Guardia e balia

4526 Parole
“Alla fine delle lezioni vieni dietro la scuola e non farti seguire dalla tua guardia del corpo.” Questo è il bigliettino che ho trovato nella tasca della mia giacca, quello che mi ha lasciato Shawn alla fermata dell’autobus. La vera domanda però è, come faccio a non farmi seguire da Gionata? Mi osserva sempre e non si allontana mai da me, è diventata quasi la mia ombra. Ovviamente è in classe con me, così da evitare di perdermi di vista, ma anche se mi sento più al sicuro con lui accanto, mi sembra di essere una carcerata. Samantha ha lasciato il suo posto a lui, è già un miracolo se riesco a stargli a due metri di distanza, mi pare quasi di essere ammanettata a lui. Alle mie spalle invece ci sono sempre Damien e Sebastian, i quali non hanno molto gradito la presenza del nuovo angelo e lo hanno linciato con lo sguardo per tutto il tempo. Gionata ovviamente non è stato da meno, penso che nemmeno a lui faccia piacere trovarsi così vicino ai due demoni. Ho come il brutto presentimento che non andrà a finire bene... Per il momento, però, ho bisogno di trovare un modo per vedere Shawn senza che Gionata sia presente, anche se è più facile a dirsi che a farsi. Forse potrei farmi aiutare da Roxy, ma è da quando sono entrata in classe che mi ignora... Che cosa le è preso così all'improvviso? Ho cercato di attirare la sua attenzione in tutti i modi, ma ogni volta che ho incrociato il suo sguardo lei si è sempre voltata dall’altra parte. A breve suonerà la campanella dell'intervallo e ne approfitterò per parlarle. Non è assolutamente da lei questo atteggiamento, tendenzialmente quando ha un problema ne discutiamo, ma questa volta mi tiene a distanza. Di solito viene sempre a salutarmi e mi aggiorna su tutto quello che accade a scuola e nella sua vita privata e soprattutto dopo quanto accaduto ieri pensavo che sarebbe stata impaziente di estorcermi quante più informazioni possibili. Oggi invece mi sembra quasi che stia cercando di far finta che io non ci sia. È sempre stata una ragazza molto particolare ed imprevedibile, ma non mi ha mai ignorata senza motivo. Di solito, quando mi evita, è perché si è arrabbiata con me, ma al momento non mi risulta che ci siano state discussioni tra di noi dato che non ci vediamo da quando ho dovuto lasciarla al piazzale per seguire Damien e Shawn. Appena la campanella suona scatto in piedi come una molla e corro dietro a Roxy che è intanto uscita frettolosamente dalla classe. La seguo fin dentro i bagni delle ragazze, ma lei si chiude a chiave dentro un cubicolo prima che riesca a raggiungerla. Mentre cerco di individuare dietro quale delle quattro porte si trova la mia amica, entra Gionata correndo, gli occhi sbarrati dalla preoccupazione. -Cosa ci fai qui? È il bagno delle ragazze!- esclamo con le sopracciglia inarcate. -Perché sei scappata così? Non ti devi allontanare così da me.- mi domanda avvicinandosi. -Devo parlare con la mia migliore amica, Roxy. È in classe con noi, l’hai sicuramente notata, ha i capelli tutti azzurri e ti assicuro che non è una minaccia. Quindi potresti uscire e lasciarmi un po’ di privacy?- rispondo incrociando le braccia al petto spazientita. Lui mi osserva in silenzio per qualche istante ed alla fine sospirando dice:-E va bene, ma se ci sono problemi non esitare a chiamarmi, sono qui fuori. Quando esce e si chiude la porta alle spalle torno a concentrarmi sulle quattro porte. -Roxy! Andiamo, che cosa succede? Perché ti nascondi da me? Ti ho fatto qualcosa?- domando sospirando esasperata. Non ho davvero le energie per mettermi anche a discutere con la mia migliore amica. L’ultima porta in fondo al bagno viene aperta all’improvviso, ma da essa non esce Roxy bensì un'altra ragazza che mi guarda in malo modo. Si dà un'occhiata allo specchio e poi, dopo avermi squadrata ancora una volta, se ne va. Almeno so dove non si trova la mia amica, restano solo tre opzioni e basta semplicemente scoprire quali sono i cubicoli vuoti, ma preferirei evitare di perquisire l’intero bagno per cercarla. -Roxy, prima o poi dovrai uscire!- sospiro io sedendomi a terra ed appoggiandomi con la schiena alla parete opposta ai cubicoli, dove sono situati i lavandini. -Non ti preoccupare, posso resistere a lungo.- mi risponde lei e capisco che la sua voce proviene dal cubicolo centrale. -Roxy, perché sei arrabbiata con me? Ho forse fatto qualcosa?- le domando avendo ormai capito che è proprio arrabbiata nera con me. -Roxy!- la richiamo io dopo diversi attimi di silenzio. -Perché non vai a rompere ai tuoi nuovi migliori amici?- sbotta lei nervosa e con voce tremante, come se potesse scoppiare a piangere da un momento all’altro:-Prima Shawn e Damien, ora il biondino nuovo... Sembra che tu sia più vicina a loro che a me che sono la tua migliore amica da una vita! Ieri sei sparita con quei due e non mi hai più detto nulla, ero preoccupata da morire, temevo ti fosse successo qualcosa! Ho aspettato in piedi tutta la notte una tua telefonata, un tuo SMS, ma non è arrivato nulla. Cos’è, ti sei forse dimenticata di me? Chiudo gli occhi e faccio un respiro profondo rendendomi conto di quanto maledettamente abbia ragione, al suo posto anche io mi sentirei allo stesso modo. Tra tutto quello che è successo ieri, una volta tornata a casa ero così assorta nelle mie riflessioni e così stanca che semplicemente mi sono dimenticata. Mi sono scordata della mia migliore amica ed ora vorrei soltanto prendermi a schiaffi. -Roxy, mi dispiace, davvero. Sono stata una stupida, ma ieri sono successe tante cose dopo che ci siamo separate... E soprattutto non sentirti gelosa di Shawn o di chiunque altro, tu sei praticamente una sorella per me, anche se non abbiamo lo stesso sangue. Ci conosciamo da anni e tu mi hai sempre aiutata, mi hai sempre fatta ridere nei momenti bui ed eri sempre con me nei miei momenti di gioia. Anche ora continui ad esserci per me. So che avrei dovuto chiamarti ieri, almeno per dirti che stavo bene... Mi dispiace così tanto, scusami.- rispondo io avvicinandomi alla porta dietro cui si trova Roxy ed appoggiando la mano destra su di essa. Dopo qualche istante, per fortuna, la porta si apre lentamente e Roxy esce dal cubicolo a testa bassa:-Penso di avere un tantino esagerato, ma ero così preoccupata... Poi, quando questa mattina sei entrata in classe e stavi bene, subito dopo essermi sentita sollevata, mi sono sentita ferita e tradita. -Non devi chiedermi scusa, lo sai. Ora finiamola qui e fammi rimediare, ho così tante cose da dirti, ieri è stata una giornata davvero intensa.- rispondo stringendola in un abbraccio che subito ricambia. -Anzitutto mi devi spiegare chi è il biondino che adesso ti sta appiccicato.- borbotta lei quando ci separiamo dall’abbraccio. -Direi che sarebbe meglio partire dall’inizio.- inizio io abbassando il tono di voce:-Damien e Shawn mi hanno detto che sono umana solo per metà e per l'altra... sono un angelo. Roxy, dopo diversi istanti di silenzio, spalanca gli occhi sorpresa:-Oh mio Dio, scherzi?! -Shh! Non urlare!- sibilo tappandole la bocca con una mano e guardandomi alle spalle circospetta. Spero che Gionata non l'abbia sentita, al momento non ho ancora intenzioni di dirgli nulla. -Cerchiamo di non farci sentire, non sono in molti a saperlo, o almeno credo, e vorrei che le cose rimanessero così.- le spiego io e lei annuisce con veemenza. È -E... quel biondino?- mi domanda ancora Roxy. -È un angelo e... me lo sono semplicemente ritrovata a casa ieri sera.- per timore che Gionata che possa sentire, racconto dettagliatamente a Roxy tutto quello che è accaduto con un tono di voce appena udibile. -Oh... Quindi dopo dobbiamo andare da Shawn dietro la scuola e dobbiamo evitare che la tua nuova guardia del corpo ci segua.- commenta infine pensierosa. -Dobbiamo?- ripeto confusa. -Esattamente, vengo con te. Non credere di potermi di nuovo lasciare indietro, non ti libererai tanto facilmente di me. E poi ho una vaga idea su come allontanarci da Gionata...- risponde sorridendo ed io sono contenta che non sia più arrabbiata con me. -E quale sarebbe il tuo piano? In quell’esatto istante la campanella di fine intervallo suona rimbombandomi nelle orecchie e Roxy mi afferra per un polso:-Intanto iniziamo a tornare in classe. Mi trascina fuori dal bagno e subito Gionata appare al mio fianco guardando attentamente Roxy che mi tira con forza, come se volesse accertarsi che effettivamente la ragazza non sia una minaccia. -Devo intervenire?- domanda sospettoso l'angelo ed io scuoto la testa ridacchiando. -Coso, vedi di stare alla larga o ti denuncio per stalking!- sbotta Roxy contro Gionata continuando a marciare verso la nostra classe con me al seguito. -Ho un nome.- sorride pazientemente l'angelo. -Ebbene, non mi interessa affatto!- ribatte la mia amica facendomi entrare in classe ed accompagnandomi fino al mio posto. Gionata intanto si siede accanto a me con un sorrisetto divertito, cosa che fa terribilmente innervosire Roxy. -Mi stai già parecchio antipatico per il fatto che ti sei presentato a casa della mia Astrid e anche per aver dormito da lei. Ora, per la mia sanità mentale e per la tua incolumità, vedi di mantenere le distanze da me e di toglierti quel sorrisetto dalla faccia.- sibila Roxy stringendo le mani lungo i fianchi, nervosa. -Stai calma, sto solo svolgendo il mio dovere, anche se tu non dovresti essere informata della mia mansione. Penso però che Astrid te lo abbia detto, quindi parliamo chiaramente, non ostacolarmi. Ricordati che sono qui per proteggere la tua amica. Dovresti esserne contenta.- ribatte l'angelo e Roxy in risposta si imbroncia, è consapevole del fatto che Gionata ha ragione, ma non vuole ammetterlo. -A breve arriverà il professore, è meglio che tu vada a sederti. Ci vediamo al termine delle lezioni.- intervengo io rivolta a Roxy, la quale fa come le ho detto borbottando tra sé e sé. -Certo che la tua amica ha un bel caratterino.- commenta l'angelo ridacchiando ed io lo ignoro soffermandomi su coloro che stanno rientrando ora in aula, Damien e Sebastian. I miei occhi, contro la mia volontà, continuano a concentrarsi sul demone dai capelli bianchi ed arruffati. Non riesco a distogliere lo sguardo dalla sua figura, come se ne fossi ammaliata. Ormai non lo temo più come prima, anche se continua a rimanere un mistero. Tuttavia, l’averlo conosciuto parlato e l’ascoltare il suo racconto su sua madre mi ha permesso di conoscerlo un po’ meglio. -Astrid?- mi chiama Gionata sventolandomi una mano davanti ed io sobbalzo distogliendo lo sguardo dal demone e spostandolo sul candido viso dell'angelo al mio fianco. -Ehm... sì, dicevi?- domando ricomponendomi. -Come mai sei amica di Roxy? Siete così... diverse.- ripete Gionata osservando attentamente i due demoni che si avvicinano a noi per poi sedersi alle nostre spalle. -Ecco, io non saprei... Le voglio bene e so di poter contare su di lei. Mi fa ridere e mi consola quando sono triste, mi fa compagnia e mi aiuta sempre... Ci sono un sacco di pregi che ha e che mi spingono ad essere sua amica. Io non riuscirei più ad andare avanti senza di lei, le voglio troppo bene de ormai sono troppo abituata alla sua presenza da non poterne fare a meno. Non si tratta di essere simili o diverse, entrambe ci accettiamo per come siamo e semplicemente stiamo bene insieme. Lei è mia sorella.- rispondo lanciando un’occhiata alla mia amica seduta al suo posto che scrive distrattamente sul suo quaderno. -Capisco... Il vostro è un legame molto forte, lei per te è molto importante.- afferma lui affascinato ed io annuisco mentre il prof raggiunge la cattedra per iniziare la lezione. -Hey, bel biondino!- esclama una voce alle nostre spalle mentre stiamo uscendo dalla scuola ed appena Gionata si volta per vedere a chi appartiene gli arriva una legnata in testa. Letteralmente. -Roxy!- esclamo io sorpresa mentre lei sorride soddisfatta buttando a terra il bastone con il quale ha appena colpito l'angelo. Gionata barcolla per un attimo e poi mi piomba addosso con tutto il peso, io cerco di sorreggerlo meglio che posso e sorrido imbarazzata agli altri studenti che ci osservano straniti. -Ora non dobbiamo mica andare ad incontrate Shawn senza questo tizio?- domanda lei ovvia ed io sospiro:-Non potevi trovare un modo meno... come dire, meno doloroso? Vorrei ricordarti che è qui per aiutarmi, è uno dei buoni. Lei scoppia a ridere divertita ed io sbuffo, Roxy a volte è esageratamente fuori di testa. Come diamine le è venuto in mente di colpire Gionata sulla testa con un bastone? Se fosse stato un ragazzo normale non avrebbe semplicemente perso i sensi. -Spostiamolo da qui, stiamo attirando l’attenzione.- sussurra la mia amica prendendo un braccio dell’angelo e portandoselo intorno alle spalle per aiutarmi a sorreggerlo e a portarlo via. Insieme, incespicando nei nostri stessi piedi, ci allontaniamo dall’uscita della scuola e ci dirigiamo verso il retro dell’edificio, decidendo però di abbandonare il corpo privo di sensi di Gionata dietro un cespuglio. -Non mi ucciderà, vero? È un angelo, dovrebbe essere contro la sua natura, o sbaglio?- mi domanda Roxy guardandolo steso a terra ed ora sembra d’un tratto preoccupata. Forse, a questo, avrebbe dovuto pensarci prima di colpirlo. -Speriamo.- sospiro io scuotendo la testa. -Comunque è scarsino come guardia del corpo, si è fatto stendere facilmente da una semplice umana.- aggiunge allora lei scrollando le spalle con indifferenza. -Forse perché lo hai colto di sorpresa dato che probabilmente non si aspettava di essere aggredito da un’umana ma piuttosto da un demone!- esclamo esasperata. -Chi lo sa. Ora andiamo.- dice lei e senza più preoccuparci di Gionata ci dirigiamo verso il punto d'incontro. Non appena arriviamo Damien ci viene incontro ed a giudicare dalla sua espressione sembrerebbe abbastanza irritato. -Che accidenti ci fa qui lei?- sbotta il demone indicando la mia amica e tenendo gli occhi fissi nei miei. -Si da il caso che io sia la sua migliore amica.- inizia Roxy cercando di imitare Damien, appoggiando l’indice sul petto del demone e guardandolo male:-Voglio solo assicurarmi che nessuno di voi due le faccia del male. Damien allontana la mano della ragazza con uno schiaffo, ma prima che possa aggiungere altro Shawn interviene:-Tanto penso che ormai tu sia abbastanza informata su quanto sta succedendo, l’importante è che tu non ne faccia parola con nessun altro. -Che cosa? Già non mi andava di far da balia ad un mezzo angelo, adesso mi devo anche occupare di questa umana? Me ne tiro fuori!- sbotta Damien mentre il rosso scoppia a ridere divertito. -Andiamo, che sarà mai?- esclama Shawn non smettendo però di ridere divertito, ottenendo come unico risultato quello di irritare ancora di più il demone. -Facile per te, ora te ne vai e mi lasci qui con queste due!- esclama esasperato il demone. -Esattamente.- concorda Shawn e poi rivolgendosi a me domanda:-Come hai fatto ad allontanarti dalla tua guardia? Pensavo che non ce l’avresti fatta. -Io ci speravo...- borbotta invece il demone, ancora irritato. -Ecco...- inizio a dire io, ma Roxy mi interrompe alzando una mano con un sorriso da orecchio a orecchio stampato in volto ed esclama:-Merito mio! Gli ho tirato una bastonata in testa, ha perso i sensi ed insieme lo abbiamo trasportato tra i cespugli. Credo che più tardi avrà un gran bel mal di testa ed un bernoccolo. Entrambi ci guardano sospettosi, come se non credessero alle loro orecchie, poi si scambiano un’occhiata incredula ed alla fine scoppiano a ridere divertiti -Roxy, ti porgo i miei complimenti! Sei stata fantastica.- dice Shawn simulando un inchino con fare teatrale mentre la mia amica arrossisce violentemente iniziando ad attorcigliarsi una ciocca di capelli azzurri. -Bene, allora occupati tu di loro, Damien. Ora devo proprio andare. Intanto porterò lontano da qui Gionata, così quando si sveglierà non vi troverà subito.- dice Shawn dando una pacca sulla spalla a Damien che risponde con una smorfia. Poi si avvicina a me e mi sorride con affetto:-Mi raccomando, ascoltalo. Per quanto possa essere snervante, ora è qui per aiutarti. Io annuisco osservando il demone davanti a me, il quale ha lo sguardo rivolto verso la boscaglia e le braccia conserte. Il rosso, prima di andarsene saluta con un cenno del capo Roxy, la quale china il capo quasi... delusa. -Allora? Iniziamo o vuoi rimanere imbambolata come un'imbecille per tutto il giorno?- mi domanda il demone sbuffando ed io torno alla realtà, arrossendo imbarazzata di essere stata colta ancora una volta a fissarlo. -Per prima cosa ti devi esercitare sulla tua prontezza di riflessi e sulla tua rapidità, hai dei tempi di reazione molto lenti e questo ti costerebbe sicuramente la vita se qualcuno ti attaccasse. Poi devi anche sviluppare la forza ed infine i poteri che hai ereditato dal tua caro genitore angelico.- mi spiega Damien. -E le ali? Avrà anche le ali, vero? È un angelo.- interviene Roxy con gli occhi che le luccicano per l'emozione mentre saltella come una scema ed il demone la lincia con lo sguardo. -Forse, ma di certo ci vorrà del tempo.- risponde Damien. -Cosa state aspettando? Iniziate ad esercitarvi!- esclama entusiasta Roxy sedendosi a gambe incrociate per terra. Vorrei avere il suo stesso entusiasmo... Insomma, lei non dovrà fare nulla se non stare seduta a guardare. -Un attimo, ho una domanda. Non possiamo partire prima con, ehm... con i poteri? Insomma, imparando a controllare quelli dovrei poi essere in grado di difendermi, no?- domando io speranzosa, odio fare attività fisica, è una cosa che proprio non fa per me. All'improvviso qualcosa mi colpisce alle caviglie facendomi perdere l’equilibrio e sbattere il sedere a terra. -Ahia!- esclamo dolorante mentre la mia amica scoppia a ridere come una cretina. E meno male che era venuta per assicurarsi che non mi venisse fatto del male! -Se ora un demone qualsiasi, anzi anche soltanto un debole umano, ti attaccasse, tu avresti la peggio. Prima devi migliorare i tuoi riflessi, la tua velocità e la tua agilità così da poter schivare gli attacchi e reagire prontamente. Poi devi imparare a usare la tua forza, per poter contrattaccare. E infine devi imparare a controllare i tuoi poteri angelici.- mi spiega Damien guardandomi con aria di sfida:-Non ti servirebbe a nulla saper usare i tuoi poteri se ti fai stendere al primo attacco, la tua cara guardia del corpo ne è un esempio. -E sentiamo, cosa facciamo per migliorare i miei riflessi?- domando irritata restando seduta a terra. -Inizia con lo schivare i miei colpi, prometto che ci andrò piano, per ora.- risponde abbozzando un sorriso, probabilmente divertito dalla mia espressione sconcertata. Come diamine li schivo i suoi colpi? È troppo rapido! -Partirò con una velocità a cui potrai starmi dietro e la aumenterò gradualmente cosicché tu riesca ad abituarti. Per ora limitati a schivare, ma se riesci già a bloccarmi accomodati pure.- risponde ghignando e porgendomi la mano per aiutarmi ad alzare. Subito la afferro ma Damien molla la presa e si allontana rapidamente facendomi di nuovo cadere con il sedere a terra. -Ahia!- esclamo di nuovo e Roxy riprende a ridere come una pazza. -Ridi, ridi. Grande amica che sei! Prova a metterti nei miei panni!- la rimbrotto io irritata ed anche Damien si lascia sfuggire una risata sommessa. In questo momento sembra quasi una persona normale. Dovrebbe essere meno imbronciato e sorridere di più, sarebbe più affascinante... Appena mi rendo conto dei miei pensieri cerco subito di scacciarli dalla mia mente e di tornare alla realtà. -Allora? Ti sei convinta che sia meglio seguire i miei suggerimenti?- mi domanda mentre mi rimetto in piedi massaggiandomi il mio povero posteriore, questa volta rifiutando il suo aiuto. -Va bene, hai ragione tu...- borbotto irritata. -Allora iniziamo.- e detto ciò Damien parte subito all’attacco ed inizia a mirare alle mie gambe per farmi cadere di nuovo, ma è evidente che si sta trattenendo. Per fortuna. Ho già avuto la dimostrazione che la sua forza è molto superiore rispetto a quella che sta usando adesso, ma ugualmente i suoi colpi fanno male ed è così rapido che quasi sempre riesce a colpirmi prima che io abbia il tempo di scansarmi. -Forza Astrid! Ce la puoi fare!- mi incoraggia Roxy battendo le mani. La fa facile lei, non sta avendo a che fare con un demone da una forza tremenda che non fa altro che attaccare ininterrottamente per farmi cadere! -Non... non ce la faccio più.- dico ansimando e crollando sulle ginocchia dopo circa una mezz'ora. In realtà sono stupita di essere riuscita a durare così tanto. -Stanca?- mi domanda Damien ed io lo guardo stupefatta. Il suo respiro è del tutto regolare e non è minimamente sudato, come se non avesse fatto alcuno sforzo. Mentre io... sono sudatissima e tutta appiccicosa nonostante le basse temperature autunnali, i polmoni bruciano terribilmente e faccio fatico a respirare. Non sono abituata a fare tanto sforzo fisico. -Vuoi già smettere? Onestamente mi aspettavo di più... un mortale sarebbe riuscito a resistere più a lungo. Di questo passo sarai in grado di schivare dei veri colpi tra una decina d'anni, sei molto sotto la media.- commenta il demone. Come se non ne fossi consapevole, non è necessario che infierisca a questo modo. Mi rialzo a fatica e mi sfilo la felpa abbandonandola al suolo insieme alla mia giacca e allo zaino, rimanendo con solo una t-shirt. Il freddo dell'autunno mi gela le ossa ed improvvisamente smetto di sentire caldo, ma so che quando ricominceremo il freddo passerà molto in fretta. -Continuiamo?- domando cercando di regolare il respiro. Damien accenna un debole sorriso e subito ricomincia a colpirmi. Cerco di prevedere le sue mosse, di schivare i suoi rapidi colpi, mi concentro su ogni movimento del suo corpo e mi rendo conto che vengo colpita sempre meno volte. Ed ora è quasi come se stessimo ballando, ci muoviamo in perfetta sincronia lui cerca di colpirmi ed io, senza nemmeno riflettere, schivo i suoi colpi, anche se con molta fatica. Sono però consapevole che se aumentasse la velocità finirei di nuovo a terra con un colpo solo. Quando ormai il sole sta tramontando non riesco più nemmeno a reggermi in piedi da quando mi fanno male i muscoli e crollo a terra respirando affannosamente. Sono tutta sudata ed ogni respiro mi provoca un bruciore terribile ai polmoni, ma ne è valsa la pena. Sono riuscita a schivare molti dei colpi di Damien e, anche se so che non erano affatto la sua forza e la sua velocità massima, sono soddisfatta del mio risultato. -Tutto bene?- mi domanda il demone sedendosi accanto a me. Non riuscendo a dire una singola parola mi limito ad annuire fissando un punto indefinito di fronte a me. -La tua amica è andata nel mondo dei sogni circa un'ora fa.- mi fa notare lui ed io, cercando con lo sguardo Roxy, la trovo seduta addormentata con la schiena appoggiata al muro. Ero così concentrata sui movimenti di Damien che non mi sono resa conto di nulla. -Mia madre mi uccide... Non l'ho avvisata che non sarei tornata a casa subito dopo la scuola.- sospiro lasciandomi cadere all’indietro sul terreno. Il demone sorride guardando il cielo:-Ho sentito la tua amica mentre chiamava tua madre, penso ci abbia pensato lei ad avvisarla. -Come hai fatto a notare tutte queste cose mentre colpivi me? Io non riuscivo ad accorgermi assolutamente di nulla.- domando sorpresa. -Ci sono abituato, sono stato addestrato. Se durante un combattimento mi concentro solo ed esclusivamente sull’avversario che ho davanti rischio di essere colpito da qualcun altro oppure potrei finire in qualche trappola. È fondamentale guardarsi intorno, anche per poter pensare ad una strategia e sfruttare la conformazione del terreno su cui sta avvenendo lo scontro. Ma una cosa per volta, prima inizia a concentrarti sul tuo avversario, poi verrà il resto.- risponde lui. -Quando è iniziato il tuo addestramento?- domando curiosa io senza riuscire a frenare la lingua, anche se so che gli dà fastidio questo mio lato impiccione. -Da quando avevo sei anni.- risponde spostando il suo sguardo su di me. -Così presto?- domando sorpresa. -Sì, ma è stato un bene. Da dove vengo io è fondamentale saper badare a se stessi se non si vuole morire, quindi bisogna addestrarsi fin da piccoli. Inoltre devi considerare che i bambini imparano in fretta, perciò si fanno progressi molto rapidamente. E poi, quando sono diventato una guardia di Sebastian, i miei addestramenti sono diventati ancora più duri.- mi risponde lui, stranamente loquace. -Allora ti stai ancora addestrando? Non hai ancora finito?- domando ancora io e Damien si limita ad annuire. -Perché sei la guardia di Sebastian? Mi sembra sufficientemente forte da sapersi proteggere da solo.- continuo io, questa volta senza ottenere una risposta. -Ora credo sia meglio che tu ti copra, sei sudata e con questo freddo rischi di ammalarti.- dice alzandosi ed andando a recuperare la mia giacca per poi coprirmi con essa. -Grazie.- sussurro sorpresa dal suo gesto così... non da lui. Mi metto a sedere e mi rivesto mentre Damien sveglia Roxy che scatta in piedi come una molla. -Non mi sono addormentata!- esclama la mia amica con gli occhi sbarrati e questa volta sono io a non poter fare a meno di ridere. -Astrid! Sei stata una grande!- esclama entusiasta battendo le mani ed io scuoto la testa divertita, probabilmente ha dormito per gran parte del tempo. -Dovresti tornare a casa.- dico rimettendomi in piedi, ma le mie gambe continuano a tremare a causa dello sforzo a cui le ho sottoposte e sto per ributtarmi a terra quando il forte braccio di Damien mi cinge la vita e mi sorregge. -E tu? Sarebbe meglio che ti accompagnassi.- risponde la mia amica preoccupata. -Ma no, non voglio che tu faccia la strada al buio. Ora mi riposo un attimo e vedi che poi sto meglio.- ribatto io, ma Roxy non è per niente convinta. -La porto a casa io.- interviene Damien al mio fianco. Io e Roxy lo guardiamo sorprese, ma alla fine la mia amica annuisce e, dopo averci salutato, se ne va canticchiando. -Ce la fai a camminare?- mi domanda il demone dopo qualche istante ed io annuisco, ma appena faccio un passo sento come se le mie gambe avessero perso ogni singolo muscolo e mi aggrappo di nuovo a Damien scuotendo la testa. Con un unico e rapido movimento lui mi prende in braccio, ma non come un sacco di patate come la notte in cui mi aveva salvata da Sebastian, ma in stile sposa. Sento il mio viso andare in fiamme ed abbasso subito la testa, pregando che non se ne sia accorto. -Sai, sei stata bravina oggi, pensavo saresti andata molto peggio.- commenta mentre inizia a camminare ed all'istante concentro il mio sguardo sul suo viso perfetto. A quanto pare questo è il suo modo per complimentarsi. Damien inizia a correre attraverso il bosco in direzione di casa mia ed io, istintivamente, mi stringo contro il suo petto, confortata dal suo calore e dalla sua vicinanza. Non so perché ma mi sento sempre più a mio agio con lui.
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