nei dintorni, ci siamo solo io ed il demone di fronte a me.
-Chiudi gli occhi.- mi ordina Damien all'improvviso.
-Perché?- ribatto nervosa.
Gli occhi del demone diventano rossi e feroci in un attimo:-Chiudili se non vuoi che te li tolga direttamente.
Scandisce ogni singola parola con molta calmi e la mia spina dorsale viene percorsa da un brivido. Obbedisco senza ulteriori obiezioni ed all'istante mi sento ancora più disorientata e persa. Mi sembra quasi che sia calata la notte all’improvviso e non poter vedere Damien, che sa abilmente muoversi senza fare rumore, mi inquieta. È vero che sto lentamente cambiando idea sul suo conto, ma non mi fido ancora ciecamente di lui.
-Concentrati su quello che ti circonda, ma tieni gli occhi chiusi.- dice Damien ora alle mie spalle ed io sobbalzo, colta di sorpresa.
-Sento solo freddo. Ora mi spieghi cosa stiamo facendo?- gli domando voltandomi verso la direzione da cui proveniva la voce.
-Un piccolo esercizio.- risponde il demone alla mia destra ed io cerco di seguire i suoi movimenti, resistendo a stento alla tentazione di aprire le palpebre.
-Per quale ragione?- domando perplessa, ma lui non mi risponde. Subito entro nel panico, se ne è andato? Mi ha abbandonata qui?
Riapro allora gli occhi, ma davanti a me vedo solo alberi, faccio allora per voltarmi quando d’un tratto un braccio si stringe intorno alla mia gola e mi sento strattonata all’indietro, finché la mia schiena non aderisce contro il petto di quello che penso sia Damien. Tento di oppormi e di liberarmi della sua presa, ma la morsa si stringe intorno al mio collo ed io fatico sempre più a respirare mentre il panico cresce rapidamente dentro di me.
Sento il suo caldo fiato sul collo e le sue labbra a pochi millimetri, non ho bisogno di vederlo per capire che adesso i suoi occhi sono rossi come il sangue ed i suoi canini affilati sporgono dalla bocca. Inizio a dimenarmi con più foga, stringendo le mani sul suo avambraccio per fargli mollare la presa mentre con i piedi scalcio colpendolo sugli stinchi, ma ogni mio tentativo è vano.
-Tutto qui?- sussurra lui ora accanto al mio orecchio:-Sei morta.
Il cuore scalpita nel petto mentre con il poco fiato che mi rimane in gola urlo. Non so nemmeno per quale ragione, urlare serve a ben poco per liberarmi, ma mi viene istintivo, in questo momento è la paura a guidare le mie azioni.
In una frazione di secondo, però, accade qualcosa che non mi sarei mai aspettata, un tiepido calore si sprigiona dal mio corpo e sbalza lontano da me Damien, che con la schiena va a sbattere contro il tronco di un albero. Sembra quasi... la stessa cosa accaduta nel mio incubo, quando Sebastian è stato sbalzato via un momento prima di attaccarmi.
Lentamente il calore che mi circonda svanisce lasciandomi dentro una voragine fredda e desolata. Inizio a tremare e a sentirmi molto debole, ho le palpebre pesanti e faccio fatica a tenerle aperte, non riesco nemmeno a rimanere in piedi. Alla fine crollo a terra come un peso morto e svengo.
-Quindi il tuo piano ha funzionato?- sussurra quella che mi sembra essere la voce di Shawn.
-A quanto pare sì, è bastato spaventarla un po’, anche se non mi aspettavo che riuscisse a scatenarsi così tanto. Ora almeno sappiamo cos'è in realtà.- risponde Damien mentre riacquisto progressivamente conoscenza. Non riesco a capire cosa stia succedendo adesso, se non ricordo male il rosso se ne era andato ed io ero rimasta sola con il debole dai capelli bianchi. Delle immagini sconnesse, come dei flash, appaiono veloci davanti ai miei occhi e mi sembra quasi che la testa mi stia per scoppiare. Mi metto allora a sedere aprendo gli occhi per guardarmi intorno.
Riconosco quasi subito il posto, è la stanza della casa abbandonata dove Damien mi aveva detto di dormire tempo fa. Io sono sul materasso che è a terra e seduto accando a me c’è Shawn, mentre l’altro demone è in piedi appoggiato con la schiena contro la parete vicino alla porta della camera.
-Cos’è successo?- domando stringendomi la testa dolorante tra le mani.
-Hai usato i tuoi poteri dopo che ti ho attaccata. Poi, probabilmente per lo sforzo, hai iniziato a delirare, allora ti ho portato qui ed sono andato a recuperare Shawn.- mi spiega Damien.
-I... miei poteri? Ah, giusto, non sono totalmente umana...- borbotto con la mente ancora annebbiata:-Però come ho fatto ad usarli? Non sapevo nemmeno di possederli...
-È stato il tuo istinto a fare tutto, ti sei sentita minacciata ed hai reagito.- risponde ancora Damien.
-Ed ora noi dobbiamo insegnarti ad usare i tuoi poteri quando vuoi, così potrai proteggerti da sola.- aggiunge Shawn con tono rassicurante.
Mi sembra tutto così... strano e surreale. Allora non si stavano sbagliando? Non sono una semplice umana, non totalmente, sono come Shawn, un ibrido... E sospetto sempre più che sia dovuto a mio padre, quindi lui era un demone? O forse un angelo? Mia madre lo ha mai saputo? Ma allora perché tenermelo nascosto per tutto questo tempo?
-Cosa sono in realtà?- domando osservando i due.
Damien, con un’espressione di disgusto, risponde:-Sei per metà umana e per l'altra metà un angelo.