Amicizia

4684 Parole
-Che cosa?!- esclamo ancora incredula. -Hai capito bene. Anche a noi sembrava strano dati i tuoi comportamenti poco... angelici. Probabilmente per tutto questo tempo la tua parte umana ha avuto il sopravvento, ma le cose cambieranno quando i tuoi poteri si sveglieranno del tutto.- mi risponde Damien distogliendo lo sguardo. -Tua madre è umana, giusto?- mi domanda allora Shawn ed io annuisco ancora stordita per la scoperta appena fatta. Non è possibile che mia madre possa essere un angelo ed essere riuscita a nascondermelo per tutto questo tempo. -Allora tuo padre è un angelo e vi ha lasciate per andare in Paradiso e seguire i propri doveri. Nessuno ti è venuto a cercare, quindi finora non si sapeva nemmeno della tua esistenza, altrimenti tuo padre sarebbe stato esiliato.- conclude il rosso appoggiandomi una mano sul braccio in un gesto di conforto. -Shawn, già non avremmo dovuto offrirci di aiutarla prima, quando sapevamo che è una mezzosangue, ma ora che abbiamo la certezza che dentro di lei scorre sangue angelico, dovremmo evitare ogni sorta di coinvolgimento.- sbotta Damien con rabbia. -Damien, ti sbagli, non possiamo abbandonarla a se stessa, altri demoni potrebbero attacarla. Sebastian vuole ucciderla. Lei adesso è mia amica, non voglio lasciarla sola.- risponde Shawn con determinazione:-Se tu vuoi, se tu hai paura, puoi andartene. Non ti costringo di certo a fare qualcosa che non vuoi. Damien non ribatte, rimane semplicemente in piedi appoggiato alla parete, le braccia conserte e gli occhi scuri fissi nel vuoto. -Io... io voglio tornare a casa... Prima che mia madre si preoccupi.- sussurro fissandomi le dita delle mie mani intrecciate sul mio grembo. Tutta questa situazione è a dir poco assurda. -D'accordo, ti accompagnerà Damien. Io devo ritornare da Sebastian, non abbiamo ancora finito...- dice Shawn alzandosi e poi porgendomi una mano per aiutarmi ed io la afferro senza esitazione. -E va bene...- borbotta invece il demone precedendoci verso l’uscita. Una volta all’esterno Shawn lascia andare la mia mano e, con un sorriso incoraggiante, mi saluta prima di allontanarsi velocemente per chissà quale meta. -Andiamo?- mi domanda Damien irritato quando vede che rimango ferma davanti alla porta ed io annuisco riscuotendomi dai miei pensieri. Mi stringo maggiormente nella mia giacca, lo zaino su una spalla, ed iniziamo a camminare in mezzo al bosco. Lui è davanti a me che fa strada, mentre io cerco di evitare di inciampare nelle radici sugli alberi o di scivolare sul terreno fangoso e ricoperto di foglie. -Perché odi così tanto gli angeli?- domando all’improvviso ripensando a quanto disprezzo trapela ogni volta che si tratta questo argomento. Lui mi lincia con lo sguardo, ma alla fine risponde:-Perché demoni e angeli sono nemici da sempre. -E perché a me sembra che ci sia sotto anche altro?- rispondo poco convinta affiancandomi con fatica a lui che invece accelera il passo ed evita di guardarmi. -Non sono affari tuoi.- risponde secco superandomi. Subito accelero anch'io per rimanere al suo fianco, non ho intenzione di mollare l’osso così facilmente:-Parla. -Perché ti interessa?- mi domanda iniziando ad irritarsi sempre più. -Non lo so, mi interessa e basta. Sono stanca di non sapere mai nulla!- sbotto alla fine io. Forse, concentrarmi su Damien e sui suoi segreti è semplicemente più semplice che pensare a tutto quello che sta accadendo a me in questo periodo. -Non ho intenzione di obbedire ai tuoi ordini, stupido mezzo angelo.- borbotta il demone fermandosi di colpo e guardandomi torvo. -Cosa ti costa avere una conversazione civile con un altro essere vivente?! Perché devi essere sempre così... così... Indisponente!- rispondo a tono serrando i pugni lungo i fianchi, gli unici sentimenti che riesce a suscitarmi questo ragazzo sono paura ed irritazione. Il demone scoppia a ridere, anche se non è minimamente divertito:-Una conversazione civile con un'incivile come te? E poi dovresti farti gli affaracci tuoi, non ho voglia di parlarne. Quindi accetta un no come risposta per una buona volta e smettila di fare tutte queste domande! Perché è così tanto diverso da Shawn? Il rosso è molto più disponibile e più piacevole, ma forse è così accomodante per via della sua natura di ibrido, del resto lui non è soltanto un demone, ma anche un angelo. Quindi alla fine anche Damien è come Sebastian? I demoni sono tutti uguali come se fossero stati fatti con lo stampino? Mi soffermo involontariamente a guardare i suoi occhi e poi le sue perfette labbra rosee, che si socchiudono lasciando libero un sospiro. Scruto con attenzione il suo viso ben definito, gli zigomi marcati e gli occhi quasi neri e così profondi... Senza che riesca a fermarlo, un pensiero affiora nella mia mente, non posso non ammettere che è terribilmente affascinante. Subito distolgo lo sguardo ed inizio a fissarmi le punte delle scarpe con grande imbarazzo mentre sento il viso in fiamme. Perché diamine ho certi pensieri su di lui? Il suo caratteraccio controbilancia perfettamente il suo bell’aspetto. -Mia madre è morta per aver aiutato degli angeli.- dice tutto d'un fiato, lasciandomi interdetta:-Ironia della sorte, quando un demone fa una buona azione... Lui mi osserva e poi con rabbia aggiunge:-Mia madre aveva aiutato un gruppo di angeli, accompagnandoli fino ad uno degli ingressi del Paradiso. Gli angeli che erano di guardia l'hanno uccisa e questo non lo dimenticherò mai, non posso dimenticarlo. Si credono tanto superiori, credono di essere nell’assoluta ragione e che noi siamo degli orripilanti mostri assassini. Ed hanno ragione, quelli come me uccidono chiunque a sangue freddo, anzi ne godono. Però almeno noi lo ammettiamo, loro si nascondono dietro la loro immagine di purezza e perfezione, anche se le loro mani sono macchiate di sangue tanto quanto le nostre. -Degli angeli che... uccidono?- sussurro sbalordita. Per un attimo penso mi stia mentendo, ma mi basta guardarlo negli occhi per capire che mi sta dicendo la verità. Quindi anche Samantha potrebbe essere una minaccia? -Sì. Ti do un consiglio, diffida sempre degli angeli. Quando hai un demone davanti, sai già di non poterti fidare e che è pericoloso, ma quei maledetti pennuti invece sono bravi ad ingannarti, a farti credere che sono buoni d’animo e che non alzerebbero il dito su qualunque creatura vivente.- dice Damien serrando la mascella per poi riprendere a camminare a passo spedito. Subito gli corro dietro:-Hey, rallenta! Lui continua imperterrito, come se non mi avesse sentita ed io cerco di stare al passo. Se pensa che riuscirò ad arrivare fino a casa mia mantenendo questo passo, si sta illudendo. La strada è ancora parecchia ed io inizio già ad avere i muscoli delle gambe indolenziti. D'un tratto il mio piede scivola sul terreno ed io cado in avanti faccia a terra. -Ahi, e che diamine!- urlo appoggiando le mani a terra e sollevandomi da terra. In questo momento mi sento come una bambina goffa che è caduta in mezzo al fango e si è sporcata da capo a piedi. -Sei un disastro!- mi rimprovera Damien tornando indietro ed avvicinandosi a me. -Magari se tu avessi rallentato il passo come ti avevo gentilmente chiesto.- borbotto mettendomi a sedere e massaggiandomi il mento mentre lui accenna un debole sorriso. Senza alcun aiuto da parte del galantuomo qui presente mi rialzo e borbottando ricomincio a camminare pestando i piedi al suolo:-Prendimi pure in giro, tanto sono io quella che è caduta. Damien mi si affianca e scoppia a ridere:-Sei ridicola conciata così, sei piena di fango sulla faccia oltre che sui vestiti. Per un attimo rimango sbalordita ed incantata, credevo quasi che nemmeno sapesse come fare per ridere. Invece eccola qui, una risata pura e sincera, lieta e contagiosa. Per un attimo non mi sembra più il demone perennemente imbronciato e scontroso, ma un ragazzo normale che si ride e scherza con gli amici. -Grazie, ma me ne ero accorta.- ribatto riprendendomi dalla sorpresa iniziale. -Smettila di lamentarti, se non ti sbrighi non arriveremo mai a casa tua.- dice superandomi con ancora una traccia di sorriso stampata sulla faccia. Nonostante stia comunque camminando con passo spedito, rispetto a prima ha rallentato e di questo gliene sono grata, magari riesco ad evitare di cadere di nuovo. -Damien!- esclamo richiamando la sua attenzione dopo diversi minuti di silenzio:-Visto che sono per metà angelo, io... io posso... Sospira e senza nemmeno darmi il tempo di terminare la frase risponde:-Sì, potresti avere le ali, dipende da quale tuo lato prevale, se quello angelico o quello umano. E ciò dipende da quanto è forte tuo padre. Subito faccio un sorriso a trentadue denti e per la prima volta da non so quanto tempo ormai smetto di pensare a tutti i pericoli che sto correndo e mi perdo nella mia immaginazione. Potrei davvero avere delle ali e volare, sembra quasi un bel sogno se non penso che sono nel mirino di Sebastian e che potenzialmente anche qualche altro demone potrebbe venire a darmi la caccia. -E smettila di fare quella faccia da ebete, dovresti esercitarti tantissimo. Non sei un angelo in tutto e per tutto e ne è la dimostrazione il tuo carattere, quindi ci impiegherai un po' a usare le ali. Forse anche una trentina d'anni. Potresti non imparare mai ad usarle o non averle nemmeno.- mi smonta subito lui. -Così tanto? Allora come minimo avrò più di quarantacinque anni!- mi lamento io. Lui si ferma e si volta verso di me con un sopracciglio inarcato:-Stupida, smetterai di invecchiare, come noi. Solo che a differenza nostra, tu sei più vulnerabile e puoi essere uccisa anche dagli umani. E alle sue parole mi cade il mondo addosso. -Ma che cosa ti prende adesso? Se impari a difenderti, nessun umano riuscirà anche solo a ferirti.- mi domanda il demone guardandomi stranito. Inizio a respirare a fatica, come se fossi chiusa in una stanza senza ossigeno, sento il cuore in gola e le tempie pulsare ininterrottamente. Infiniti pensieri balenano nella mia piccola testolina, io vivrò più a lungo degli altri, più a lungo di mia madre e Roxy e di qualunque altra persona io conosca. -Io... vedrò le persone a cui voglio bene... morire...- sussurro con un filo di voce e con lo sguardo perso nel vuoto colpita dalla realtà dei fatti. Smetterò di invecchiare e quando accadrà non potrò continuare a condurre una vita normale tra le altre persone, dovrò nascondermi per evitare di essere scoperta. E quando tutti quelli a cui terrò moriranno, rimarrò sola... A meno che non decida di uccidermi o farmi uccidere. -E allora? Goditi il più possibile il tempo che trascorri con loro senza pensare costantemente che moriranno.- ribatte freddamente Damien. -Io ho paura della solitudine.- ammetto fermandomi e lasciandomi cadere sulle ginocchia, che sembrerebbero aver perso la forza per tenermi in piedi. -Tu... cosa? Sei forse una bambina? -Per me... la solitudine è peggio di qualsiasi dolore. La solitudine porta alla pazzia, nessuno è fatto per star da solo. Come si può affrontare la vita tenendosi tutto dentro? Io... io non voglio rimanere sola...- sussurro con gli occhi lucidi che bruciano. Il demone sospira e si inginocchia davanti a me, nonostante le parole fredde e distaccate, ha un’espressione comprensiva e quasi dispiaciuta. "Non sarai sola, potrai sempre stringere amicizia con altri angeli e magari anche demoni.- rimane in silenzio per qualche istante e poi aggiunge:-Shawn è già tuo amico, o sbaglio? Annuisco incrociando i suoi profondi occhi scuri:-Sì, siamo amici. "Avrai l'occasione di conoscere altri come te e di fare nuove amicizie, non rimarrai sola.- aggiunge appoggiando una mano sulla mia spalla. Un brivido percorre tutto il mio corpo, ma questa volta non per la paura, provo delle sensazioni diverse che non riesco a comprendere. Rimaniamo immobili per qualche istante, immersi nel silenzio interrotto solo dal cinguettio di qualche uccellino sugli alberi e da qualche folata di vento. Non è uno di quei silenzi imbarazzanti, ma uno di quelli in cui ognuno è immerso nei propri pensieri a riflettere, ed io in questo momento sto pensando alle persone più importanti della mia vita. Forse un giorno le perderò, però non ci saranno anche altre persone a cui vorrò bene. -Va meglio?- mi domanda il demone interrompendo il silenzio creatosi tra noi. Annuisco e poi, abbassando lo sguardo, gli domando:-Conoscerò anche mio padre? -Se vorrai, sì. Forse sarà lui a cercarti o forse sarai tu a doverlo cercare, ma se vorrai conoscerlo potrai farlo.- mi risponde alzandosi e questa volta mi porge una mano per aiutarmi, mano che afferro senza esitazioni. Ormai credo di potermi fidare di lui, almeno per il momento. -Quanto manca ancora per arrivare a casa mia? Sai, non sono molto abituata a tagliare per il bosco.- gli chiedo mentre ricominciamo a camminare. -Shh!- mi zittisce bruscamente tappandomi la bocca con una mano. E ora che cosa gli prende? Cerco di togliere la sua mano dalla mia bocca, ma lui, in una mossa veloce, mi afferra le braccia e mi blocca entrambi i polsi con la mano libera:-Chiudi il becco, sta arrivando qualcuno. -Cosa? Chi? Dov'è?- domando allarmata quando Damien toglie la sua mano dalle mie labbra. -Stai zitta...- sussurra trascinandomi dietro un albero:-Sali. -Ti sembro una scimmia? È troppo alto, non ce la faccio.- sibilo mentre vado rapidamente in panico. Sbuffa sonoramente e mi prende in spalla come un oggetto, poi con rapido salto raggiunge un ramo solido dell'albero ed inizia a salire, fino a lasciarmi su un ramo piuttosto in alto e lui si accomoda su quello accanto. -Grazie...- borbotto io e lui in tutta risposta mi lincia con lo sguardo e a gesti mi fa capire che devo chiudere il becco. Forse sarebbe meglio fare come dice. Dopo circa un minuto sento il fruscio delle foglie secche calpestate e sotto di noi compaiono due figure. C'è un ragazzo biondo ed alto, ha un incarnato piuttosto pallido ed indossa una maglietta bianca aderente da cui si intravede il suo fisico atletico, ma non riesco a notare altro perché sono troppo in alto. La domanda però sorge spontanea, come fa a stare con una semplice maglietta con queste temperature? Ciò che mi colpisce di più è l’altra figura, che riconosco quasi subito, Samantha. -Perché ci nascondiamo?- domando a bassa voce, ma Damien mi ignora totalmente rimanendo piuttosto concentrato sui due sotto di noi. -Sei sicura di quello che dici?- domanda il ragazzo a Samantha e lei subito annuisce. -Ti prego, sai che io non posso perché ho un altro compito.- lo supplica la castana e la loro voce si affievolisce fino a diventare indistinta mentre si allontanano, anche se noto che Damien continua a rimanere in ascolto e, considerando che ha un udito migliore del mio, probabilmente sta ancora origliando la loro conversazione. -Chi è quello?- domando al demone dopo diversi minuti di silenzio. -L’angioletto che ti farà da guardia del corpo e che non permetterà a nessun demone di avvicinarsi.- risponde fissando il punto in cui i due sono scomparsi dalla nostra vista:-Dovrai escogitare qualcosa quando dovrai venire da me e Shawn, sempre se vuoi che ti insegniamo a difenderti. Alle sue parole non posso che preoccuparmi, un’altra creatura che fino a poco tempo fa non credevo nemmeno che esistesse sta per entrare nella mia vita, un angelo di cui non so assolutamente nulla. E dopo il racconto di Damien non posso che essere intimorita dall’idea che qualcun altro stia entrando nella mia vita e che mi starà così vicino. Dovrà davvero proteggermi? Quindi non sarà una minaccia? -Non basterebbe semplicemente dirgli che non siete un pericolo con voi e che voglio stare in vostra compagnia?- domando incerta io e lui scoppia a ridere facendomi irritare. -Lui ha il dovere di proteggerti, non ti lascerà mai stare con un demone, soprattuto non da sola. Dovrai inventarti qualcosa.- risponde tornando serio e fissandomi con i suoi occhi scuri. Non ho ancora ben chiaro di che colore siano, forse marrone scuro? No, sembrano davvero neri... -La smetti di fissarmi? Dobbiamo andare, non ho intenzione di trascorrere tutto il resto del pomeriggio appollaiato su un albero con te.- mi riprende lui irritato e subito distolgo lo sguardo imbarazzata. Così come mi ha aiutata a salire, mi aiuta anche a scendere e nuovamente immersi nel silenzio ci dirigiamo verso casa mia. -T-tu... chi sei?- balbetto allibita. Sono appena entrata in camera mia e, seduto a gambe incrociate sul mio letto, c'è un ragazzo biondo che mi fissa curioso. Guardandolo bene noto che è lo stesso ragazzo che prima io e Damien abbiamo visto nel bosco ee che era in compagnia di Samantha. Ha dei capelli biondi come il grano ed un paio di luminosi occhi verdi, ma non della stessa tonalità di quelli di Shawn, i suoi sembrerebbero più scuri. Ha un sorriso perfetto e sereno ed ha un fisico muscoloso e asciutto. Come Samantha ha un viso dai tratti infantili e dimostra circa quattordici anni. -Sono Gionata, mi ha chiamato qui Sam.- risponde con un caldo e dolce sorriso alzandosi dal mio letto ed avvicinandosi a me. -Dunque... tu sei un... -Angelo, sì.- completa la frase al posto mio:-E tu sei Astrid. Annuisco ancora sospettosa:-E... cosa ci fai qui?- -Sam mi ha chiesto di proteggere te e tua madre.- risponde brevemente andando verso la finestra e dandomi le spalle. -Quindi... starai qui? Lui annuisce continuando ad osservare il paesaggio esterno o ad assicurarsi che non ci sia nessuno di sospetto nelle vicinanze, difficile da capire quale delle due opzioni. -Mia madre non accetterà mai.- dico avvicinandomi cautamente a lui. -Non ti preoccupare, le ho già parlato e le va bene. So che sei nel mirino di Sebastian, gran bel problema, però d’ora in poi ci sarò io a proteggerti.- risponde lui con noncuranza. -Cosa?! Le hai raccontato tutto?!- esclamo sconvolta. Io non volevo coinvolgere anche lei nei miei problemi o quantomeno avrei preferito che non fosse un estraneo a dirle quello che mi sta succedendo. -No, non posso dirle nulla riguardo ad angeli e demoni, è una semplice umana.- risponde voltandosi verso di me e dedicandomi l’ennesimo sorriso. Una sensazione di pace invade ogni singola parte del mio corpo ed i suoi luminosi occhi verdi mi fanno calmare. È una sensazione strana e a cui non sono abituata, forse perché ultimamente passo quasi tutto il mio tempo in presenza di un demone perennemente imbronciato. -E dove dormirai?- gli chiedo pensando ad una possibile sistemazione. Forse dovrei lasciargli la mia stanza, dato che non abbiamo una stanza degli ospiti, io potrei dormire con mia madre oppure sul divano. Mia madre... come può aver accettato di far dormire un estraneo sotto il nostro stesso tetto? Cosa diamine le avrà detto per convincerla? -Qui con te, starò per terra e ti prometto che non ti farò nulla. Non sono un demone, non ho cattive intenzioni. Però non posso allontanarmi da te, ho il compito di tenerti al sicuro.- risponde sicuro di sé ed io, senza un motivo preciso, non riesco a diffidare delle sue parole. È come se riuscisse a cancellare tutte le emozioni negative che ho dentro di me e a sostituirle con emozioni positive. E forse è davvero ciò che sta facendo, è un angelo e non so di preciso che poteri abbia, ma anche con Samantha non riesco mai ad essere sospettosa. Mi sembrano entrambi così sinceri e così... buoni, come se non potessero assolutamente avere cattive intenzioni. Però, di nuovo, mi ritornano alla mente le parole di Damien. -Va bene.- sussurro io e spero che lui non sia una minaccia e che magari possa anche aiutate me e mia madre. Se può difenderci da Sebastian è ben accetto, questo è poco ma sicuro. -Devi studiare? Sappi che starò in silenzio e non ti disturberò, sarà come non avermi.- dice con un grande sorriso, ricordandomi che non ho ancora fatto i compiti e che in realtà non avevo nemmeno intenzione di farli dopo una giornata così intensa. Non è da tutti i giorni scoprire di essere per metà angelo, no? Appena suona la sveglia scatto in piedi come una molla e non posso che stupirmi quando realizzo che questa notte ho dormito per ben nove ore, era da tanto che non accadeva, da quando Sebastian ha iniziato a perseguitarmi. Il mio sguardo cade sul mucchio di coperte stese a terra ad un metro dal mio letto e solo ora mi ricordo di Gionata. Probabilmente è merito suo se ho dormito così bene, dall’aura positiva e rassicurante che lo circonda e dal fatto che, non so come, ha tenuto alla larga Sebastian. -Buongiorno!- esclama aprendo gli occhi e dedicandomi sorriso da orecchio a orecchio. Come fa ad essere così allegro appena sveglio? -Buongiorno.- mormoro stiracchiandomi e sbadigliando, in questo momento ho i capelli che sembrano un nido d’uccelli da quanto sono scompigliati ed annodati e non riesco nemmeno ad aprire completamente gli occhi. Mi trascino verso il bagno ed inizio a prepararmi per la scuola. Avrei preferito approfittare del mio sonno tranquillo e continuare a dormire, ma mi dovrò accontentare già del fatto di non aver passato tutta la notte sveglia a fissare il soffitto terrorizzata. Mia madre è felicissima di avere qui Gionata. E ciò è strano, di solito non fa entrare degli sconosciuti in casa così facilmente, figuriamoci farli praticamente vivere qui e dormire in camera mia con me. Devo parlare con quell'angelo e farmi spiegare come accidenti ha fatto. Ogni volta che sono in sua presenza, però, mi dimentico di qualsiasi cosa e nella mia testa affiorano solo pensieri melensi su come sia bello il mondo, sul valore della vita... Eppure con Samantha non ho mai avuto questa sensazione, in compenso però riesce a far sbollire la mia rabbia semplicemente guardandomi. È tutto così complicato e... strano. Non so se mi ci abituerò mai. Una volta pronta torno in camera mia e lì trovo Gionata in piedi e tutta la mia camera in ordine, il letto è rifatto ed i vestiti che avevo lasciato in giro quando ho scelto cosa indossare oggi sono ordinatamente riposti dentro l’armadio. -Gr... grazie...- balbetto incredula, non molto convinta che questo rientri nelle sue mansioni. Lui si apre in un grande sorriso:-Di nulla, è stato un piacere. Ora andiamo? -Andiamo? Verrai anche tu a scuola con me?- domando riprendendomi dalla sorpresa iniziale, quindi diventerà anche lui uno studenti? -Mi ha iscritto Sam. Il mio compito è quello di proteggerti, quindi starò sempre con te.- risponde annuendo con soddisfazione ed infilandosi la giacca. -Ah... va bene...- sussurro prendendo lo zaino e insieme usciamo da casa mia, non credo di avere molta scelta. -Sai, non mi sarei mai immaginato che Sebastian potesse essere ossessionato da un'umana.- commenta mentre camminiamo fianco a fianco diretti alla fermata dell'autobus. Un'umana? Intende forse me? Ormai io so di non essere del tutto umana, ma lo sa anche Gionata? Da come parla, sembrerebbe di no, quindi dovrei dirglielo o tenerlo per me. Forse, per il momento, sarebbe meglio tenere quest’informazione per me. Da quanto mi ha detto Shawn, i mezzosangue non sono ben visti. -E come mai non te lo saresti immaginato? -Perché di solito ha un ottimo autocontrollo, non cede facilmente alle sue pulsioni, la sua sete di sangue non vince mai sulla sua ragione. Eppure questa volta sembrerebbe non riuscire a trattenersi di fronte ad una comune umana...- replica sospirando:-Mi spiace che tu sia stata coinvolta, immagino che avresti preferito continuare normalmente con la tua vita. -Già... Tu lo conosci bene Sebastian? Cosa puoi dirmi su di lui? -Non potrei parlarne nemmeno con te.- mi risponde lui mentre continuiamo a camminare. -Per favore, come hai detto tu sono stata coinvolta mio malgrado, permettimi almeno di saperne di più su colui che mi vuole uccidere, penso ne abbia il diritto.- insisto io non volendomi arrendere così facilmente. -Va bene...- si arrende alla fine, anche se ancora titubante:-Sebastian ricopre un ruolo parecchio importane, è il pupillo del Re degli Inferi ed è diventato ormai da qualche anno il suo portavoce. È un demone molto forte ed abile e soprattutto senza scrupoli, tutti sono ai suoi ordini e lo temono, è un vero e proprio Principe. Al momento è qui accompagnato da due sottoposti per una missione di cui non ti posso parlare, vedi di non fidarti troppo di loro, ho saputo da Sam che ti sei avvicinata a loro. Evitali, sono fedeli a Sebastian e se lui glielo ordinassi, ti ucciderebbero. Alle sue ultime parole non posso che tornare a preoccuparmi. Non mi ha detto nulla di nuovo, però non mi ero mai chiesta se Shawn e Damien sarebbero arrivati al punto di disobbedire apertamente al corvino pur di non farmi del male. Forse il rosso... Ma Damien? Del resto lo ha specificato lui stesso, mi sta aiutando soltanto perché glielo ha chiesto Shawn, altrimenti non muoverebbe un dito. E se Sebastian gli chiedesse di portarmi da lui dato che ormai riesce ad avvicinarsi a me con tanta facilità? Scuoto la testa cercando di scacciare questi pensieri, Damien finora ha fatto tanto per me, non posso negarlo, quindi il minimo che adesso posso fare è avere un po’ di fiducia, anche se tenere la guardia alzata non mi farà male. -Hey, principessa! Tutto bene?- esclama un euforico Shawn non appena io e Gionata arriviamo alla fermata dell’autobus. Nel vedere il suo raggiante sorriso ed i suoi smeraldi così luminosi divento subito di buon'umore ed ogni dubbio svanisce. Sono sicura che lui non mi farebbe mai del male, qualcosa dentro di me mi dice che posso fidarmi. -Bene, tu?- rispondo contenta di vederlo, ma prima che il rosso possa rispondere interviene Gionata:-Hey, sarebbe meglio che tu mantenessi le distanze. I due ragazzi si scambiano occhiate di fuoco e sembra che siano pronti a saltarsi addosso a vicenda da un momento all’altro e a lottare fino alla fine. -Ehm... ragazzi? Non c’è bisogno di litigare.- intervengo io sperando di riuscire ad attirare la loro attenzione, cosa che per fortuna accade. Due paia di occhi si spostano immediatamente su di me ed io allora aggiungo:-Gionata, lui è mio amico. -Lo dici solo perché non ti rendi conto di cosa sia lui, non è nemmeno un demone... Lui è un ibrido.- dice l’angelo e per la prima volta sul suo viso non vi è nemmeno l’ombra di un sorriso, ma solo disapprovazione. -Lo so.- rispondo seria e con la coda dell’occhio vedo il rosso sorridere con orgoglio. -Non importa, adesso lui deve starti alla larga. È mio dovere proteggerti da ogni minaccia.- ribadisce testardamente l’angelo. -Hey pennuto, datti una controllata, non le farei mai del male, ma a te volentieri!- sbotta Shawn e per la prima volta lo vedo veramente arrabbiato. -Shawn, Gionata! Smettetela entrambi.- intervengo io afferrando la mano del mezzo demone e tirandola, per poi guardare male l'angelo. Shawn fa un respiro profondo, calmandosi, e poi osservandomi con i suoi smeraldi dice:-Dobbiamo parlare, in privato. Io annuisco ma subito Gionata protesta:-In privato? Nemmeno per sogno, scordatelo. -Testardo, pensavo che voi foste solo sorrisetti e parole amorevoli, ma tu mi sembri piuttosto agguerrito.- borbotta il rosso. -Ma quanto casino questa mattina...- interviene improvvisamente qualcuno alle mie spalle e la giornata peggiora in un istante:-Quindi la biondina ha una guardia del corpo adesso? C’è un altro angelo in città. Sebastian. Adesso ci si mette pure lui, ma era fin troppo bello essere riuscita a dormire tutta notte senza avere incubi o rimanere sveglia per colpa sua. Gionata si irridisce e, ora in guardia più che mai, osserva il corvino. E mentre i due portano avanti una battaglia di sguardi, Shawn ne approfitta per avvicinarsi a me ed infilarmi una mano nella tasca della giacca. Aggrotto le sopracciglia perplessa, ma lui fa finta di niente e non mi dà spiegazioni, limitandosi semplicemente a sorridere. Infilo allora la mia mano nella stessa tasca e sento tra le dita un pezzo di carta, un bigliettino. Temo che per il momento questo sarà l’unico modo per comunicare. Certo, i vantaggi della presenza di Gionata sono molti, primo tra tutti mi sento più sicura e posso finalmente tornare a dormire serenamente, però l’idea che non potrò più parlare con Shawn come prima mi rattrista. Proprio ora che avevo trovato un amico in lui e che avevo iniziato a cambiare idea e a vedere il buono che c’è in lui.
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